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gennaio 28, 2012

La Lista Vaglio 

(Stampa La Lista Mauro Vaglio)       Esempio di scheda elettorale

 

 QUANDO NON SI HA NULLA DA DIRE… - di Mauro Vaglio (28.1.2012) Riduci

QUANDO NON SI HA NULLA DA DIRE….

Anche in un momento così grave e preoccupante per l’Avvocatura c’è chi, preoccupato di perdere la propria poltrona di Consigliere dell’Ordine,  non trova di meglio da fare che gettare fango su specchiati ed onesti  Colleghi.

La “campagna elettorale” basata esclusivamente sulla denigrazione (peraltro completamente infondata) dei propri avversari è tipica di chi non può certo parlare di sé e di ciò che ha fatto fin qui.

Infatti, cosa avrebbero potuto dire di sé, simili personaggi ?

-         Magari che sono stati eletti in una lista concorrente all’attuale maggioranza e con molta disinvoltura hanno “cambiato casacca” e programma elettorale il giorno successivo al voto?

-         Che le loro azioni (o inazioni) in seno al Consiglio hanno portato l’Avvocatura nella condizione in cui si trova, ovvero sull’orlo del baratro ?

-         Che alcuni esponenti (molto importanti) della loro maggioranza, candidati nella stessa lista di chi oggi denuncia inesistenti “conflitti di interesse” degli altri, hanno invece ottenuto per sé arbitrati e incarichi giudiziari, grazie alle loro cariche ?

-         Che hanno distrutto la storica biblioteca dell’Ordine regalando la collezione di riviste risalenti ai primi del ‘900 e mettendo in un deposito i testi antichi ad un costo a fondo perduto di oltre 15.000 euro l’anno ?

Questi episodi, e tanti altri, sarebbero di per sé già così tristi che in un momento normale non bisognerebbe neanche parlarne e sarebbe meglio coprirli con un pietoso velo di silenzio.

MA QUESTO, PURTROPPO, NON È UN MOMENTO NORMALE

Siamo di fronte ad un passaggio critico per le sorti dell’Avvocatura. Il nuovo Consiglio dell’Ordine dovrà affrontare problemi di vera “sopravvivenza” della Professione come mai prima d’ora e se saranno questi i personaggi al timone possiamo essere certi che vedranno naufragare la nave dell’Avvocatura dalla terraferma della loro “posizione” … proprio come certi “comandanti”.

Dovremmo tutti riflettere su questo e gridare con forza a questi “signori”:

SE NON AVETE NULLA DA DIRE … ANDATELO A DIRE DA UN’ALTRA PARTE !


  
 Protagonisti del cambiamento - di Mauro Vaglio (27.1.2012) Riduci

Carissimi Colleghi,

domani inizierà il 1° turno delle elezioni per il rinnovo del Consiglio del nostro Ordine.
L’Avvocatura romana ha bisogno di concretezza, lealtà, trasparenza e democraticità: ogni singolo avvocato ha il diritto e la necessità di essere rappresentato con moralità di azione e di giudizio e senza compromessi.
Noi de La Lista Mauro Vaglio abbiamo iniziato, con l’attività di questi mesi, a concretizzare il cambiamento: abbiamo cercato di testimoniare, più che declamare, i valori che perseguiamo. Ne sono esempio il ricorso contro la riduzione degli orari delle cancellerie del Tribunale, la Consulta Permanente dell’Avvocatura, i numerosi incontri e dibattiti organizzati su temi per noi di primaria importanza.

Non abbiamo voluto fare una semplice campagna elettorale, abbiamo iniziato a costruire un sistema integrato di scambio di idee e di opinioni con l’Avvocatura tutta.

Dovrei essere più scaramantico, ma ho percepito che il vento è girato e che la vittoria è vicina.

Ma per essere il vostro Presidente non basta risultare primo tra i 15 Consiglieri eletti, come nelle due scorse tornate elettorali. Solo raggiungendo la maggioranza all’interno del Consiglio (con la presenza di almeno 8 Consiglieri su 15), possiamo continuare ad agire a vantaggio della Categoria, questa volta però con l'Istituzione che ci supporti.

È importante che tutti quanti noi ci rechiamo in uno dei 4 giorni (dal 28 al 31 gennaio) ad esprimere le nostre preferenze di voto. Con il nostro voto possiamo renderci protagonisti del cambiamento.

Un'ultima raccomandazione: non lasciatevi indurre in errore dai due turni, che possono far pensare che valga la pena di votare solo al secondo. In realtà, come in tutte le elezioni con ballottaggio, il risultato è determinato fortemente dal primo turno, ed il ballottaggio nella stragrande maggioranza dei casi ne conferma il risultato.

Quindi votate tutti, e votate fin dal primo turno.
Per Mauro Vaglio Presidente, votate tutti i Candidati de La Lista Mauro Vaglio.

Le elezioni si svolgeranno presso Piazza Cavour - Corte di Cassazione
28-29-30-31 Gennaio 1° turno - dalle ore 8,30 alle ore 13,30
4-5-6-7 Febbraio Ballottaggio - dalle ore 8,30 alle ore 13,30

 

Clicca qui per leggere le modalità di voto


  

              www.lalistamaurovaglio.it    marchio_vaglio[1].gif   

 

 Questi sono i 15 candidati de La Lista Mauro Vaglio, che ti invito a votare e a far votare tutti quanti alle prossime elezioni per il
rinnovo del Consiglio dell'Ordine, che si svolgeranno il 28, 29, 30, 31 gennaio 2012 per il 1° turno e il 4, 5, 6, 7 febbraio 2012 per il ballottaggio

(puoi vedere il profilo di ciascun candidato semplicemente cliccando sul nome)

  

Riccardo Bolognesi Fabrizio Bruni Antonio Caiafa Alessandro Cassiani Donatella Cerè

Riccardo BolognesiFabrizio BruniAntonio CaiafaAlessandro CassianiDonatella Cerè,

 

 Pietro Di Tosto Antonino Galletti Carlo Giacchetti Mauro Mazzoni Aldo Minghelli

Pietro Di TostoAntonino Galletti, Carlo Giacchetti, Mauro Mazzoni, Aldo Minghelli,

 

 Roberto Nicodemi Matteo Santini Mario Scialla Isabella Stoppani Mauro Vaglio

Roberto Nicodemi, Matteo Santini, Mario Scialla,Isabella Maria Stoppani, Mauro Vaglio

 

Il portale degli Avvocati Romani

Data di creazione: 8-1-2006

Ultimo aggiornamento degli accessi: 28-1-2012

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RASSEGNA DEGLI ARTICOLI PUBBLICATI DAI NOSTRI CANDIDATI

- ELEZIONI PER IL RINNOVO DEL CONSIGLIO: DUE REALTA’ A CONFRONTO (di Alessandro Cassiani)
- IO NON HO PAURA (di Matteo Santini)
- LE RAGIONI DI UNA PARTECIPAZIONE (di Aldo Minghelli)
- “LA SOPPRESSATA”: ELIMINATI 674 UFFICI DEL GIUDICE DI PACE (di Roberto Nicodemi)
- “CRESCI ITALIA!” (di Riccardo Bolognesi)
- L’opera di ingegno, il prosciutto e la lavatrice (cronaca di una Giustizia al di sotto di ogni sospetto) - di Isabella Maria Stoppani
- Chi è (veramente) l’Avvocato che vuole l’Europa? (di Isabella Maria Stoppani)
- UNO SCHIAFFO ALLA NOSTRA AUTONOMIA ED INDIPENDENZA (ovvero LE SOCIETA’ TRA PROFESSIONISTI) (di Matteo Santini)
- BREVI CONSIDERAZIONI IN MERITO AGLI INTERVENTI DEL GOVERNO SULL’EMERGENZA DELLE CARCERI E SUL PROCESSO PENALE (di Mario Scialla)
- Addio alle tariffe forensi (di Matteo Santini)
- E’ TEMPO DI DEMOCRAZIA (di Matteo Santini)
- ANNO NUOVO VITA NUOVA (di Alessandro Cassiani)
- VINTO RICORSO AL TAR CONTRO LA RIDUZIONE DEGLI ORARI DELLE CANCELLERIE DEL TRIBUNALE (di Mauro Vaglio)
-
IL CORAGGIO DI CAMBIARE, per non soccombere (di Matteo Santini)
-
LA BIBLIOTECA E’ PATRIMONIO IRRUNCIABILE DI TUTTA L’AVVOCATURA (di Alessandro Cassiani) 
-
IL DECRETO “MONTI” PER L’ AVVOCATURA (di Roberto Nicodemi)
-
CANI RANDAGI SENZA UNA PREDA (di Matteo Santini)
- Gli Avvocati non scriveranno, gratuitamente, le sentenze! (di Riccardo Bolognesi)
-
LO “STATUS GIURIDICO” DEI GUIDICI ONORARI: UN PROBLEMA ORMAI INDILAZIONABILE (di Alessandro Cassiani)
-
Il fallimento della media conciliazione (di Matteo Santini)
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UNITÀ DELL’AVVOCATURA ED AVVOCATI FORTI PERCHÈ INDIPENDENTI DAI “POTERI FORTI” (di Riccardo Bolognesi)
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L’UNIONE FA LA FORZA (di Alessandro Cassiani)
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UN ALTRO REGALO AI POTERI FORTI (di Matteo Santini)
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Bizzarie … (di Aldo Minghelli)
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La forza delle idee ha prevalso sul desiderio di soffocarle (di Alessandro Cassiani)
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“Un mestiere per mio figlio” – DIVENTARE, FARE ED ESSERE AVVOCATO (di Matteo Santini)
-
Incostituzionale il previsto taglio degli Uffici Giudiziari (di Antonino Galletti)
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"Macelleria forense": riflessioni sul maxiemendemaneto al ddl stabilità 2011 (di Roberto Nicodemi)
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Difese d'ufficio: occorre voltare subito pagina (di Mario Scialla)
-
Chi rappresenta la base dell'Avvocatura? (di Matteo Santini)
-
A cosa può servire il Consiglio dell'Ordine (di Mauro Mazzoni)
-
Nostalgia dell'avvenire (di Carlo Giacchetti)
-
Alcuni dubbi sulla costituzionalità del Disegno di Legge sull’ordinamento forense (di Matteo Santini)
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L’orrida destrutturazione della Giustizia civile e lo svilimento dell’Avvocatura (di Fabrizio Bruni)
-
Riflessioni sulla manovra economica bis (di Roberto Nicodemi)
-
Delle minacce e degli insulti ai nostri Colleghi di Perugia (di Aldo Minghelli)
-
L’unione fa la forza (di Antonio Caiafa)
-
Avvocati agonizzanti (di Matteo Santini)
-
Le mistificazioni de Il Sole 24 ore sulla mediazione (di Mauro Vaglio)
-
La Lista Mauro Vaglio

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 Nuovo orario di apertura delle cancellerie del Giudice di Pace di Roma (18/21.1.2012) Riduci

ORARIO DI APERTURA DELLE CANCELLERIE DEL GIUDICE DI PACE DI ROMA

Siamo lieti di comunicare che in data 18 gennaio 2012 il Dirigente dell'Ufficio del Giudice di Pace di Roma ha provveduto, per primo, ad adeguare alla legge l'orario di apertura delle cancellerie. Ciò in ottemperanza dell'ordinanza del Tar, conseguente al ricorso presentato dai quindici componenti de La Lista Mauro Vaglio e da molti altri Colleghi.

Giudice di Pace Civile: leggi l'ordine di servizio

Giudice di Pace Penale: leggi l'ordine di servizio

Ufficio stranieri del Giudice di Pace: leggi l'ordine di servizio

Venerdì 20 dicembre abbiamo notificato l’istanza per l’esecuzione della misura cautelare (leggi l'istanza), con la richiesta di nomina immediata di un commissario ad acta.

Sempre al fianco di tutti i Colleghi con integrità morale e trasparenza.

(Stampa La Lista Mauro Vaglio)


  
 Ci vuole passione per fare l'Avvocato - di Pietro Di Tosto (23.1.2012) Riduci

  LA PASSIONE E’ LA NOSTRA MIGLIORE DIFESA (a cura di Pietro Di Tosto)

Come si fa ad unire l’Avvocatura se una parte di essa rimane immobile, ignora o addirittura boicotta le iniziative che altri hanno il coraggio di prendere al posto di chi ci dovrebbe rappresentare?
 
La nostra vita professionale è cambiata: la crisi incalzante, l’eterno imporsi dei poteri forti, le accresciute complicazioni normative e fiscali nella gestione delle pratiche, le continue campagne di screditamento nei nostri confronti, i provvedimenti presi costantemente inaudita altera parte, ci hanno spinto alle corde.
 
Mentre sul fronte interno l’attuale maggioranza consiliare è stata attivissima nell’ostacolare “a prescindere” qualunque iniziativa della minoranza, nei confronti dei pesantissimi attacchi provenienti dall’esterno si è mostrata immobile, perdendo preziose occasioni e mancando pesantemente nel compito di tutela dell’Avvocatura. Come dimenticare, infatti, il suo colpevole silenzio al Congresso di Genova, la mancata partecipazione alle iniziative dell’O.U.A. e alle lotte contro la mediazione obbligatoria, le specializzazioni, le tariffe, gli orari delle cancellerie ?
 
Un primato, però, agli attuali Consiglieri di maggioranza va riconosciuto: la consuetudine  nell’attribuirsi qualsiasi merito, anche per iniziative ininfluenti.
Infatti, mentre noi poveri Avvocati siamo costretti a difenderci da soli nelle piazze, quale valore può avere il risultato-beffa dell’incontro con l’ex Ministro Alfano e l’accordo “al ribasso” con il Presidente del Tribunale sull’orario di apertura delle cancellerie ?
 
Non a caso gli unici risultati conseguiti in questo biennio sono frutto del lavoro e dell’impegno di Associazioni ed Avvocati che, lasciati soli dal proprio Organo di tutela, si sono coraggiosamente impegnati con notevole sacrificio personale tra la noncuranza o lo sbeffeggiamento dei  propri rappresentanti.
Basti ricordare l’incondizionata approvazione delle mozioni congressuali presentate dai Delegati sostenuti dai Consiglieri Vaglio, Di Tosto, Cerè e Cassiani, il nodo della mediazione obbligatoria sottoposto all’esame della Corte Costituzionale, l’eclatante vittoria sull’insana riforma delle specializzazioni, le affollatissime manifestazioni a sostegno dell’attività dell’Organismo Unitario per la tutela della professione, la brillante riscossa contro i ridotti orari d’apertura della cancellerie (vedi ordinanza del T.A.R.).
 
Il merito lo rivendichiamo, oggi come ieri, noi che condividiamo l’appartenenza alla Lista Mauro Vaglio, in nome dell’enorme numero di Colleghi e Associazioni che ci hanno seguito in ogni iniziativa, sostenendoci continuamente.
 
Già. Ci vuole passione per svolgere questa professione, e un pizzico di follia.
 
Perché è stata la passione a spingerci a voler diventare Avvocati, credendoci. E perché ci è voluta tutta la nostra follia per scegliere un lavoro incostante per natura e incerto negli esiti, in cui ogni giorno ci si affanna a trovare soluzione ai problemi dei clienti e a convincere i Giudici della validità delle nostre tesi. Sapevamo quanto intricata fosse questa vita professionale e quanto avremmo dovuto combattere per affermarci, ma ci credevamo fermamente e noi, che svolgiamo questa professione seriamente, ci crediamo ancora.
 
Questa passione, e questa follia, però, non l’hanno dimostrata coloro che ci hanno guidato in questo biennio. Ecco perché è giunto il momento di riprenderci la dignità della nostra professione, di scuoterci dall’immobilismo della nostra condizione, di ricominciare a produrre speranze per il nostro futuro. Ora.
 
Come si fa ad unire l’Avvocatura? Occorre essere volitivi, entusiasti, fattivi. Occorre essere appassionati.
 
Avv. Pietro Di Tosto


  
 La pistola fumante della Confindustria - di Fabrizio Bruni (22.1.2011) Riduci

  Le cd. "liberalizzazioni" delle professioni ed il decreto del 20.1.2012. La pistola fumante della Confindustria di Fabrizio Bruni (avvocato in Roma e Presidente dell'associazione degli Avvocati Romani)

Nell’autunno appena terminato ho avuto modo di illustrare in quattro convegni, con relazioni titolate: "la manovra economica ed i suoi risvolti sull’Avvocatura" e, prima, nel convegno del 14 luglio 2011 organizzato dall’Associazione degli Avvocati Romani (www.associazionedegliavvocatiromani.it) al Teatro Manzoni in Roma (con il Presidente della Cassa Nazionale Forense Avv. Alberto Bagnoli e il Presidente dell’O.U.A. Avv. Maurizio De Tilla, oltre il Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Roma e delegato alla Cassa, Avv. Mauro Vaglio), la relazione strettissima che esiste tra la posizione della Confindustria e l’emanazione di disposizioni di legge pesantemente punitive per l’Avvocatura e per i diritti dei cittadini.

La prova oggettiva, la "pistola fumante", che indica senza tema di errore la grande industria come la mandante delle norme che hanno reso agonizzante la professione forense e vorrebbero rendere di fatto inattuabile in molti casi l’osservanza degli articoli 3 e 24 Costituzione, è la relazione del Centro Studi di Confindustria del giugno 2011 nella quale è indicato un vero proprio programma di interventi legislativi tesi a destrutturare la professione forense e la giustizia civile.

La relazione, titolata: "Ripresa Globale - dallo slancio al consolidamento: Italia in ritardo", composta di 103 pagine, si occupa addirittura da pagina 73 al termine, cioè per 30 pagine, del tema Giustizia, includendo pesanti considerazioni sugli Avvocati e sulla professione forense. Ma sarà bene andare sullo specifico della relazione, senza alcuna necessità di esaminare le ben conosciute norme di legge seguite dal luglio 2011, sino al decreto di ieri.

Prima di ogni altra considerazione, traspare in questa relazione il totale disinteresse degli autori per i diritti dei cittadini.

Infatti la relazione svolge argomentazioni e propone soluzioni con l’obiettivo (dichiarato) di diminuire il contenzioso e sveltire i procedimenti civili, in totale spregio del dettato costituzionale che assicura l’uguaglianza tra i cittadini (art. 3) e il libero accesso alla Giustizia della Stato Italiano (art. 24). La Confindustria, di conseguenza, ritiene utile qualsiasi intervento del legislatore teso a disincentivare il ricorso al processo da parte del cittadino e pone quale principale, se non esclusivo, metodo, la leva economica, dichiarando apertamente di essere favorevole all’imposizione

del contributo unificato per tutti i tipi di procedimento ed all’aumento di quelli esistenti (pag 98: Di fronte alla crescita esponenziale registrata nell’ultimo decennio ( 200%), dal 1 gennaio 2010 è stato introdotto il pagamento di un contributo di 30 euro per l’avvio dei procedimenti di opposizione a sanzioni amministrative fino a 1.500 euro. I risultati sono stati consistenti: in appena un semestre si è registrata una riduzione pari, in media, al 52%).

Anche la mediazione per la Confindustria deve esistere e, ancor di più deve essere obbligatoria (pag. 102. "principio dell’obbligatorietà, l’unico in grado di assicurare alla mediazione adeguata diffusione, soprattutto nella fase iniziale, e quindi di deflazionare il contenzioso giudiziario").

Lo zampino c’è anche nella riduzione dei Giudici di Pace (pag. 100: "È dunque urgente mettere in cantiere una riforma dell’ordinamento dei giudici di pace che punti a migliorare la qualità delle loro decisioni, riducendone il numero, e a eliminare comportamenti opportunistici").

Non interessa alla Confindustria se il cittadino eviterà di opporsi ad una contravvenzione ingiusta perché il ricorso gli costerebbe più della sanzione che vorrebbe impugnare, così come non interessa che lo stesso debba perdere tempo e denaro essendo obbligato a rivolgersi ad una società privata di mediazione composta magari da periti, psicologi ed estetisti (con tutto il rispetto per le categorie) che dovrebbe amministrare la Giustizia prima di poter adire il Giudice (e controllata da chi? Vogliamo domandarcelo?). L’importante è "deflazionare" il contenzioso!

Ma è nelle varie parti in cui si parla degli Avvocati che si disvela il vero intento della relazione confindustriale e degli interventi nei nostri confronti: ridurre il costo dei professionisti per la grande industria facendo divenire sostanzialmente questi ultimi dipendenti a basso costo. Una sorta di Co.Co.Co. nuovo conio. Ecco cosa si legge nella relazione:

- esaminando la questione della cd. "litigiosità eccessiva" esiste un apposito capitolo a pag. 81, titolato: "Più avvocati, più cause"; in esso si legge: "Alcuni ricercatori, però, suggeriscono, anche con analisi empiriche convincenti, che la direzione del nesso causale vada dal numero degli avvocati alla litigiosità: in presenza di alte asimmetrie informative sulla qualità delle prestazioni professionali e di vere e proprie restrizioni alla concorrenza, gli avvocati possono indurre più di un cliente a intentare cause non completamente necessarie. La situazione è aggravata dal fatto che gli avvocati in genere sono pagati sulla base del tempo e del numero degli atti dedicati a ciascun procedimento e a prescindere dall’esito della causa". E’ chiaro come l’autore, a prescindere da ogni considerazione sulla potenzialità offensiva di alcune frasi, sia totalmente privo (o voglia esserlo) delle pur minime cognizioni di diritto in relazione allo svolgimento dell’attività professionale forense intesa come obbligazione di mezzi e non di risultato e in ordine al principio della dignità del lavoro (qualità e quantità dell’attività svolta), concetto che probabilmente vorrebbe fosse dimenticato in assoluto;

- (pag. 102: "È necessario, in particolare, garantire la libertà nella scelta dei professionisti, confermando la facoltà di derogare ai minimi tariffari ed eliminando gli incentivi a prolungare la durata del processo. Va cioè evitato che la remunerazione dei legali sia collegata principalmente al numero e alla complessità delle attività svolte e, quindi, alla durata delle cause stesse. Un classico esempio di circolo vizioso. La possibilità di negoziare i compensi al di là dei minimi imposti dall’Ordine costituisce uno strumento efficace per realizzare l’ulteriore obiettivo di consentire al cliente di conoscere preventivamente i costi del giudizio. Perciò occorre rimuovere i vincoli normativi e deontologici ancora esistenti alla pubblicità e imporre espressamente all’avvocato di informare il cliente sul prevedibile ammontare complessivo delle spese necessarie per la gestione della controversia, assicurando così trasparenza al compenso per la sua prestazione"). Sembra di leggere il testo del decreto di ieri che ha abolito totalmente le tariffe professionali.

Lascio ai lettori la possibilità di esaminare in tutti i punti la relazione dove si potrà trovare, ad esempio, anche "l’istanza di prelievo" (pag. 95) per le cause pendenti in appello e Cassazione, la "motivazione breve" (pag. 96) e altre piacevoli indicazioni tutte tese ad indirizzare il cittadino verso la più totale sfiducia per il professionista Avvocato. Insomma, le norme che sono state emesse nei confronti degli Avvocati e sui costi della Giustizia a partire dal luglio 2011 ci sono proprio tutte in questo libello.

E non dimentichiamo le società di professionisti per le quali è prevista la possibilità che la maggioranza del capitale sia nelle mani di soci esterni con buona pace dell’autonomia professionale e le relative conseguenze in tema di ingresso della criminalità organizzata negli studi. Negli Stati Uniti per gli Avvocati tale possibilità è stata tassativamente esclusa.

Battiamoci con forza per proteggere i diritti dei cittadini, gravemente lesi da questa deriva, e contro la gravissima mistificazione della realtà che spaccia le norme appena approvate sulle professioni come utili per i cittadini, quando in realtà esse servono a chi detiene i mezzi finanziari ed il potere economico per uscire da un momento difficile a spese di alcune categorie di lavoratori. Ora tocca a noi: chi sarà il prossimo?

 Fabrizio Bruni 


  
 STUPIDE GALLINE - di Matteo Santini (21.1.2012) Riduci

 STUPIDE GALLINE - di Matteo Santini 

“Quante stupide galline che si azzuffano per niente”, recita una strofa di una nota canzone. Trovo questa frase l’emblema della società odierna. Una società abbrutita ed imbarbarita dove ciascuno tenta di prevalere sull’altro gridando come una scimmia urlatrice.

 

L’aggressione, l’insulto, l’autoesaltazione, la denigrazione degli altri, l’altezzosità e la superbia comportano una conseguenza drammatica: l’immobilismo. La società non migliora e non progredisce se non a seguito di proposte alle quali fanno seguito delle azioni concrete. Tutto il resto rappresenta un’odiosa ed inaccettabile perdita di tempo.

 

Che senso ha prevalere ed aggredire un nostro simile ? cui prodest ?

 

Il malcostume tipicamente Italiano di tentare di coprire la voce del nostro interlocutore per metterlo a tacere è l’espressione più barbara di una società sempre più violenta e brutale. Mi sono sempre chiesto se questo atteggiamento sia determinato da un eccesso di passione o da una forte dose di stupidità ! Come può un individuo ritenere di poter convincere qualcuno del proprio punto di vista, ricorrendo all’aggressione verbale e al tentativo di sopraffazione. Per quanto possano essere valide le idee ed i propositi, la forma espressiva finisce inesorabilmente per mortificarne le finalità con i risultato che non solo l’interlocutore resta della propria opinione ma che si crea una frattura insanabile tra individui che avrebbero potuto imparare l’uno dall’altro.

 

E allora azzuffarsi, insultarsi e aggredirsi diventano comportamenti socialmente accettati ed incoraggiati in tutti i contesti. La legittimazione sociale della politica dell’insulto è quanto di più aberrante possa accadere in una società che dovrebbe vedere nella cooperazione e nell’impegno congiunto la strada maestra per uscire da un crisi mondiale che non è solo di natura economica.

 

Quando si avverte la necessità di decantare ed esaltare dinnanzi altri i propri successi, allora significa che gli altri non si erano nemmeno accorti di tali imprese. Il vanitoso più insopportabile è quello che pretende anche l'applauso !

 

Ricostruiamo la società con spirito di abnegazione e con tanta umiltà. Se la nostra società è ormai sull’orlo del più buio del precipizi non è sempre colpa degli altri. Impariamo a metterci in discussione, riflettiamo ed apprendiamo dai nostri errori. E’ arrivato il momento di rimboccarci le maniche. Le grandi crisi devastano ogni cosa. L’unico aspetto positivo è che potendo ripartire da zero abbiamo la possibilità ricostruire, tutti insieme e nel reciproco rispetto, una società migliore.

Matteo Santini

 


  
 Adeguamento degli Uffici Giudiziari Romani all'ordinanza del Tar (14.1.2012) Riduci


ADEGUAMENTO DELL'UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI ROMA ALL'ORDINANZA DEL T.A.R. SULL'ORARIO DI APERTURA DELLE CANCELLERIE

Grazie all'accoglimento del ricorso al Tar presentato dai componenti de La Lista Mauro Vaglio, nei prossimi giorni l'Ufficio del Giudice di Pace si adeguerà all'orario di apertura delle cancellerie per 5 ore giornaliere, con molta probabilità dalle 9,00 alle 13,00 e nel pomeriggio dalle 14,00 alle 15,00.

E' un primo risultato concreto della nostra azione fattiva che si contrappone a chi, invece, pur avendo a disposizione i mezzi del Consiglio dell'Ordine, ha cantato vittoria per avere ottenuto l'elemosina di tre ore e mezza, in contrasto oltretutto con la normativa vigente.

L'Avvocatura romana, grazie all'esito del nostro ricorso al Tar, sta finalmente dimostrando di poter assurgere a quel ruolo che le compete di guida per i fori di tutta Italia. Infatti, ci informano i Colleghi di altre regioni che molti Presidenti di Tribunale, con la semplice consegna dell'ordinanza del Tar di Roma, stanno disponendo l'apertura per 5 ore giornaliere degli uffici.

Il Tribunale di Roma, invece, non ha ancora ottemperato all'ordine del Tar e, pertanto, prima di intraprendere l'azione esecutiva tramite il nostro Antonino Galletti, abbiamo ritenuto di denunciare la situazione agli Ispettori del Ministero della Giustizia (leggi l'esposto al Ministero) affinché "prescrivano" al Presidente del Tribunale del Tribunale l'adozione della "fascia oraria" di apertura degli uffici non inferiore a 5 ore giornaliere (leggi la disposizione del Presidente del Tribunale di Crotone).


  
 Visualizzazione sentenze integrali del Giudice di Pace (14.1.2012) Riduci


POSSIBILITA' DI VISUALIZZARE LE SENTENZE INTEGRALI DEL GIUDICE DI PACE SUL POLISWEB

Per chi non avesse già avuto occasione di verificarlo personalmente, da qualche giorno è possibile visualizzare sul sigp@internet (servizi online giudice di pace da Punto di accesso) le sentenze del Giudice di Pace pronunciate nei procedimenti in cui si è costituiti.

[Vedi l'esempio di visualizzazione delle sentenze]


  
 Servizi in favore dei Colleghi (a cura di Mauro Vaglio, Fabrizio Bruni e Matteo Santini) Riduci


SERVIZI IN FAVORE DEI COLLEGHI

Agenzia del lavoro e delle opportunità: diversi mesi fa insieme a Fabrizio Bruni e a Matteo Santini abbiamo pensato di sostituire la "bacheca degli annunci" di questo sito, con analogo servizio. In questo modo è stato possibile soddisfare anche le esigenze di quei Colleghi che non desideravano apparire pubblicamente. Il nuovo sistema così concepito ha offerto ed offre ogni giorno a ciascun Collega la possibilità di inserire nell'apposita banca dati la propria richiesta od offerta di lavoro o anche di affitto di una stanza, mantenendo la necessaria riservatezza. I risultati ottenuti sono veramente soddisfacenti.
Per usufruire del servizio è sufficiente inviare un messaggio ai seguenti indirizzi email:

Offerta e richiesta Avvocato: annuncioavvocato@maurovaglio.eu
Offerta e richiesta Praticante: annunciopraticante@maurovaglio.eu
Offerta e richiesta affitto stanze: annuncioaffitto@maurovaglio.eu

Baby parking: servizio, anch'esso ideato e gestito da Matteo Santini e Fabrizio Bruni, che consente alle Colleghe (ma eventualmente anche ai papà) di lasciare i propri figli presso una struttura idonea durante gli orari in cui sono impegnate in udienza. L’associazione degli Avvocati Romani ed il Centro Studi sul diritto della famiglia e dei minori hanno sottoscritto una convenzione a costi agevolati con un Asilo sito in zona Prati che effettua questo servizio in una struttura altamente qualificata e con personale di primissimo livello.
La convenzione prevede la possibilità di acquistare, a prezzi assolutamente agevolati, pacchetti da 10, 25, 50 e 100 ore.
Per richiedere ulteriori informazioni potete inviare una e-mail all’indirizzo brunisantini.lavoro@libero.it.


  
 Incarico prestigioso ad Antonio Caiafa (14.1.2012) Riduci


INCARICO DI PRESTIGIO PER IL NOSTRO ANTONIO CAIAFA

Esprimiamo le nostre congratulazioni all'Amico Antonio Caiafa per essere stato nominato Commissario Giudiziale in un'importate procedura di concordato preventivo davanti al Tribunale di Frosinone

[Leggi l'articolo de ll Messaggero]

[Leggi l'articolo di Ciociaria Oggi]


  
 Nuovi importi del contributo unificato e adempimenti per la prosecuzione dei giudizi in appello e in cassazione (1.1.2012) Riduci

ALCUNE DELLE NOVITA' IN VIGORE DAL 1° GENNAIO 2012

- Art. 13  T.U. Spese di Giustizia (DPR 115/02): è stato introdotto il comma 1-bis, secondo cui il contributo unificato dovuto da chi introduce il processo è aumentato della metà per i giudizi di impugnazione ed è raddoppiato per i processi innanzi alla Corte di Cassazione.

Nuova tabella del contributo unificato per le impugnazioni


- Art. 26 Legge 12 novembre 2011 n. 183 (Misure straordinarie per la riduzione del contenzioso civile pendente davanti alla Corte di cassazione e alle corti di appello): "Nei procedimenti civili pendenti davanti alla Corte di cassazione, aventi ad oggetto ricorsi avverso le pronunce pubblicate prima della data di entrata in vigore della legge 18 giugno 2009, n. 69, e in quelli pendenti davanti alle corti di appello da oltre tre anni prima della data di entrata in vigore della presente legge, le impugnazioni si intendono rinunciate se nessuna delle parti, con istanza sottoscritta personalmente dalla parte che ha conferito la procura alle liti e autenticata dal difensore, dichiara la persistenza dell’interesse alla loro trattazione entro il termine perentorio di sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge (1° gennaio 2012)"

Istanza di prosecuzione davanti alla Corte d'Appello

Istanza di prosecuzione davanti alla Corte di Cassazione

 


  
 Chi è (veramente) l’Avvocato che vuole l’Europa? - di Isabella Stoppani (9.1.2012) Riduci

   Chi è (veramente) l’Avvocato che vuole l’Europa? (di Isabella Maria Stoppani)

Dall’attuale Governo, anche grazie ai compiacenti giornali, ci viene continuamente ripetuto che l’Europa vuole che il nostro sistema di Avvocatura si apra alla concorrenza mediante le c.d. liberalizzazioni per salvaguardare il Cittadino Cliente e la sua capacità economica.
Conoscendo però cosa al riguardo ritiene veramente l’Europa sorge un dubbio: o le Direttive Europee al riguardo non sono note o non vengono correttamente interpretate.
La sottoscritta, quale Vice Presidente dell’A.L.P. (Associazione Liberi Professionisti), a suo tempo intervenne in sede di approvazione della Direttiva 2005/36 U.E., c.d. Zappalà sulle Qualifiche Professionali per ottenere l’inserimento del Considerandum 43, contenente la prima definizione delle Professioni Liberali.
Secondo tale Considerandum, le professioni liberali sono quelle “praticate sulla base di pertinenti qualifiche professionali, in modo personale, responsabile e professionalmente indipendente nell’interesse dei clienti. L’esercizio della professione negli Stati membri può essere oggetto, a norma del Trattato, di specifici limiti legali, sulla base della legislazione nazionale e sulle disposizioni di legge, stabilite autonomamente nell’ambito di tale contesto dai rispettivi organismi professionali rappresentativi, salvaguardando e sviluppando la loro professionalità e la qualità del servizio e la riservatezza dei rapporti con i clienti”, principi poi fatti salvi anche dalla Direttiva Servizi (c.d. Bolkenstein).
Per quanto riguarda, in particolare, gli Avvocati, il Parlamento Europeo, con la Risoluzione 23 marzo 2006, richiamati “i principi di base della Nazioni Unite del 7 settembre 1990 sul ruolo degli Avvocati, la Raccomandazione del Consiglio d’Europa 21/2000 sulla libertà di esercizio della professione di Avvocato, le Direttive settoriali 77/249/CEE e 98/5/CIE e la Giurisprudenza della Corte di Giustizia della Comunità Europea”, ha riconosciuto quali principi basilari del “mercato dei servizi professionali intellettuali”:
-          “l’indipendenza, l’assenza di conflitto di interessi e il segreto/confidenzialità professionale quali valori fondamentali della Professione Legale che rappresentano considerazioni di pubblico interesse”;
-          “la necessità di regolamenti a protezione di questi valori fondamentali per l’esercizio corretto della Professione Legale, nonostante gli inerenti effetti restrittivi sulla concorrenza che ne potrebbero risultare”;
-          “che lo scopo del principio della libera prestazione di servizi, applicato alle professioni giuridiche, è quello di promuovere l’apertura dei mercati nazionali mediante la possibilità offerta a prestatori di servizi e ai loro clienti di beneficiare pienamente del mercato interno della comunità”.
Il Parlamento Europeo riconosce infatti:
1)      “che qualsiasi riforma delle Professioni Legali ha conseguenze importanti che vanno al di là delle norme della concorrenza, incidendo nel campo della libertà, della sicurezza e della Giustizia e, in modo più ampio, sulla protezione dello Stato di Diritto nell’UE (…);
2)      che i principi di base delle N.U. sul ruolo degli Avvocati del 7 settembre 1990 confermano il Diritto degli Avvocati a costituire ed essere membri di Associazioni Professionali in rappresentanza dei loro interessi, per promuovere l’educazione continua e la formazione professionale e proteggere la loro integrità professionale (…) e il cui organismo esecutivo esercita le funzioni senza interferenze esterne (…); che esse (le associazioni n.d.r.) hanno un ruolo vitale nel promuovere il rispetto dell’etica e delle norme professionali, nel proteggere i suoi membri da procedimenti, interferenze e limitazioni ingiuste (…);
3)      che la protezione adeguata dei Diritti Umani e delle Libertà Fondamentali cui ha diritto ogni persona nel campo economico, sociale, culturale, civile e politico richiede che ogni persona abbia effettivo accesso a servizi legali forniti da una professione legale indipendente (…);
4)      che gli obblighi dei Professionisti Legali di mantenere l’indipendenza, evitare conflitti di interessi e rispettare la riservatezza del cliente sono messi particolarmente in pericolo qualora siano autorizzati ad esercitare la Professione in organizzazioni che consentono a persone che non sono professionisti legali di esercitare o condividere il controllo dell’andamento dell’Organizzazione mediante investimenti di capitale o altro, oppure nel caso di partenariati multidisciplinari con professionisti che non sono vincolati da Obblighi Professionali equivalenti” (...);
5)      che la concorrenza dei prezzi non regolamentati tra i professionisti legali, che conduce a una riduzione della qualità del servizio prestato va a detrimento dei consumatori (…); Considerando l’asimmetria informativa tra Avvocati e Clienti (…);
6)      che l’importanza di una condotta etica, del mantenimento della confidenzialità con i clienti e di un alto livello specialistico necessita l’organizzazione di sistemi di autoregolamentazione, quali quelli oggi governati da organismi e ordini della Professione Legale.”.
È stata insomma affermata la necessità della richiesta di ALTE QUALIFICAZIONI per accedere alla professione legale e della protezione di tali qualificazioni nell’interesse dei Cittadini, ribadita l’importanza delle norme necessarie ad assicurare indipendenza, competenza, integrità, responsabilità dei membri delle Professioni Legali per garantire la qualità dei loro servizi a beneficio dei clienti e della società in generale e a salvaguardia dell’interesse pubblico, per assicurare la garanzia del Diritto di Difesa, l’Accesso alla Giustizia, la Sicurezza nell’applicazione della legge.
Il Parlamento invita pertanto la Commissione a tener conto del ruolo specifico delle Professioni legali in una società governata dallo Stato di Diritto “tenuto conto che gli interessi pubblici che prevalgono sui principi della concorrenza dell’UE si trovano nel sistema legale dello Stato membro” ed invita, ancora, a non applicare le norme sulla concorrenza dell’UE in materie che nel quadro costituzionale dell’UE sono lasciate alla competenza degli Stati Membri, quale l’accesso alla Giustizia e ritiene che le tabelle degli onorari o altre tariffe obbligatorie per gli Avvocati e anche per prestazioni stragiudiziali non violino gli artt. 10 e 81 del Trattato, cioè che sono legittimi (pienamente) i cd. Minimi Tariffari.
Uno Stato di Diritto, uno Stato Democratico, può esistere solo se possiede al suo interno un’Avvocatura, libera, indipendente e  autonoma, basata sul rispetto dei suoi principi etici e non sottoposta alle regole di mercato, che assicuri la protezione dei Diritti Fondamentali dei suoi Cittadini, anche contro lo Stato stesso, la sua Amministrazione e i cd. “Poteri Forti”.  
Quindi, ripartendo dall’esordio del presente articolo, quanto spacciato dall’attuale Politica, sempre anche grazie ai compiacenti giornali, è droga per chi non conosce minimamente la legislazione Europea e non sa che l’invito a liberalizzare, che effettivamente arriva dall’Europa, significa ben altro, semplicemente favorire lo stabilimento e la circolazione di un professionista intellettuale di uno Stato Membro negli altri 26 stati, come dimostreremo nel secondo dei nostri articoli.

 

Isabella Maria Stoppani


  
 MOVIMENTO A DIFESA DI NOI STESSI (a cura di Mauro Vaglio - 27.12.2011) Riduci

 

DIFENDIAMOCI DA SOLI

Abbiamo a lungo sperato ed atteso, inutilmente, che il potere politico cessasse di ingannare i cittadini magnificando presunti “vantaggi” che si otterrebbero dall’annientamento della professione di Avvocato.

Abbiamo operato, in tutte le direzioni possibili, per sensibilizzare il legislatore sui danni che simili modifiche legislative avrebbero arrecato, proprio al cittadino, in termini di minore accesso alla Giustizia.

Abbiamo confidato, invano, che i pur numerosi Colleghi Avvocati, che siedono negli scranni delle Camere, si ribellassero alle logiche di partito e in un sussulto di orgoglio rifiutassero un simile insulto alla Giustizia.

ORA DOBBIAMO DIRE BASTA !

Non possiamo più tollerare lo strumento dissuasivo (ideato da Confindustria) che, obbligando a pagare somme sempre crescenti per iscrivere a ruolo le cause, impedisce al cittadino di accedere alla Giustizia, in violazione dell’art. 24 della Costituzione.

Dobbiamo smentire le continue mistificazioni mediatiche che colgono l’occasione della crisi per dipingere i professionisti come caste chiuse, spostando così l’attenzione dai costi della politica e dagli stipendi dei manager di Stato, più alti di quelli di qualsiasi parlamentare europeo. Questi sì che con le loro auto blu e le scorte (si dice che ce l’abbia persino Bruno Vespa) stanno letteralmente divorando il paese senza arretrare di un passo.

Non possiamo consentire che il Parlamento converta in legge la parte del decreto 16 dicembre u.s. relativa ai seguenti argomenti, devastanti per i cittadini e per l'Avvocatura:

  • liquidazione degli onorari in misura non superiore al valore della domanda per le cause di valore fino a 1.000 euro;
  • controlli sui giudici affinché impongano la mediazione ed obbligo di condanna con ordinanza non impugnabile della parte che non abbia partecipato alla mediazione;
  • rinuncia automatica all'impugnazione per le cause pendenti da oltre tre anni se la parte non propone, entro il termine perentorio di sei mesi dall’entrata in vigore della legge e senza alcun previo avviso della cancelleria, istanza sottoscritta personalmente dal cliente con cui dichiara la persistenza dell'interesse alla trattazione.

     

Ecco perché, consci della nostra forza composta da centinaia di migliaia di Avvocati e Praticanti con le loro famiglie, abbiamo deciso di organizzare un “movimento politico” per entrare, a pieno diritto, nelle stanze del potere ed evitare al nostro Paese di scendere ulteriori gradini nella scala internazionale delle libertà civili.

ADERITE QUINDI ALL’APPELLO TRAMITE IL SEGUENTE LINK E FATE ADERIRE ANCHE I VOSTRI FAMILIARI, I VOSTRI CONOSCENTI, I VOSTRI CLIENTI. GIRATE QUESTO MESSAGGIO AI CORRISPONDENTI ED AI COLLEGHI DI TUTTE LE REGIONI ITALIANE.

Dimostriamo la nostra forza e con le adesioni ottenute potremo fare immediata pressione sui parlamentari, che fra pochi mesi si dovranno ripresentare davanti agli elettori.

Sono in gioco la sopravvivenza dell'Avvocatura e il diritto di difesa riconosciuto dall'art. 24 della Costituzione a tutti i cittadini. Poter agire per la tutela dei propri diritti è una questione di libertà e tale opportunità deve essere garantita in egual modo ad ognuno ai sensi dell'art. 3 della Costituzione.

Mauro Vaglio


  
 Tar: cancellerie aperte per 5 ore (20.12.2011) Riduci

 La Lista Mauro Vaglio

Il Tar del Lazio ha accolto in sede cautelare il nostro ricorso contro la riduzione a sole tre ore al giorno e, dopo la notifica dell'atto, a tre ore e mezza degli orari di apertura delle cancellerie del Tribunale di Roma (leggi l'ordinanza del Tar). Il ricorso è stato proposto da tutti i componenti della lista e da altri Colleghi con il patrocinio di Antonino Galletti.

Il Tar con ordinanza n. 4912 del 20.12.2011 ha concesso non solo la sospensiva dei provvedimenti del Presidente del Tribunale, ma ha anche affermato la sussistenza dell’obbligo legislativo “secondo cui le cancellerie e segreterie giudiziarie sono aperte al pubblico 5 ore nei giorni feriali“.

Non ci sono parole per esprimere a tutti i Colleghi la gioia che ci riempie il cuore nel comunicare questa notizia. Vogliamo ringraziare chi ci è stato vicino in questi giorni ed ha condiviso con noi una battaglia per ottenere il dovuto rispetto per la nostra categoria, dando il benservito a tutti quei detrattori e profeti di sventura che avevano preconizzato una nostra sicura sconfitta. Con buona pace di chi continua ad intrattenere incontri riservati con gli autori di suddetti provvedimenti, senza peraltro ottenere alcun risultato. 

Questo è il nostro regalo di Natale per tutti i Colleghi.

Una nota di colore però non poteva mancare.

Nei giorni passati ci siamo visti notificare un "ATTO DI INTERVENTO AD OPPONENDUM" (che puoi leggere tramite questo link), con il quale si chiedeva il rigetto del nostro ricorso da parte di chi si era candidato nella Lista Insieme con il Presidente Conte alle elezioni per il Congresso Nazionale Forense di Genova (guarda la lista di Conte).

Non abbiamo certo bisogno di aggiungere alcun commento al riguardo. 

Riccardo Bolognesi, Fabrizio Bruni, Antonio Caiafa,

Alessandro Cassiani, Donatella Cerè, Pietro Di Tosto,

Antonino Galletti, Carlo Giacchetti, Mauro Mazzoni,

Aldo Minghelli, Roberto Nicodemi, Matteo Santini,

Mario Scialla, Isabella Maria Stoppani, Mauro Vaglio

(puoi vedere il profilo di ciascuno di noi semplicemente cliccando sul nome)


  
 Il sito del Giudice di Pace su IPad Riduci

E' ora possibile collegarsi al Sigp@Internet anche tramite IPad. 

Si tratta di una comodità in più che ci permette di essere sempre aggiornati sulle nostre cause ed evitare file inutili.


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 IL DECRETO “MONTI” PER L’ AVVOCATURA (di Roberto Nicodemi - 11.12.2011) Riduci

   RIFLESSIONI SUL DECRETO LEGGE 201 DEL 6 DICEMBRE 2011 (di Roberto Nicodemi)

Il nuovo provvedimento legislativo, approvato il 6.12.2011 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 10.12.2011, interviene nuovamente sulla nostra professione attraverso l’art. 33, intitolato: “soppressione limitazioni esercizio attività professionali”. Inserito nel titolo IV, capo I, riguardante le liberalizzazioni, il testo del governo modifica altresì l’art. 10 della Legge 183/2011 ( Legge di Stabilità, vedi doc. 4), che a sua volta aveva riformato la Legge 148/2011 (vedi doc.1 e 2), inserendo un termine perentorio, il 13 agosto 2012, entro il quale dovrà essere approvata, con regolamento, la riforma delle professioni, a pena di soppressione, automatica, degli ordini professionali.

Questa continua produzione legislativa ha disorientato molti colleghi, che hanno chiesto un documento sintetico dal quale avere una visione semplice e chiara dei cambiamenti. Sono state, infatti, le loro istanze, rivolte per lo più agli amici  Pietro di Tosto e Mauro Vaglio, che hanno determinato la nascita di questo piccolo vademecum.

1. RIFORMA ORDINAMENTI PROFESSIONALI: Ai sensi del combinato disposto degli artt. 33  decreto legge 201/2011 e dell’art 10, legge 183/2011, gli ordinamenti professionali dovranno essere riformati entro il termine perentorio del 13.08.2012. In difetto, se non dovesse intervenire un regolamento governativo, entro tale data, le norme vigenti sugli ordinamenti professionali saranno abrogate, di diritto. 

2. DISCIPLINA DEL TIROCINIO: In virtù degli artt. 33 D.L. 201/2011 ed art. 3 Legge 148/2011, per accedere alla professione, si dovrà svolgere un tirocinio che dovrà rispettare criteri utili a garantire una reale attività formativa. A fronte del concreto apporto all’attività di studio il tirocinante avrà diritto ad un equo compenso di natura indennitaria. La sua durata non potrà essere superiore a 18 mesi.

3. COSTITUZIONE DI SOCIETÀ TRA PROFESSIONISTI: L’art. 10, della Legge 183/2011, prevede la costituzione di società per l’esercizio di attività professionali, regolamentate secondo i modelli societari di cui ai titoli V/VI, del libro V, del c.c.. L’atto costitutivo della società tra professionisti dovrà prevedere: a) esercizio in via esclusiva dell’attività professionale da parte dei soci; b) ammissione quali soci anche di non professionisti; c) l’esecuzione dell’incarico professionale dovrà essere eseguito dai soci professionisti; d) le modalità di esclusione dalla società del socio. Sarà inoltre possibile creare la società dei professionisti per l’esercizio di più attività professionali ed i soci professionisti dovranno rispettare il codice deontologico del proprio ordine. Il Ministero di Grazia e Giustizia dovrà emettere entro 6 mesi un regolamento di attuazione. In vigore dal 1°.01.2012.

4. LA PEC PER LE COMUNICAZIONI E LE NOTIFICAZIONI: L’art. 25, Legge 183/2011, apporta modifiche a numerosi articoli del Codice di procedura Civile, prevedendo come debba avvenire l’impiego della Posta Elettronica Certificata nel processo civile.  L’Avvocato potrà ricevere le comunicazioni di cancelleria a mezzo PEC, potrà persino intimare i testimoni attraverso l’invio di copia dell’atto a mezzo Pec. Nasce quindi, l’obbligo del professionista di munirsi di tale mezzo di comunicazione, al fine di migliorare e velocizzare gli incombenti quotidiani di studio. In vigore dal 1°.02.2012.

5. ISTANZA DI TRATTAZIONE PER CAUSE IN APPELLO E CASSAZIONE: L’art. 26, Legge 183/2011, prevede come, per i procedimenti pendenti in Corte d’Appello da oltre 2 anni e, innanzi alla Suprema Corte, contro pronunce emesse prima dell’entrata in vigore della Legge 69/2009 (4 luglio 2009), le parti, al fine di dimostrare il loro interesse alla prosecuzione del giudizio, dovranno presentare un’istanza di trattazione del procedimento, in difetto verrà disposta l’estinzione della causa, a cura del Presidente del Collegio. Il termine perentorio e’ di 6 mesi dalla comunicazione di cancelleria. Attenzione alle comunicazioni di cancelleria. In vigore dal 1°.01.2012.

6. INAPPELLABILITÀ DELLE SENTENZE IN MATERIA PREVIDENZIALE: In virtù dell’art. 27, co 1, punto F), le sentenze in materia previdenziale, emesse, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 445 bis,  (accertamento tecnico preventivo obbligatorio) non sono più appellabili. In vigore dal 1°.02.2012.

7. ARTT. 283 E 351CPC (SOSPENSIVA IN APPELLO): La norma (art. 27, co 1, punto A e C),  introduce la possibile condanna della parte che intende ottenere la sospensione della sentenza impugnata, se l’istanza per la sospensione e’ inammissibile o manifestamente infondata, ad una pena pecuniaria non inferiore ad €. 250.00 e non superiore ad €. 10.000. Il provvedimento del Giudice, emesso con ordinanza non e’ impugnabile. Il Giudice inoltre, se ritiene la causa matura per la decisione può provvedere ai sensi del 281 sexies.In vigore dal 1°.02. 2012.

8. ART. 350 CPC (TRATTAZIONE APPELLO) Lart. 27, co 1, punto B, prevede che il Presidente del Collegio, possa delegare per l’assunzione dei mezzi istruttori, uno dei componenti dello stesso. In vigore dal  1°.02 2012.

9. ART. 352 C.P.C. (DECISIONE APPELLO): art. 27, co 1, punto D, il Giudice può decidere sulla causa ai sensi dell’art. 281 sexies quando non provveda a norma degli articoli precedenti. In vigore  dal 1°.02. 2012.

10. ART 431 CPC (ESECUTORIETA’ DELLA SENTENZA IN MATERIA DI LAVORO): L’art. 27, co 1, punto E , prevede che, se l’istanza per la sospensione e’ inammissibile o manifestamente infondata, il Giudice può condannare la parte che l’ha promossa, ad una pena pecuniaria non inferiore ad €. 250.00 e non superiore ad €. 10.000. In vigore dal 1°.02.2012.

11. AUMENTI DEL CONTRIBUTO UNIFICATO IN CORTE D’APPELLO E CORTE DI CASSAZIONE: L’art. 28, Legge 183/2011 prevede  l’ulteriore aumento del contributo unificato, pari al 50%, per il grado di Appello e del 100%, per i procedimenti innanzi alla Corte di Cassazione, anche per i procedimenti pendenti nei quali il provvedimento impugnato sia stato pubblicato o depositato, alla data di entrata in vigore della presente legge. In vigore dal 1°.01.2012.

12. ELIMINAZIONE MINIMI TARIFFARI:  L’art. 10, co. 12, Legge 183/2011, prevede l’abolizione delle tariffe forensi, sopprimendo parte dell’art. 10, della Legge 148/2011. Il compenso e’ pattuito al conferimento dell’incarico. Entrata in vigore dal 1° gennaio 2012. CONSIDERATA L’IMPORTANZA DELLA NORMA, HO REDATTO UNA BOZZA DI UN CONFERIMENTO INCARICO CON PATTUIZIONE DEL COMPENSO, che può essere richiesta via E.MAIL, all’indirizzo: studiolegalenicodemi@libero.it

 


  
 Proposto ricorso al Tar contro la riduzione dell'orario di apertura delle Cancellerie (18.11.2011 - 7.12.2011) Riduci

 

                  

E' stata fissata per il 7 dicembre l'udienza innanzi al Tar per la sospensiva dei provvedimenti con cui il Presidente del Tribunale di Roma ha ridotto a sole 3 ore al giorno l'apertura al pubblico delle Cancellerie.

Contro questa iniziativa che viola l'art. 162 della L. 23 ottobre 1960 n. 1196 (prescrizione di apertura delle cancellerie per 5 ore giornaliere), abbiamo proposto, avvalendoci del patrocinio di Antonino Galletti, ricorso all'Autorità Giudiziaria Amministrativa a tutela della Categoria e dei cittadini.

Del resto, di fronte a tale violento attacco all'esercizio - già particolarmente difficoltoso - della nostra Professione non potevamo rimanere silenti né accettare supinamente e senza alcuna reazione CONCRETA che decisioni così penalizzanti ci fossero imposte unilateralmente.

Noi siamo orgogliosi di essere Avvocati e di fare gli Avvocati.

(Leggi il ricorso al Tar in versione integrale)

(Leggi l'articolo su Il Sole 24 ore del 30.11.2011)

 

A seguito dei motivi aggiunti che abbiamo proposto dopo l'aumento di solo mezzora dell'orario di apertura delle Cancellerie disposto dal Presidente del Tribunale, l'udienza per la sospensiva innanzi al Tar è stata rinviata al 19 dicembre 2011 su richiesta dell'Avvocatura Generale dello Stato.

Vi terremo informati.

 

www.lalistamaurovaglio.it

Riccardo Bolognesi, Fabrizio Bruni, Antonio Caiafa,

Alessandro Cassiani, Donatella Cerè, Pietro Di Tosto,

Antonino Galletti, Carlo Giacchetti, Mauro Mazzoni,

Aldo Minghelli, Roberto Nicodemi, Matteo Santini,

Mario Scialla, Isabella Maria Stoppani, Mauro Vaglio

(puoi vedere il profilo di ciascun candidato semplicemente cliccando sul nome)


  

 

Miracolo "romano": la saga degli ineleggibili ...


Doverosamente pubblichiamo anche la "precisazione" del legale del Presidente Conte 
uscita su Il Tempo in data 4.12.2011

 Siamo proprio nei guai, ma ... (27.11.2011) Riduci

Cari Amici,

abbiamo attivamente partecipato, con una folta rappresentanza romana, alla VII Conferenza Nazionale dell'Avvocatura, tenutasi venerdì 25 e sabato 26 novembre, dinanzi a quasi 2.000 Colleghi di tutta Italia (fonte Il Sole24ore).

Durante la mattinata di sabato sono giunte notizie allarmanti sui contenuti dell''imminente decreto del Governo "tecnico". Sembra, infatti, che esso comprenda misure drastiche contro i professionisti (e già a prima vista incostituzionali), come l'abolizione dell'obbligatorietà della difesa tecnica nei giudizi di primo grado, l'istituzione di un albo unico nazionale delle libere professioni, l'accorpamento delle Casse private all'Inps (leggi il preoccupante articolo su MondoProfessionisti.eu).

Certo, non ci salverà lo scontato e risibile appoggio alla nostra categoria promesso dagli Avvocati/parlamentari di tutti gli schieramenti politici che hanno partecipato all’incontro: ma dove erano questi signori quando in Parlamento sono state approvate in questo ultimo periodo tutte quelle misure mirate contro di noi?

Il vero lato positivo e promettente della Conferenza è stato il ritorno ad una grande unitarietà dell'Avvocatura Italiana, con un forte documento finale sottoscritto dalle tre Istituzioni forensi: l'O.U.A. con Maurizio de Tilla, il C.N.F. con Guido Alpa, la Cassa Forense con Alberto Bagnoli. Alle importanti iniziative assunte hanno inoltre aderito le Associazioni forensi rappresentate in gran numero nella sede assembleare. Questa grande ed unanime convergenza conferisce al deliberato una forza senza precedenti, in quanto considerabile, a buon diritto, come espressione dall'intera «Avvocatura Italiana» (leggi la copia del documento finale con le firme).

In sintesi, premesso che la categoria forense è il baluardo a difesa dei diritti dei cittadini e della Giustizia e che sono in atto reiterati attacchi alla centralità della Giustizia nell'organizzazione sociale, anche mediante la limitazione della libertà e dell'indipendenza della professione forense,

l'Avvocatura Italiana chiede:

- al Capo dello Stato di impedire l'adozione di provvedimenti in contrasto con i principi della Carta costituzionale, del Trattato di Lisbona e della Carta dei Diritti dell’Uomo a tutela della libertà dei cittadini e dell’indipendenza dell’Avvocatura, che esercita una attività professione intellettuale e non attività di impresa o mercantile;

- l'immediata convocazione dell’Avvocatura italiana, rappresentata dalle componenti nazionali istituzionali, politiche e associative, da parte Presidente del Consiglio, del Ministro della Giustizia e dei Presidenti di Camera e Senato;

- in mancanza di riscontro da parte del nuovo Governo alla richiesta di un immediato e serrato confronto sui temi e sulle sollecitazioni di cui sopra, l'adozione di legittime iniziative di protesta, con invito a tutti gli iscritti agli Ordini, esercenti funzioni di VPO, giudici di pace, GOT, giudici tributari, componenti dei Consigli giudiziari di rinunciare all’esercizio delle funzioni;

- l'attuazione su tutto il territorio nazionale di uno stato di agitazione a tempo indeterminato con manifestazioni pubbliche, locali e nazionali, e mediante la indizione di tutte le legittime forme di protesta, anche le più dure e radicali, per la mancata considerazione della Giustizia e della difesa come diritto dei cittadini;

- la convocazione di un Congresso straordinario dell’Avvocatura all’esito delle suindicate istanze.

Le Associazioni a noi vicine, elencate sul sito www.lalistamaurovaglio.it, aderiscono integralmente alla presa di posizione dell'Avvocatura Italiana e si adopereranno per individuare ed adottare, insieme a tutti i Colleghi, le "più dure e radicali" forme di protesta, anche sul piano giudiziario ed a livello europeo, ritenute necessarie per la tutela dei cittadini e della nostra categoria.

Ricordiamoci finalmente che, insieme ai nostri familiari e clienti, siamo portatori di milioni di voti e che la nostra forza è in grado di orientare la politica nazionale (specie con la nuova prossima legge elettorale) facendole cambiare direzione.

Non scoraggiamoci e prepariamoci a combattere per la sopravvivenza nostra e delle nostre famiglie.

 

www.lalistamaurovaglio.it

Riccardo Bolognesi, Fabrizio Bruni, Antonio Caiafa,

Alessandro Cassiani, Donatella Cerè, Pietro Di Tosto,

Antonino Galletti, Carlo Giacchetti, Mauro Mazzoni,

Aldo Minghelli, Roberto Nicodemi, Matteo Santini,

Mario Scialla, Isabella Maria Stoppani, Mauro Vaglio

(puoi vedere il profilo di ciascun candidato semplicemente cliccando sul nome)


  
 La forza delle idee ha prevalso sul desiderio di soffocarle - di Alessandro Cassiani (18.11.2011) Riduci

    La forza  delle idee ha prevalso sul desiderio di soffocarle ( a cura di Alessandro Cassiani)

Care Colleghe e Cari Colleghi,
quando sono stato eletto Presidente ho assegnato a tutti i Consiglieri gli incarichi istituzionali. Ritenevo e ritengo, che benché eletti in diversi schieramenti, tutti avessero il diritto – dovere di contribuire alla vita del Consiglio.
Ci sono riuscito malgrado la strenua opposizione di alcuni componenti della maggioranza. I fatti mi hanno dato ragione. Superate le contrapposizioni che sono fisiologiche durante il periodo elettorale, tutti hanno contribuito alla realizzazione dei compiti propri della Istituzione.
Pensavo di aver raggiunto un traguardo dal quale non fosse possibile retrocedere. Evidentemente mi illudevo !
All’inizio del biennio che sta per concludersi, l’attuale maggioranza ha negato ogni incarico ai quattro consiglieri di minoranza. L’intenzione dichiarata era quella di emarginarli e forse di indurli al silenzio.
Cosi non è stato.
Per una sorta di miracolo operato dalla concretezza delle proposte e dall’entusiasmo nel portarle avanti, intorno a loro si è coagulato l’interesse di un numero sempre crescente di colleghi.
Ne sono prova la vittoria straripante (67 a 43!) conseguita in occasione della elezione dei delegati al Congresso Nazionale di Genova, l’approvazione di tutte le mozioni presentate in quel consesso e l’elezione di ben 5 componenti dell’OUA su 6.
Ne è prova l’adesione plebiscitaria alle manifestazioni del Capranica, dell’Adriano e di Napoli contro la media conciliazione che, nella versione approvata dal Governo , cancella il diritto di difesa e consegna i cittadini a soggetti talvolta privi di preparazione giuridica.
Tutto ciò con buona pace dell’art. 24 della Costituzione!!
Ho ancora negli occhi i volti delle migliaia di colleghi, prevalentemente giovani, che ho avuto modo di incontrare in quelle occasioni.
Sono stato contagiato dal loro desiderio di partecipare e dalla loro inguaribile fiducia nell’avvenire.
Ho così maturato la decisione di mettere ancora una volta a loro disposizione tutte le mie forze e il bagaglio di esperienza accumulato in tanti anni di servizio in qualità di Consigliere e di Presidente dell’Ordine.
Ne ho parlato con Mauro, Donatella e Pietro che mi hanno confermato la loro stima ed i loro affetto.
Da quel momento ho avvertito il piacere e l’onore di far parte di una squadra caratterizzata da efficienza, spirito di servizio e consapevolezza dei problemi che affliggono l’Avvocatura.
Alle tante manifestazioni propositive e di protesta hanno fatto seguito fatti concreti. Tra gli altri, i ricorsi accolti dal Tar sulla media conciliazione obbligatoria e sugli albi di specializzazione ai quali, secondo il Consiglio Nazionale Forense, si potrebbe accedere dopo aver partecipato ad un lungo quanto inutile corso di preparazione.
La sparuta minoranza che si voleva ridurre al silenzio ha, insomma, dimostrato con i fatti una straordinaria capacità nel proporre e nel perseguire fino alla vittoria iniziative volte a migliorare la condizione degli iscritti.
E in tal modo ha finito col diventare un concreto punto di contatto con gli iscritti e con i loro problemi.
Queste capacità si moltiplicheranno quando, con il Vostro consenso, tutti i candidati nella Lista Mauro Vaglio entreranno a far parte del nuovo Consiglio.
Se lo meritano in quanto hanno dimostrato sul campo di essere dei veri combattenti.
Ne sono capaci in quanto portatori di grande competenza professionale e componenti di una forza nata da varie anime dell’Avvocatura caratterizzate dagli stessi ideali e dallo stesso bisogno di dissipare le nubi che rendono incerto il nostro avvenire.
A giudicare dal consenso che li circonda, prevedo che nel prossimo biennio Essi costituiranno la nuova maggioranza.
Sono certo che in tale posizione riprenderanno il cammino smarrito: rivendicando il diritto-dovere del Consiglio a difendere strenuamente l’Avvocatura contro chiunque la minacci e consentendo democraticamente a chiunque ne abbia voglia e capacità di dare il suo prezioso contributo.
Con questi auspici , Vi ringrazio fin da ora e Vi abbraccio.
Vostro
Alessandro Cassiani


  
 Incostituzionale il previsto taglio degli uffici giudiziari - di Antonino Galletti (12.11.2011) Riduci

  A RISCHIO 52 TRIBUNALI, 200 SEZIONI DISTACCATE E 700 SEDI DI GIUDICE DI PACE (di Antonino Galletti)

IL TRIBUNALE DI ROMA, GIA’ “SATURO” E CON LE CANCELLERIE APERTE PER SOLE TRE ORE LA MATTINA. “SCOPPIERA”?
La sproporzione tra la domanda di giustizia dei cittadini e l’offerta di giustizia dello Stato è una delle cause, forse la principale, della crisi della giustizia nel nostro ordinamento.
Il problema potrebbe (e dovrebbe) essere risolto – anche ai sensi degli artt.3, 24, 97 Cost. – col miglioramento dell’offerta di giustizia per renderla adeguata alla domanda.
Purtroppo, in questi ultimi anni, complice la perdurante crisi economica, lo Stato è intervenuto in funzione diametralmente opposta, cercando di “contrarre la domanda, sviando le controversie dal giudice ad altri organismi, oppure attribuendo al giudice maggiori poteri, in modo che questi meglio potesse governare la domanda di giustizia” (Scarselli).
In questa linea s’innestano gli ultimi (estemporanei) interventi sulla c.d. geografia giudiziaria che, anziché avvicinare ulteriormente i luoghi deputati a fornire risposte (ovvero le sedi giudiziarie) alle domande di giustizia dei cittadini e perciò al territorio in ossequio al principio di sussidiarietà ed alle tendenze impropriamente definite federaliste di talune parti politiche, mirano a “concentrare” la distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari, prospettandosi addirittura la soppressione di 52 Tribunali, 200 Sezioni distaccate e 700 sedi del giudice di pace (De Tilla).
Infatti, con la legge 14 settembre 2011, n. 148, è stato convertito in legge, con modificazioni, il decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, recante ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo ed è stata conferita la “delega al Governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari”. In particolare, l’art. 1 della citata Legge ha previsto:
1. al primo comma, la conversione in legge del D.L. 138/2011;
2. al secondo comma, che “il Governo, anche ai fini del perseguimento delle finalità di cui all’articolo 9 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per riorganizzare la distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari al fine di realizzare risparmi di spesa e incremento di efficienza, con l’osservanza” di taluni “principi e criteri direttivi”, che sono dettagliatamente indicati nelle lettere da a) a q) del medesimo comma secondo della L. 148/2011.
Nella fattispecie, la straordinaria necessità ed urgenza dichiarata nel preambolo del decreto-legge n. 138 del 2011, non è stata neppure ripetuta nella legge di conversione n. 148 del 2011, la quale, invece, si è limitata ad introdurre, per la prima volta in sede di conversione, una disciplina – quella relativa alla riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari – della quale non vi è alcun cenno nel decreto poi convertito con modificazioni se non nell’art. 1 comma 2 che indica il fine del “perseguimento delle finalità di cui all’articolo 9 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111” e, dunque, fa rinvio a quanto previsto da un decreto legge diverso e, oltretutto, già convertito con altra legge!
Appare, così, evidente, il vulnus inflitto alla norma procedimentale prevista dalla Costituzione che limita l’adozione del decreto-legge ai soli casi di straordinaria necessità ed urgenza e sancisce la perdita di efficacia dello stesso decreto in caso di mancata conversione parlamentare entro i 60 gg. successivi alla pubblicazione.
Solo in tal caso (e nella differente ipotesi del decreto legislativo, dove però la delega parlamentare interviene prima dell’inizio del procedimento di formazione legislativo) è consentito derogare al procedimento legislativo ordinario previsto dall’art. 72 della Costituzione.
Risulta palese la violazione non solo dell’iter ordinario di produzione legislativa (sancito dagli artt. 70 e 72) e di quello previsto per la c.d. decretazione d’urgenza (art. 77 co. 2), in quanto non sussistono – per espressa dichiarazione del legislatore, che neppure li ha enunciati con clausola di mero stile – ragioni di necessità ed urgenza a sostegno e supporto dell’introduzione, soltanto in sede di conversione, di una disposizione relativa alla riorganizzazione nella distribuzione degli uffici giudiziari, del tutto eterogenea rispetto al contenuto del decreto-legge convertito, anzi dichiaratamente legata ad altro decreto-legge (già oggetto di conversione con altra legge).
Trattasi, dunque, per l’espressa ammissione contenuta nella legge di conversione, di una “norma intrusa” (Celotto) che introduce una nuova disciplina (e, propriamente, una delega al Governo a legiferare con successivi decreti legislativi in materia di riorganizzazione della distribuzione degli uffici giudiziari sul territorio), evidentemente estranea all’insieme delle altre disposizioni del decreto-legge che il primo comma dell’articolo uno provvede a convertire.
In conclusione, nella fattispecie appare evidente come sia stato compiuto un vero e proprio “stravolgimento” del sistema delle fonti e di quello di produzione normativo indicato nella Costituzione che qui viene invertito e “piegato” per giustificare esigenze certamente diverse da quelle di straordinaria necessità ed urgenza che invece sono le sole che legittimano il ricorso al decreto legge.
La norma in esame sembra, quindi, essere incostituzionale, in quanto la sequenza procedimentale decreto-legge legge di conversione è stata sostituita con la differente sequenza decreto-legge legge di conversione che contiene (anche) una norma di delega al Governo a legiferare in futuro in materia del tutto estranea al decreto convertito, ma riferita ad altro e diverso decreto già convertito con altra legge di conversione.
Inoltre, ciò comporta anche una palese violazione “sostanziale” dell’art. 15 della legge n. 400 del 1988 (recante la disciplina dell’attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri) che prevede che i decreti devono contenere norme di immediata applicazione ed il loro contenuto deve essere specifico, omogeneo e corrispondente al titolo; inoltre, l’art. 15 della predetta legge vieta espressamente al Governo l’uso del decreto-legge per conferire deleghe legislative a se medesimo.
Va, inoltre, tenuto presente che la disciplina dettata dalla legge n. 400 del 1988 ha nel nostro ordinamento valore “rafforzato” o almeno peculiare, in quanto i regolamenti interni, sia della Camera che del Senato, invitano le Camere a verificare il rispetto, da parte dei decreti-legge, dei requisiti stabiliti dalla legislazione vigente (e perciò dalla L. 400/1988) ed il Capo dello Stato, in un suo messaggio alle Camere, aveva già esaltato il valore regolamentare della legge in questione, chiedendone il rigoroso rispetto.
Da ultimo, il Presidente Napolitano ha pure richiamato l’attenzione sull’ampiezza e sulla eterogeneità delle modifiche apportate nel corso del procedimento di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225 (cosiddetto “milleproroghe”) ed ha messo in evidenza che la prassi irrituale con cui si introducono nei decreti legge disposizioni non strettamente attinenti al loro oggetto si pone in contrasto con puntuali norme della Costituzione, delle leggi e dei regolamenti parlamentari, eludendo il vaglio preventivo spettante al Capo dello Stato in sede di emanazione dei decreti-legge.
Ebbene, non si può non condividere l’autorevole ammonimento presidenziale secondo il quale “questo modo di procedere … si pone in contrasto con i principi sanciti dall’articolo 77 della Costituzione e dall’articolo 15, comma 3, della legge di attuazione costituzionale n. 400 del 1988, recepiti dalle stesse norme dei regolamenti parlamentari. L’inserimento nei decreti di disposizioni non strettamente attinenti ai loro contenuti, eterogenee e spesso prive dei requisiti di straordinaria necessità ed urgenza, elude il vaglio preventivo spettante al Presidente della Repubblica in sede di emanazione dei decreti legge. Inoltre l’eterogeneità e l’ampiezza delle materie non consentono a tutte le Commissioni competenti di svolgere l’esame referente richiesto dal primo comma dell’articolo 72 della Costituzione, e costringono la discussione da parte di entrambe le Camere nel termine tassativo di 60 giorni.”.
Deve, pertanto, riaffermarsi nella sua pienezza il principio costituzionale secondo il quale il potere normativo spetta in via generale al Parlamento e il decreto-legge ne rappresenta una deroga.
Ne deriva che l’iter agevolato della legge di conversione appare giustificato soltanto dalla necessità di convertire in legge disposizioni dettate sul presupposto della straordinaria necessità ed urgenza.
Il giudizio di (in)costituzionalità dell’art. 1 co. 2 della legge n. 148 del 2011 per la violazione del principio di legalità sostanziale (Carlassare) e dei parametri costituzionali relativi alle fonti governative, deriva dall’obbligo per la Corte di salvaguardare la legittimità della disciplina delle fonti, essendo tesa anche alla tutela dei valori e dei diritti fondamentali.
Da ultimo, mentre scrivo queste note mi giunge la gradita mail del presidente dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura, Maurizio De Tilla, il quale informa l’assemblea OUA che il 7.11.2011 l’Unione Regionale degli Ordini campani ha fatto proprio il nostro documento di approfondimento, dove rassegnavo conclusioni analoghe a quelle sopra riportate e ha annunciato l’avvio di iniziative giudiziarie per sollevare questioni di incostituzionalità nel solco di quanto sin qui delineato.
Nel frattempo, i colleghi romani avranno notato il silenzio assordante dell’Ordine capitolino (anche) sull’argomento … nemo profeta in Patria!


  
 DIFESE D’UFFICIO: OCCORRE VOLTARE SUBITO PAGINA - di Mario Scialla (8.11.2011) Riduci

 

  DIFESE D’UFFICIO: OCCORRE VOLTARE SUBITO PAGINA (di Mario Scialla)

Il biennio che si concluderà nel gennaio 2012, allorquando si voterà per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, verrà ricordato anche per aver messo profondamente in crisi un istituto importante, quello della difesa d’ufficio, sul quale, negli anni precedenti, molto avevano investito sia il Consiglio dell’Ordine che le Associazioni.
Gioverà infatti, soprattutto in ausilio dei più giovani, richiamare alcuni momenti della recente storia di questo istituto anche per capire l’importanza di ciò che stiamo perdendo.
Infatti all’indomani dell’entrata in vigore della novella sulle difese di ufficio, legge 6 marzo 2001 n. 60, si registrò uno sforzo straordinario, profuso unitamente dall’Ordine e dalle Associazioni maggiormente rappresentative, per sfruttare al meglio le opportunità che la legge offriva.
Venne a crearsi un clima di grande operosità, sostenuta da una fattiva collaborazione generale perché nella ratio di quella legge, nata su iniziativa della Camera Penale, molti si identificarono e tanti colleghi decisero di supportarla profondendo il loro impegno.
L’Avvocatura finalmente aveva una sua legge: il difensore di ufficio era al centro di un progetto che valorizzava ed instradava il giovane avvocato alla professione, mirando a fargli acquisire professionalità e tecnicismo. Gli effetti sicuramente avrebbero riguardato anche la qualità della difesa e quindi ne avrebbe goduto il cittadino alla prese con la giustizia.
Per facilitare il corretto funzionamento della norma stante la mole di processi che gravava su alcuni tribunali, come quello della capitale, occorreva che ci fosse sempre un difensore di ufficio immediatamente reperibile (esigenza questa già avvertita molto prima dall’ANF che aveva suggerito il c.d. teledrin, poi adottato dall’Ordine) pronto ad assumere la difesa. Per tale motivo si decise di ricorrere al difensore d’aula come modalità di espletazione della turnazione 97 comma IV c.p.p.
Il sistema presentava molti vantaggi tra i quali la possibilità di organizzare al meglio la propria attività professionale avendo il difensore anche il tempo necessario per lo studio dei fascicoli, con un notevole risparmio di tempo anche per il sistema giustizia che non era costretto a girare a vuoto alla ricerca di un difensore qualunque ma anche qualche criticità, costituita dal fatto che taluni magistrati postergavano le necessità del difensore a quelle dell’udienza.
Inoltre occorreva la necessaria presenza di un numero congruo di difensori perché in caso contrario il meccanismo rischiava di essere inefficiente.
Era un sistema migliorabile, da puntellare senza dubbio, ma rispondente allo spirito della norma. Sarebbe stato opportuno intervenire semplicemente su alcune criticità, ad esempio sanzionando con la temporanea esclusione dagli elenchi, quei colleghi che non avevano dimostrato sufficiente disponibilità, riportando plurime ed ingiustificate assenze.
Oltretutto era stato elaborato dalla Camera Penale di Roma, nel corso degli anni, un interessante progetto dal quale si poteva attingere a piene mani.
In buona sostanza si lavorava su un modello di difensore di ufficio che non doveva differire da quello di fiducia, avendo gli stessi mezzi e le medesime garanzie, comprese quelle economiche, connesse alla retribuzione della propria attività.
Una svolta epocale vissuta di buon grado dai più e sostenuta dall’impegno dell’Avvocatura in difesa della propria funzione e dei più giovani.
Non a caso si diceva nei convegni che l’avvocato di ufficio doveva costituire il fiore all’occhiello dell’intera categoria, la cartina di tornasole della salute di cui godeva l’ Avvocatura.
Un primo grave arretramento del ruolo del difensore di ufficio si è avuto in occasione di un regolamento emesso dall’Ordine nel 2006 nel quale si obbligava il difensore di ufficio ad avvisare il collega di fiducia assente (spesso anche ingiustificatamente) che si era sostituito, pena inopportune sanzioni disciplinari.
E’ evidente che tale onere certificava una deminutio del ruolo del patrono di ufficio al quale si richiedeva obbligatoriamente un’attività cui sicuramente avrebbe provveduto per piacere di colleganza ma senza la minaccia di coercizioni.
Da quel momento è avvenuto un graduale smantellamento di quel sistema laboriosamente creato con interventi che ne hanno alterato gli equilibri oltretutto senza sostituirlo con una valida alternativa.
Alla parte “destruens” non è seguita, da parte dell’Ordine, alcuna parte “costruens”.
L’esclusione dell’obbligo della firma, cui si prestavano i difensori di ufficio che venivano indirizzati nelle aule di udienza ove vi era la necessità, ha già assestato, all’inizio di quest’anno, un formidabile, quanto ingiustificato, colpo all’impianto.
L’attività di assegnazione alle aule veniva così affidata ad una società privata che dava pessima prova di sé, non riuscendo ad eseguire il servizio e creando un notevole malumore non solo nei difensori di ufficio di turno, che vagavano nel tribunale senza riferimenti, ma anche negli operatori di giustizia.
A nulla erano valse le oltre ottocento firme dei difensori di ufficio, ben più della metà degli iscritti, che chiedevano di non operare tale intervento perchè sicuramente avrebbe prodotto esiti infausti.
Essendo il primo firmatario di questo documento ricordo la passione con cui i colleghi hanno tentato di difendere ciò per cui si era lavorato per anni: il controllo effettivo dell’attività svolta da chi aveva volontariamente espresso la sua disponibilità.
Tutto è stato vano.
Come se non fosse già sufficiente questo infortunio, è stato di recente pubblicato il nuovo regolamento delle difese di ufficio, frutto della delibera consiliare del 7 luglio 2011, che completa l’opera demolitoria, abolendo le liste ex art. 97 comma 4 c.p.p..
Il tutto sarebbe avvenuto nel nome di alcune risoluzioni della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ma soprattutto sul falso presupposto che il sistema non avrebbe più funzionato in concreto a causa delle numerose assenze.
In primis l’Europa ci chiede una difesa effettiva (da perseguire soprattutto grazie ad una migliore disciplina dell’istituto della contumacia e delle notifiche, consentendo la reale conoscenza dell’instaurarsi del procedimento) e non certo l’abolizione del 97 comma 4 c. p.p..
In secondo luogo il problema delle assenze andava affrontato direttamente migliorando i controlli e non lamentandosi delle stesse dopo essere ricorsi all’operato della predetta società privata, che invece non è stata in grado di svolgere l’incarico. Non sono certo i difensori di ufficio a mancare. Bastava sostituire gli assenti ingiustificati.
Queste perplessità erano state già anticipate nel corso di alcune riunioni tenute all’interno dell’Osservatorio della Giustizia per il Penale, che unisce magistrati ed avvocati nella soluzione dei problemi pratici, ed anche in alcuni colloqui con le associazioni.
Si era sostenuto che il fine di rendere più effettiva la difesa poteva anche essere apprezzabile ma che il rimedio era sicuramente peggiore del male.
Ciò che si era costruito negli anni, come già detto sicuramente migliorabile, è stato improvvidamente abbattuto non comprendendo che rappresentava una diga contro l’inquinamento della difesa di ufficio ora esposta, senza protezione alcuna, a tutte le intemperie. Non esiste, di fatto, più nulla.
Basti pensare che alcuni colleghi riferiscono di non meglio precisate telefonate nelle quali si richiede il loro intervento in aula senza che siano inseriti in alcuna turnazione quando magari si trovano impegnati dinanzi ad altre curie senza aver goduto di alcun preavviso. Questa sarebbe l’effettività della difesa che si voleva implementare? Quella che porta all’assenza totale del difensore?
Chiunque pratichi le aule di udienza non può non scorgere la grande confusione che si è venuta a creare e che favorisce la violazione sistematica della legge sulla difesa di ufficio. Infatti i magistrati reclamano l’esistenza di un turno e se non si organizzano gli avvocati provvedono loro.
Non a caso il Tribunale per i Minorenni di Roma, per correre ai ripari e consentire il regolare svolgimento delle udienze, ha istituito un autonomo turno 97 comma IV c.p.p, sostituendosi all’Ordine degli Avvocati!
Occorre voltare immediatamente pagina. Ricostruire ciò che è stato distrutto supportando i giovani avvocati, curandone la preparazione specifica ed investendo sulla difesa di ufficio, con quell’amore, quella cura e quell’attenzione che i colleghi, oggi più anziani, hanno profuso nei nostri confronti.
Battersi inoltre nelle sedi competenti per migliorare la qualità ed i tempi delle liquidazioni.
Come avviene in altri Fori, i difensori di ufficio non vanno lasciati da soli ma occorre far sentire loro il peso e la forza dell’intera categoria. In tal senso sarebbe opportuno prendere esempio dalle recenti iniziative del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bologna che questa estate è sceso in prima linea a fianco dei difensori di ufficio.
Mi auguro che le cose cambino in occasione delle prossime elezioni dell’Ordine degli Avvocati e mi adopererò perché prevalga la lista di Mauro Vaglio, della quale faccio parte.
Nel caso toccasse a noi il potere di decidere procederemo in ossequio a questi principi e ci adopereremo per ricreare, anche insieme alle altre Associazioni, quel clima cui accennavo inizialmente del quale, oggi più che mai, avvertiamo tanto la mancanza.
Avv. Mario Scialla
(Direttivo Nazionale ANF)


  
 A COSA PUO’ SERVIRE IL CONSIGLIO DELL’ORDINE di Mauro Mazzoni (27.10.2011) Riduci

 A COSA PUO’ SERVIRE IL CONSIGLIO DELL’ORDINE (a cura di Mauro Mazzoni)

Talvolta mi viene rivolta da alcuni Colleghi questa domanda: “Ma è davvero utile avere un Consiglio dell’Ordine?”

In effetti, guardando l’immobilismo dell’attuale maggioranza del Consiglio dell’Ordine di Roma viene quasi voglia di dare ragione a quegli amici e a quei Colleghi che, lamentando una eccessiva distanza ed anzi addirittura una vera e propria assenza dell’Istituzione che ci governa, pensano che sia meglio lasciare campo libero a quei progetti politici di abolizione degli Ordini professionali e di totale liberalizzazione dell’accesso.

Io invece ritengo che il Consiglio, al di là dei compiti istituzionali precipuamente attribuitigli dalla Legge, debba battersi contro i costanti e ripetuti attacchi a cui la nostra categoria viene sottoposta da parte di forze politiche, ambienti sociali e altre professioni, che, spacciati per desiderio di liberalizzazione del mercato dei servizi legali, mirano esclusivamente a svilire il nostro ruolo.

Ritengo inoltre che il Consiglio possa dare moltissimo ai propri iscritti - siano essi giovani o meno giovani – anche in termini di supporto per affrontare e risolvere i quotidiani problemi di una professione che solo l’immenso amore per essa riesce a darci la forza di continuare a svolgere: penso, ad esempio, alla necessità di mettere a disposizione dei Colleghi una SALA AVVOCATI in TUTTI gli uffici giudiziari di Roma.

Il Consiglio, poi, dovrebbe senz’altro offrire la disponibilità di una biblioteca giuridica e di banche dati informatiche di dottrina e giurisprudenza, liberamente consultabili da tutti i Colleghi e gratuitamente messe loro a disposizione, senza dover sottoscrivere costosi abbonamenti individuali. Evidenzio che tale servizio, in realtà, era già offerto dal Consiglio e le riviste giuridiche erano liberamente e gratuitamente consultabili presso il centro studi di Via Valadier. Era una realtà che funzionava bene; tuttavia, la maggioranza dell’attuale Consiglio, non appena insediatosi, con una delle sue prime deliberazioni ha deciso di chiudere il nostro centro studi e di non rinnovare alla scadenza gli abbonamenti a tutte le riviste. Tale incomprensibile decisione ha comportato altresì la dismissione della nostra biblioteca, con la perdita di numerosi testi, alcuni anche di rilevante interesse. Detto comportamento, motivato dalla necessità di perseguire un risparmio economico, sarebbe encomiabile se l’Ordine non avesse la disponibilità liquida di alcuni milioni di euro derivanti per lo più dai nostri versamenti. Ma non solo.

La rinuncia ad un servizio tanto importante per il nostro quotidiano lavoro appare addirittura in contrasto con il comune buon senso ove si pensi all’incredibile somma di oltre 150.000 (centocinquantamila!!!) euro spesa quest’anno dal nostro Consiglio per finanziare i festeggiamenti del centenario della permanenza dello stesso presso il “Palazzaccio”. Iniziativa, a mio avviso, di scarsa utilità e che, comunque, non giustifica un impegno economico di tale entità.

Come ignorare il mancato contrasto da parte dell’attuale maggioranza del Consiglio alle norme volute dal Governo in materia di media-conciliazione? Una rivoluzione che, facendo strame di qualsiasi principio costituzionale in tema di diritto alla difesa e di accesso alla giustizia, ci condanna, insieme ai cittadini, ad un sistema giudiziario non solo ancor più oneroso di prima ma anche più farraginoso, che finirà col rendere di fatto ancora più lunghi i tempi della Giustizia.

Per non parlare, poi, dell’«apprezzamento» espresso in delibera consiliare al famigerato regolamento sulle specializzazioni, che, insieme alla normativa sui crediti formativi, ci avrebbero trasformati in perenni “corsisti”, peraltro a pagamento.

Viepiù.

L’attuale maggioranza è riuscita perfino a peggiorare la già complessa attività dei Colleghi che svolgono l’attività di Difensori d’ufficio e che percepiscono i pur esigui compensi con gravissimo ritardo.

Ed ancora.

Al di là delle belle parole e delle mere dichiarazioni di intenti, l’attuale maggioranza non ha saputo mettere in campo alcuna concreta iniziativa per rispondere alle problematiche che i giovani Colleghi devono affrontare per intraprendere una professione, già dura di per sé, che è divenuta quasi proibitiva a causa dell’attuale negativa congiuntura economica.

Il Consiglio, invece, potrebbe ridurre l’importo della tassa annuale di iscrizione all’Ordine per i giovani Avvocati neo-iscritti. Potrebbe altresì sostenere i giovani Colleghi nel reperimento di idonee strutture per cominciare ad esercitare la professione.

Insomma l’Ordine è certamente importante ed è, quindi, indispensabile che esso viva e resista sia agli attacchi esterni che alle tentazioni di pseudo-riforme aventi l’unico scopo di indebolire ulteriormente il nostro ruolo.

Tuttavia, il nostro Consiglio, per essere davvero autorevole e rappresentativo ha bisogno della partecipazione di tutti i Colleghi, affinché assuma finalmente decisioni nell’unico interesse dell’Avvocatura romana.

Un caro saluto.

Mauro Mazzoni

 


  
 NOSTALGIA DELL’AVVENIRE di Carlo Giacchetti (24.10.2011) Riduci

  NOSTALGIA DELL’AVVENIRE - a cura di Carlo Giacchetti

Avevo sei o sette anni quando, tenuto per mano da mio padre, entravo per la prima volta in Tribunale, l’allora “Palazzaccio” di Piazza Cavour.Restai meravigliato, ed al tempo stesso affascinato, da quel palazzo così grande, dai soffitti così alti, e soprattutto da quelle statue che sembravano guardarmi con circospezione, come chiedendosi cosa facessi io lì. In quel luogo così austero sembrava materializzarsi la severità, ma anche la giustizia.
Oggi sono passati quasi cinquant’anni da quel momento e, sebbene sia entrato ormai centinaia di volte in “quel palazzo”, mi sembra di respirare ancora quell’aria, ma purtroppo essa è solo un ricordo. Non voglio certo dire che non vi sia più severità o giustizia, ma solo che ciò che era l’Avvocatura di un tempo oramai non esiste più. Certo i grandi Avvocati del passato – penso ai Genunzio Bentini, Alfredo De Marsico, Bruno Cassinelli, Francesco Carnelutti, ecc. – sono stati capaci, con il loro operato e con il loro insegnamento, di far capire veramente quale sia la grandezza e l’importanza della figura dell’Avvocato.
Purtroppo nella società attuale la figura dell’Avvocato non riveste più la giusta importanza che dovrebbe avere, e ciò è dovuto in parte a colpa nostra ed in parte a coloro che dovrebbero rappresentarci e tutelarci.
Spesso siamo considerati come semplici “optionals” nei processi penali o, peggio, “mungi soldi” in quelli civili, senza che si siano alzate sdegnate, e fattive, proteste da parte di coloro che ci rappresentano e dovrebbero tutelarci.
Quante volte, nelle cancellerie e/o segreterie, ho visto il personale trattare con molta sufficienza o tracotanza i colleghi, anche quelli non più giovani ! Dove è andato a finire il rispetto per la nostra categoria?
Non ho mai trovato manifesti del nostro Consiglio dell’Ordine nei quali si stigmatizzasse l’operato del personale delle cancellerie, né si denunciassero le enormi difficoltà che bisogna affrontare per esercitare degnamente la professione.
Non ho mai visto cartelli a firma del nostro Consiglio dell’Ordine nei quali si denunciasse l’obbligo di mettersi in fila alle sei del mattino (se non prima) per poter chiedere copie di atti e/o provvedimenti, e ciò a causa delle agenzie esterne che hanno ormai il monopolio dell’ufficio copie.
Nulla è stato organizzato dal nostro Consiglio dell’Ordine – al di là di una blanda ed ovvia protesta formale – contro l’assurda decisione di far chiudere le Cancellerie alle 12.00, in tal modo aumentando le difficoltà per l’avvocato in maniera del tutto evidente ed ovvia. La nostra dignità non è inferiore a quella dei Magistrati, dei Cancellieri, degli impiegati o addirittura a quella degli usceri!
Il nostro Consiglio dell’Ordine – come figura Istituzionale – ha la stessa valenza del CSM, del CNF, e dei Consigli dei vari altri Ordini professionali, eppure non sembra.
Si è pensato a smembrare quella che era la biblioteca dell’Ordine degli Avvocati, regalando centinaia e centinai di libri , molti dei quali sono stati rinvenuti sulle bancarelle del Mercato di Porta Portese !!
Si sono fatte roboanti dichiarazioni in merito ad una presunta “VITTORIA” (sul tema della media-conciliazione) solo per essere stati ricevuti dal Ministro; ma nella sostanza …..?
Cosa ha fatto il nostro Consiglio dell’Ordine per aiutare e sostenere gli Avvocati in questo momento così difficile, e non mi riferisco solo alla ben nota crisi economica ?
Siamo attaccati ed additati dagli opposti schieramenti politici; siamo invisi ai poteri forti; spesso siamo vituperati anche dai vari strati sociali (si pensi ai nefandi episodi accaduti a Perugia dopo la lettura della sentenza di appello, ed a Taranto durante le udienze); eppure siamo sempre al nostro posto, pronti sempre al quotidiano “combattimento”.
Noi dobbiamo consigliare, aiutare, difendere; ma a noi chi ci tutela, chi ci difende?
Perché l’attuale Consiglio dell’Ordine non interviene (o non è intervenuto) con fermezza ed autorità contro decisioni prese da funzionari del Tribunale che per noi tutti sono solamente foriere di ulteriori problematiche? Perché l’attuale Consiglio non stigmatizza il comportamento tenuto, spesso, dal personale delle Cancellerie? Perché l’attuale Consiglio non si attiva concretamente contro lo strapotere delle Agenzie esterne, cui si è ormai costretti a rivolgersi per chiedere le copie degli atti e gli altri adempimenti di cancelleria?
Ma soprattutto quale avvenire si profila per i giovani colleghi che si apprestano solo ora ad iniziare la professione ?
Certo pensando a cosa è stata l’Avvocatura in tempi non molto lontani e come invece potrà essere nell’avvenire – alla luce delle considerazioni sopra svolte – il Lettore potrà ora ben comprendere il significato del titolo di queste sofferte considerazioni.


  
 E' tempo di agire per uscire dal tunnel (di Mauro Vaglio - 14.10.2011) Riduci

E' TEMPO DI AGIRE !

 

 

La lista Mauro Vaglio è finalmente scesa in campo per rappresentare l’Avvocatura romana con integrità morale e spirito d’indipendenza rispetto agli interessi “dei soliti gruppi di potere”.

Tutti coloro che conoscono il pluriennale impegno dell'Avv. Mauro Vaglio in difesa della Categoria sanno che nella sua lista troveranno Colleghi capaci e appassionati che ne condividono lo spirito di servizio e l'impegno.

Ma affinchè la loro azione sia efficace è indispensabile che vengano eletti. Ecco perchè il tuo contributo sarà determinante e per questo motivo ti chiediamo a gennaio 2012 di VOTARE TUTTA LA LISTA.

Puoi prendere visione del programma della lista e dei singoli candidati all'indirizzo: www.lalistamaurovaglio.it

Perciò non aspettare ad entrare in contatto con la lista e dare i tuoi suggerimenti e consigli sul link: DIALOGA CON LA LISTA.

E' TEMPO DI AGIRE PER USCIRE DAL TUNNEL ! 
 


  
 Cambio denominazione di Equitalia Gerit S.p.A. in EQUITALIA SUD S.p.A. Riduci

Attenzione! La Equitalia Gerit S.p.A. si è trasformata in Equitalia Sud S.p.A., pur mantenendo la sede - almeno sembrerebbe - a Lungotevere Flaminio n. 18.

Prima di procedere alla citazione in giudizio, perciò, accertiamoci bene su dove notificare l'atto.

Cari saluti.

Mauro Vaglio


 Stampa   
 Notifiche al Comune di Roma / ROMA CAPITALE (6.9.2011) Riduci

Mi comunica la Collega Alessandra Ciommei che da qualche giorno il Comune di Roma non accetta più le notifiche intestate al "Comune di Roma", data la trasformazione, appunto, in "Roma Capitale".

Facciamo quindi molta attenzione.

Buon lavoro.

Mauro Vaglio


  
 Costituzione del Comitato degli Avvocati creditori della Gestione Commissariale del Comune di Roma (26.8.2011) Riduci

Mi giunge or ora la seguente comunicazione dal Collega Alessandro Pallottino, che trascrivo integralmente perché interessante un po' per tutti e perché rispecchia fedelmente la mentalità dell'Avvocato che mette a disposizione di tutta la categoria i propri successi:

"Caro Mauro,
al rientro dalle ferie ho trovato una gradita sorpresa, che sicuramente interessa anche Te (perché ricordo che Ti occupasti del tema) e che - anzi – potrebbe essere l’occasione d’avvio di un confronto sull’argomento, aggregando il maggior numero di colleghi coinvolti sul tema e ottenere consenso anche dai giudici ordinari dell’esecuzione romana.
Su un mio appello in esecuzione del giudicato (peraltro avverso una stramba sentenza di accoglimento del TAR), il Consiglio di Stato ha rimesso alla Corte Costituzionale l’art. 78 del DL n. 112 del 2008: la famosa norma sul commissariamento dei debiti di Roma Capitale ante aprile 2008 con conseguente congelamento di tutte le somme maturate fino ad allora (circa 12 miliardi di euro!).
Ti allego frattanto la bella sentenza n. 4772 del 10 agosto scorso con la quale la Quarta Sezione del Consiglio di Stato  mi ha accolto le due prime marginali (ma sempre cospicue) voci di credito che gli uffici di Roma Capitale mi negavano in forza della detta legge (spese legali e indennità provvisoria di esproprio), mentre sull’altra voce di credito già liquidata dalla Corte d’Appello di Roma (indennità d’esproprio in via definitiva per oltre venti milioni di euro), la sentenza anticipa la rimessione alla Corte Costituzionale della questione di legittimità della detta norma.
La avevo sollevata io, quella questione di costituzionalità, con una lunga memoria dedicata al tema redatta a quattro mani con la Prof. Maria Alessandra Sandulli.
E abbiamo fatto “bingo”.
La relativa Ordinanza non è stata ancora depositata, ma lo sarà a breve: Te la farò avere subito.
Sarebbe importante informarne tutti i colleghi che si sono visti (o rischiano di vedere) dichiarare nulle le procedure di recupero crediti verso Roma Capitale, ove risalenti ad epoca antecedente l’aprile 2008, anche se liquidati con sentenze emesse successivamente.
Non sarebbe male che anche qualche giudice ordinario sollevasse questione di costituzionalità di quella norma.
C’è infatti il pericolo che possa prevalere la “ragion di Stato” come fu per il prelievo forzoso del 6 per mille del governo Amato del 1992 e che la Corte Costituzionale fu costretta a salvare, perchè “una tantum” ed irripetibile: come irripetibile è oggi l’art. 78 del DL 112/2008 sui Roma Capitale
". 

Ed ecco il testo integrale della sentenza: Consiglio di Stato 10.8.2011 n. 4772/11.

Non appena pubblicata l'ordinanza di rimessione alla Corte Costituzionale dell'art. 78 D.L. 112/08, sarà nostra cura metterla immediatamente a disposizione dei Colleghi.

L'idea dell'amico Alessandro Pallottino di costituire una sorta di "Comitato degli Avvocati creditori della Gestione Commissariale del Comune di Roma" mi sembra ottima. Perciò ogni Collega coinvolto direttamente o in rappresentanza dei propri clienti può inserire i propri dati nel seguente MODULO ON LINE DA APRIRE CON UN SEMPLICE CLICK.

Visto che l'unione fa la forza ... vi invito a coinvolgere anche quei pochi Avvocati romani che non vengono raggiunti dalle mie comunicazioni.

Buona ripresa dell'attività lavorativa.

Mauro Vaglio


  
 AGENZIA DEL LAVORO E DELLE OPPORTUNITA' (a cura di Fabrizio Bruni e Matteo Santini) Riduci

E' stato istituito il nuovo servizio della “Agenzia del lavoro e delle opportunità”, gestito attraverso veloci e comodi strumenti virtuali, grazie all'impegno dei Colleghi Matteo Santini e Fabrizio Bruni.

In questo modo ciascun Collega potrà  far inserire nell’apposita banca dati la propria richiesta od offerta di lavoro o anche di affitto di una stanza, ma senza apparire pubblicamente sul sito e, quindi, mantenendo la necessaria riservatezza.

Per usufruire del servizio vai alla pagina della “bacheca degli annunci.

Mauro Vaglio


  
 La parte del decreto legge anticrisi n. 138/11 che interessa direttamente le professioni (13/8/2011) Riduci

Cari Colleghi,

in questi giorni estivi così difficili per l'Italia e, in particolare, per la nostra professione, è bene che ciascuno di noi legga di persona la parte di testo della manovra che ci riguarda direttamente (apri l'art. 3 del decreto legge anticrisi, tratto da MondoProfessionisti.eu).

Il nostro Collega Roberto Nicodemi, componente della Giunta dell'Organismo Unitario dell'Avvocatura, ha già avuto modo di metterci a disposizione un primo resoconto delle novità molto utile, che trascrivo in calce alla presente comunicazione e che approfondiremo e commenteremo nei prossimi giorni.

Buon ferragosto.

Mauro Vaglio

 

Le novità del decreto legge anticrisi n. 138 del 13.8.2011, a cura di Roberto Nicodemi

Il Governo, con il testo del decreto legge anticrisi, pur evitando una "liberalizzazione selvaggia", ha stabilito che venga varata, entro 12 mesi, la riforma degli ordinamenti professionali.

La riforma dovrà investire aspetti importanti della nostra professione quali: 1) l'accesso; 2) la formazione; 3) il tirocinio; 4) i compensi; 5) l' assicurazione professionale; 6) gli organi disciplinari; 7) la pubblicità; 8) le società professionali.

1) ACCESSO ALLA PROFESSIONE: dovrà essere libero, senza alcuna limitazione, salvo ragioni di interesse pubblico, e non dovrà introdurre discriminazioni dirette o indirette basate sulla nazionalità.

2) FORMAZIONE: dovrà essere regolamentata dal consiglio nazionale e la sua violazione determinerà un illecito disciplinare soggetto a sanzione.

3) TIROCINIO: dovrà essere effettivo e remunerato, con equo compenso di natura indennitaria. Non potrà superare i tre anni e potrà essere iniziato anche durante il percorso universitario.

4) COMPENSO PROFESSIONALE: il compenso professionale dovrà essere convenuto con l'assistito, al momento del conferimento dell'incarico. Sarà possibile derogare alle tariffe professionali e bisognerà informare il cliente del "livello di complessità dell'incarico". E' tuttavia anche previsto che, in caso di mancata determinazione consensuale del compenso ed in altre ipotesi specifiche, si applicano le tariffe professionali.

5) ASSICURAZIONE PROFESSIONALE: l'avvocato dovrà stipulare l'assicurazione professionale comunicandone gli estremi al cliente, al momento del conferimento dell'incarico. Il CNF e la CASSA FORENSE potranno negoziare le condizioni generali delle polizze al fine di ottenere agevolazioni per i propri iscritti.

6) ORGANI DISCIPLINARI: verranno istituiti degli organi, a livello territoriale, che si occuperanno dell'istruzione e della decisione delle questioni disciplinari. I componenti di tali organi territoriali e nazionali non potranno ricoprire, contemporaneamente, la carica di consigliere dell'ordine territoriale e di consigliere nazionale.

7) LA PUBBLICITÀ INFORMATIVA: potrà essere diffusa con ogni mezzo. Potrà contenere l'indicazione dello studio, l'attività professionale svolta, le specializzazioni ed i titoli professionali dei componenti dello studio, nonché i compensi delle prestazioni offerte.

8) SOCIETA' DI LAVORO PROFESSIONALE: il governo ha previsto una delega per introdurre, attraverso una legge, società ad hoc che consentano l'esercizio delle professioni in forma aggregata e multidisciplinare. Il termine per l'emanazione del suddetto provvedimento legislativo è di un anno. La denominazione delle suddette società sarà: "società di lavoro professionale".


  
 Richiesta di pagamento dei contributi previdenziali alla gestione separata Inps Riduci

ISCRIZIONE D'UFFICIO ALLA GESTIONE SEPARATA INPS E POSSIBILI ECCEZIONI

Mi segnalano molti Colleghi che in questi giorni stanno arrivando le richieste di pagamento dei contributi da versare alla gestione separata Inps per coloro che negli anni 2005 e segg. non erano iscritti alla Cassa Forense perché non raggiungevano il reddito minimo previsto.

Ai fini della proposizione dell'eventuale ricorso, evidenzio che con una norma di interpretazione autentica, quindi retroattiva, il comma 12 dell'articolo 18 della manovra finanziaria (decreto legge 98/2011, convertito dalla legge n. 111 del 15 luglio) ha previsto che sono tenuti all'iscrizione presso l'apposita gestione separata Inps esclusivamente i soggetti che esercitano per professione abituale, ancorché non esclusiva, attività di lavoro autonomo il cui esercizio non sia subordinato all'iscrizione ad appositi albi professionali.

Ovviamente, trattandosi di materia previdenziale, la competenza per l'opposizione appartiene al Tribunale del Lavoro, dopo eventualmente avere utilizzato lo strumento del ricorso gerarchico.

Pur nella difficoltà di "interpretazione" di tale "norma interpretativa" (vedi circolare Inps pro domo sua), il Collega Marco Pieri ha predisposto un ricorso al Comitato Amministratore della gestione separata Inps, che può fungere da guida per chi intendesse percorrere questa strada e mi ha autorizzato a mettere il proprio lavoro a disposizione della categoria. Nel ringraziarlo per questa meritoria attività, tengo a precisare che come sempre, trattandosi oltretutto di una situazione particolare (richiesta di contribuzione per il periodo di pratica forense), il ricorso che ciascuno vorrà proporre dovrà essere rivisto, integrato ed adattato alla fattispecie concreta, declinandosi ogni responsabilità sull'esito dell'eventuale procedimento instaurato. Anzi, sarebbe bene aprire un dibattito su questo argomento in modo da inserire in calce al presente modulo qualsiasi contributo positivo che sarà fatto pervenire.

[SCARICA IL RICORSO]

Buone vacanze.

Mauro Vaglio

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 OSSERVAZIONI E SUGGERIMENTI DEI COLLEGHI

Avv. Federica Curto

Egregio Collega,

ho letto con interesse la sezione dedicata agli accertamenti che l'INPS ha notificato a diversi colleghi, tra cui la sottoscritta, per mancato versamento di contributi alla gestione separata INPS.
Ho letto anche il modello di ricorso predisposto dal Collega avv. Pieri sul quale avrei piacere di confrontarmi.
Anche a me, infatti, è stato notificato un avviso bonario da parte dell'INPS con il quale mi si comunica che sono stata iscritta d'ufficio alla gestione separata non avendo versato alcun contributo previdenziale per l'anno 2005, in cui ero praticante non abilitata al patrocinio, pur avendo dichiarato di percepire redditi da lavoro autonomo (poco più di 8.000 euro!) e mi si intima il pagamento di quasi 2.800 euro.
Pur non condividendo, per ovvie ragioni, le richieste dell'INPS, non sono così sicura che la norma di interpretazione autentica "ci dia pienamente ragione", o meglio, sembrerebbe farlo nella prima parte in cui esclude che l'obbligo contributivo gravi su coloro i quali sono iscritti ad Albi professionali, ma mi pare sfavorevole nella seconda parte ove, secondo la mia modesta interpretazione (purtroppo coincidente con quella dell'INPS, vedi circolare interpretativa) sembra dirsi che sono comunque tenuti a versare i contributi alla gestione separata coloro i quali svolgano o abbiano svolto attivita' non soggette al versamento contributivo a Cassa Forense in base al rispettivo statuto e ordinamento.
Se lo ritiene, può pubblicare la mia mail anche sul sito.
La ringrazio molto per l'attenzione e saluto cordialmente.

Avv. Federica Curto

 

Avv. Massimiliano Mascia

Preg.mo Collega,

in primis i miei complimenti per il sito che mi ha fornito non poco materiale per l’argomento in oggetto.

Facendo l’avvocato e dovendo difendere in questo caso un mio interesse personale – anch’io sono tra i destinatari della nota inviata dalla sede di Firenze dell’INPS in data 13 giugno 2011 (un attacco su scala nazionale nel medesimo giorno, propongo di far diventare questa data il Ns. 11 settembre.) - non posso fare altro che sposare in pieno la tesi sostenuta dal collega Marco Pieri.

Tesi che forse - e per questo scrivo la presente al fine di aprire un breve confronto visto l’imminente scadere del termine per proporre ricorso al Comitato - andrebbe integrata nel terzo motivo facendo altresì presente come chi percepisce un compenso spese per l’attività di praticantato NON ESERCITA ABITUALMENTE UN’ARTE E/O UNA PROFESSIONE visto il praticante per definizione non è un professionista e non ha un’arte e visto che non lavora abitualmente per fare a vita il praticante ma per diventare avvocato!

Circostanza quest’ultima che escluderebbe l’iscrizione all’INPS.

Proprio su questo punto mi vorrei confrontare con i colleghi per capire quanto percorribile sia questa ulteriore strada.

Grazie per lo spazio e per il tempo dedicato.

Massimiliano Mascia


  
 Scadenza Mod. 5 e autoliquidazione dei contributi previdenziali Riduci

COME COMPILARE IL MOD. 5/2011 TELEMATICO

Cari Colleghi,

entro il 1° agosto dovrà essere effettuato il pagamento della 1^ rata dei contributi soggettivi di base e integrativi dovuti in autoliquidazione per l'anno 2010, cui si aggiunge quello modulare obbligatorio (pari all'1%).

Il Mod. 5/2011, invece, dovrà essere inviato - necessariamente per via telematica - entro il 30 settembre.

Proprio in vista di queste scadenze, l’Information Center della Cassa Forense osserverà dal 18 luglio al 30 luglio 2011 il seguente orario straordinario:

  • Call center telefonico (n. 06.36 21 11)
    dal lunedì al venerdì, dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e dalle ore 15,00 alle ore 17,00 e sabato 30 luglio dalle ore 9,00 alle ore 13,00.
  • Front-Office (ricevimento diretto con ingresso da Via E. Q. Visconti, 6/B, solo previo appuntamento tramite sito internet della Cassa):
    dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e dalle ore 14,30 alle ore 16,30.
  • E-mail (informazioni@cassaforense.it):
    il servizio è sempre attivo dal lunedì al giovedì 24 ore su 24 e il venerdì fino alle ore 16,00.

Si accede alla compilazione del Mod. 5 telematico dal sito www.cassaforense.it. E' consigliabile leggere con attenzione le istruzioni contenute nella Guida alla compilazione del Mod. 5.

Un semplice suggerimento: se si sceglie di non versare il contributo modulare volontario non si potrà più effettuare il relativo versamento, al contrario se si sceglie l'opzione positiva si può decidere fino a dicembre 2011 se effettuare o meno il versamento (ad esempio, nell'ipotesi di necessità di abbattere il reddito).

Cari saluti.

Mauro Vaglio

                      

LA PENSIONE MODULARE: NOZIONE E VANTAGGI

Alcuni colleghi mi hanno chiesto di fornire qualche notizia più precisa sul contributo modulare volontario, non conoscendo a sufficienza questo argomento.

In primo luogo occorre premettere che la modulare non è una prestazione previdenziale autonoma, bensì una quota di pensione che si aggiunge al trattamento di base.

Tale quota è calcolata secondo principi di tipo contributivo, che garantiscono la corrispondenza tra il risparmio previdenziale individuale rivalutato e la rendita pensionistica.

E' costituita da versamenti in parte obbligatori (1%) e in gran parte volontari (dall’1% al 9%). Essa consente al professionista di migliorare il livello di “adeguatezza” della propria pensione, con modalità di versamento flessibili e variabili di anno in anno, in base alle esigenze del contribuente e con immediati benefici fiscali. L’assenza di scopo di lucro e di particolari spese di gestione da parte della Cassa, consentono, inoltre, di retrocedere all’iscritto l’intera contribuzione versata con una garanzia di rendimento minimo dell’1,5% annuo.

Contributo soggettivo minimo modulare obbligatorio del 1%: il pagamento avviene in  unica soluzione, tramite MAV (bancario o postale) o bonifico bancario, con scadenza fissata al 30 aprile di ciascun anno, mentre l'eventuale eccedenza per superamento del reddito minimo verrà versata a seguito di autoliquidazione tramite il Mod. 5 dell'anno successivo.

Adesione alla contribuzione modulare volontaria: l’iscritto deve esercitare ogni anno una espressa opzione alla contribuzione modulare volontaria, in sede di Mod. 5 telematico, entro il 30 settembre, a partire da quest'anno. Una volta effettuata, l’opzione entro il 31 dicembre del medesimo anno può essere rettificata in diminuzione, ma non in aumento (in buona sostanza, se si opta per il versamento del 9% o di altra percentuale si potrà fino al 31 dicembre dello stesso anno decidere di versarlo eventualmente anche in misura inferiore o addirittura di non versarlo affatto; nel caso inverso invece non si avrà più la possibilità di versare alcunché).

TRATTAMENTO FISCALE DEI VERSAMENTI PER QUOTA MODULARE: i versamenti effettuati per la contribuzione modulare sono interamente deducibili ai fini IRPEF al pari degli altri contributi soggettivi dovuti alla Cassa. E' evidente che alla conclusione dell'anno questo elemento può influire in modo determinante sulla scelta. Il suggerimento è, quindi, quello di non precludersi a priori la possibilità di usufruire della detrazione di ulteriori contributi, aumentando al contempo l'importo della futura pensione.


  
 Lottiamo sempre per l'Avvocatura e per l'accesso alla Giustizia (10.7.2011) Riduci

ANCORA PROVVEDIMENTI CONTRO GLI AVVOCATI E CONTRO I CITTADINI CHE CHIEDONO GIUSTIZIA

Forse alcuni Colleghi speravano in un cenno di resipiscenza nell'ultimo scorcio di legislatura, invece la manovra finanziaria e le proposte sulle liberalizzazioni ci ha fatto smettere di sognare ad occhi aperti ed ha decretato definitivamente che questo governo non solo non ha mantenuto - né mai le manterrà - le promesse di abrogare le indegne norme del decreto Bersani, ma ormai ha di gran lunga superato le nefandezze a danno degli Avvocati, dei cittadini e dell'intero sistema giustizia del Paese perpetrate dai governi della sinistra. 

Ecco cosa prevede la proposta di legge delega al governo in materia di liberalizzazioni:
1) inasprimento del divieto dei minimi tariffari;
2) ampliamento senza limite alla pubblicità;
3) possibilità di costituire società professionali con soci di mero finanziamento;
4) possibilità per il professionista di esercitare anche imprese commerciali;
5) divieto per gli ordini professionali di verificare la corrispondenza del compenso al decoro della professione;
6) eliminazione dell'esame di abilitazione per l'accesso alla professione forense e possibilità di svolgere i due anni di praticantato anche durante il corso universitario;
7) soppressione dell'incompatibilità tra l'esercizio del commercio e della professione forense.

E poi? Non erano forse sufficienti le incostituzionali norme sulla media-conciliazione? No, era necessario colpire ancora la nostra categoria ed il sacrosanto diritto dei cittadini all'accesso alla giurisdizione:

- Nuovi aumenti del contributo unificato: in soli 7 mesi il contributo minimo è passato da 30 a 33 e ora a 37 euro con un incremento del 22%, mentre quello massimo da 1.100 a 1.221 e ora a 1.446 con un incremento di oltre il 32%. Neanche per i SUV si è ricorsi a batoste di questo tipo!...

- Introduzione del contributo unificato in materia di famiglia (separazioni, divorzi, modifiche delle condizioni, e tutto il resto), controversie previdenziali e di lavoro (per chi ha un reddito doppio rispetto a quello per cui è previsto il gratuito patrocinio).

- Giustizia tributaria: anche qui introduzione del contributo unificato, e inoltre il giudizio deve essere preceduto da un cd. "reclamo" alla Direzione Provinciale dell'Agenzia delle Entrate.
ATTENZIONE: il reclamo è condizione di ammissibilità del ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale, rilevabile anche d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio.

- Processo amministrativo: aumenti del contributo unificato fino addirittura al 100%, come per i ricorsi in materia di appalti pubblici per i quali si è arrivati a dover versare 4.000 euro.

Ma noi Avvocati dobbiamo stare ancora più attenti perché, se nell'atto introduttivo di qualsiasi giudizio dimentichiamo di indicare l'indirizzo di posta elettronica certificata oppure il numero di telefax o anche il codice fiscale, ecco che scatta la "punizione": il contributo unificato viene automaticamente aumentato del 50%.

E questa è solo una parte del contenuto in materia di giustizia della manovra sulla cd. "stabilizzazione finanziaria": leggi lo stralcio del D.L. 98/11.

Non basta: vogliono anche mettere sotto "tutela" la nostra Cassa di Previdenza, che custodisce i nostri soldi ed il nostro futuro, affidandone il controllo ad un organismo statale (la Covip).

Ma noi non ci arrendiamo e, uniti al nostro organo di rappresentanza politica, continueremo a batterci a tutela della nostra Categoria e dei cittadini, chiedendo la fissazione di un Congresso Straordinario Forense, attraverso il quale far sentire la nostra voce e mostrare alla politica la nostra forza delle idee e anche numerica.

La prima occasione è quella di giovedì 14 luglio alle ore 13,00 al Teatro Manzoni. Il Presidente dell'Associazione degli Avvocati Romani, Avv. Fabrizio Bruni, ha organizzato una Tavola rotonda alla quale interverranno anche il Presidente della Cassa Forense Avv. Alberto Bagnoli e il Presidente dell'O.U.A. Avv. Maurizio de Tilla sui temi di maggiore attualità : "La rappresentanza politica dell'Avvocatura e l'ordinamento professionale. Congresso Nazionale Forense Straordinario?".

Ci sono ancora alcuni posti disponibili: prenotati con un semplice click.

Mauro Vaglio


  
 Dichiarata dal Tar la nullità del Regolamento sulle specializzazioni del C.N.F. Riduci

 NULLE LE SPECIALIZZAZIONI DEL C.N.F. 

Il Tar del Lazio con la sentenza n. 5151/11 ha dichiarato la nullità del Regolamento sulle specializzazioni. Il ricorso è stato proposto  dai Consiglieri dell'Ordine di Roma Mauro Vaglio, Pietro Di Tosto, Donatella Cerè, Alessandro Cassiani, unitamente ai Delegati per il Congresso di Genova, tutti difesi da Antonino Galletti.

 

 Il successo ottenuto eviterà alla nostra categoria di dover frequentare corsi biennali da 200 ore di formazione a pagamento ed esami finali (scritti ed orali) per potersi fregiare del titolo di specialista.

Ci siamo così contrapposti ancora una volta, nelle vere battaglie per l'Avvocatura, alla maggioranza del Consiglio dell'Ordine di Roma che, con delibera del 14.10.2010, aveva espresso il "proprio apprezzamento" per l'iniziativa del C.N.F.

 Ma non abbiamo bisogno di cantare "vittoria", basta leggere le motivazioni della sentenza.

Forse sarebbe ora che, dopo questa figura, il Presidente del C.N.F. e chi lo segue ciecamente decidesse di mettersi da parte ...    PARTECIPA AL SONDAGGIO SU www.associazionedegliavvocatiromani.it

 


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 Esito della Manifestazione a Napoli di giovedì 23 giugno 2011 contro la media-conciliazione Riduci

 

Grande successo della Manifestazione di Napoli contro la media-conciliazione e contro la rottamazione dei processi civili.

Una nutrita delegazione di Avvocati romani (oltre 100 Colleghi) ha partecipato all'evento, contribuendo fattivamente alla protesta, così come attestato anche dalla stampa (leggi Il denaro del 24.6.2011).

L'accoglienza da parte dei Colleghi napoletani e del resto d'Italia all'arrivo degli Avvocati di Roma è stata molto calda.

Applauditissimo è stato poi l'intervento di Mauro Vaglio, che ha sottolineato la necessità dell'unità dell'avvocatura italiana in questo delicatissimo momento; uno dei passaggi più graditi ai presenti è stato l'invito all'O.U.A. ad indire un congresso straordinario dell'avvocatura italiana che affronti, oltre ai problemi già noti, l'imminente riforma della professione forense per modificarne quelle parti che non tengono conto della base dell'avvocatura, con particolare riferimento anche all'art. 20 (permanenza dell'iscrizione all'albo).

All'astensione dalle udienze hanno aderito 200.000 Avvocati, bloccando l'attività degli Uffici Giudiziari di tutta Italia (comunicato O.U.A. del 23.4.2011).

Non ci arrenderemo finché non sarà eliminata l'obbligatorietà della mediazione.

Mauro Vaglio, Pietro Di Tosto, Andrea Costanzo 

Rassegna fotografica della Manifestazione di Napoli (a cura di Giorgia Celletti)

Arrivo davanti al Tribunale (Di Tosto, Vaglio, Nicodemi, Macioci)

La sala della manifestazione stracolma

Alcuni dei "romani" (con la bandiera: Nicodemi, Mazzoni, Vaglio, Di Tosto; dietro: Giacchetti, Costanzo, Catalisano, Marinelli; in piedi: Bruni, Notari)

Tavolata della "delegazione romana" (circa 80 su oltre 100): in primo piano Guerra, Maldari, Vaglio


  
 Si è conclusa venerdì 3 giugno 2011 la Confederation's Cup (primo torneo di calcio a 8 tra Associazioni forensi) Riduci

 

 Confederation's Cup (primo torneo di calcio a otto tra Associazioni forensi): si svolgerà nelle serate di lunedi 30 maggio e di venerdì 3 giugno presso il circolo Futbol Club in Via degli Olimpionici n. 71 prima del Brumswich-Booling, con il seguente programma:

Lunedì 30 maggio 2011
Due partite  in contemporanea alle h.21:
Sparta Prati - Agire e Informare
ATR - Accademia Forense

Venerdì 3 giugno
Dalle ore 20 fino alle h.21 : finale 3-4 posto tra le due perdenti   ATR - Sparta Prati

Dalle ore 21 fino alle 22: FINALISSIMA  Agire e Informare - Accademia Forense

Siete tutti invitati ad assistere, il "divertimento" è assicurato e ... vinca il migliore.

Alla fine, seppure ai rigori e dopo una rimonta nei tempi regolamentari da 3-1 a 3-3, ha prevalso la tenacia dei giocatori di Agire e Informare e del loro "tecnico" Giuseppe Scavuzzo, che, insieme a Carlo De Berardinis e a Roberto Nicodemi, si è impegnato a "costruire" la squadra vittoriosa.

1^ Classificata: Agire e Informare

2^ Classificata: Accademia Forense

3^ Classificata: Sparta Prati

4^ Clasisficata: ATR 

GRANDE RISALTO ANCHE SUI MEDIA

Corriere dello Sport del 1° giugno   e del 6 giugno 2011                                ED ECCO LA COPPA ...

                                                                             

 

Donatella Ceré consegna la coppa per la squadra 1^ Classificata a Giuseppe Scavuzzo e a Mauro Vaglio (nello sfondo, Mauro Mazzoni della squadra 2^ Classificata)


  
 Che vergogna ! (14.5.2011) Riduci

 

Che vergogna !

Il Presidente Conte si è nuovamente riunito “con i pochi alleati” su invito (o ordine) del Ministro Alfano e del consigliere giuridico, Prof. Alpa, che è anche Presidente del Consiglio Nazionale Forense.

La strategia del Ministro è chiara: mantenere ferma senza alcuna modifica la legge sulla mediazione obbligatoria (non può dispiacere i poteri che gliela hanno commissionata) e, al contempo, creare ulteriori divisioni e scontri nell’Avvocatura, cercando di delegittimare l’O.U.A. come organo rappresentativo dell’Avvocatura.

Per ottenere questo risultato, il Ministro vuol far intendere che possano essere ritenuti rappresentativi di tutta l'Avvocatura italiana alcuni Presidenti di Consigli dell’Ordine che, esattamente al contrario, partecipano a queste riunioni riservate senza che abbiano alcun peso sulle decisioni, se non addirittura con animo collaborativo.

Infatti, la riunione “ministeriale” ha “partorito” l’unica proposta che, senza intaccare minimamente la legge sulla mediazione, la fa diventare più gravosa per i cittadini, gettando ancor più discredito sull’Avvocatura. Rendere obbligatoria la difesa tecnica, infatti, vanificherà tutte le nostre azioni di protesta contro i costi della mediazione e consentirà ai media “asserviti” di affermare che le nostre battaglie si sono arrestate di fronte al primo provvedimento economico di favore.

La domanda che ci dobbiamo inoltre porre è questa: il Presidente Conte è andato alla riunione rappresentando l’Avvocatura romana oppure per altri motivi, ad esempio di natura prettamente elettorale?

A noi non sembra che l’Avv. Conte abbia ricevuto alcun mandato “generale”, né alcuna "investitura" dagli Avvocati romani per parlare di mediazione con il Ministro in riunioni ristrette né, tantomeno,  è stato da essi autorizzato ad accettare proposte di alcun tipo a loro nome, specie se così negative per tutti noi.

Essere il Presidente di un Consiglio dell’Ordine, sia pure importante come quello di Roma, non implica certo una simile rappresentatività senza uno specifico mandato e senza che si senta il dovere di consultarsi con la “base” per poterne interpretare al meglio le intenzioni. E questo lo può ben capire solo chi dimostra di avere, nel suo agire quotidiano, una autentica cultura democratica.

Inoltre, l’Avvocatura Romana (cosi come l’OUA) ha già fatto sentire la sua forte voce di contrasto a questa legge e a questo Ministro, chiedendone le dimissioni. In sostanza, il Presidente Conte è andato ad ascoltare gli ordini del Ministro a titolo esclusivamente personale.

In caso volesse, invece, essere legittimato in tal senso, convochi un’Assemblea straordinaria dell’Avvocatura romana ed ascolti la sua vera volontà sulla mediazione obbligatoria.

Gli Avvocati di tutta Italia il mandato lo hanno conferito esclusivamente all’OUA attraverso le mozioni approvate al Congresso Nazionale Forense a seguito di libere elezioni tenutesi su base proporzionale proprio a questo scopo.

Non ci facciamo ingannare da questi giochi di potere del Ministro e dei suoi alleati e teniamo la barra dritta sui veri problemi.

E', quindi, veramente incredibile che si voglia far passare come una "vittoria" quella che è una vera e propria svendita dell'Avvocatura e dei cittadini italiani ai poteri forti e alle logiche del business da parte del C.N.F., organo istituzionale non rappresentativo politicamente perché non viene eletto dalla base, e da alcuni Presidenti di Ordini, che hanno - guarda caso - già istituito i propri organismi di mediazione.

Si tratta di quegli stessi Ordini, infatti, che non hanno voluto introdurre, nel proprio regolamento, la necessaria assistenza del difensore perché li avrebbe fatti andare "fuori mercato" rispetto agli organismi privati di mediazione, ma che oggi invece la sbandierano come un grande successo.

Il Ministro si sta servendo di loro per attuare una palese strategia finalizzata al tentativo di dividere l'Avvocatura vera, che invece ha dimostrato di non cedere ai suoi ricatti e di utilizzare gli strumenti che le competono per ottenere, ben prima di quanto si sperasse, la rimessione alla Corte Costituzionale dei punti fondamentali della legge sulla mediazione: l'obbligatorietà a pena di improcedibilità e la composizione degli organismi di mediazione senza la previsione dei requisiti di competenza e professionalità per i mediatori.

I Colleghi, però, non ci sono cascati e moltissimi degli Avvocati che tutti i giorni si battono con professionalità ed orgoglio in difesa dei diritti dei cittadini hanno smascherato questo vero e proprio tradimento (vedi ad esempio la lucida ed estremamente centrata analisi di un Collega di Trieste e quelle di due Colleghi romani, Simone Cruciani e Vincenza Del Prete).

Ma del resto quasi tutti ricorderanno i proclami di quegli stessi Presidenti, che oggi si sono nuovamente prestati al medesimo gioco di tentare di delegittimare l'O.U.A., quando il Ministro nel gennaio scorso li aveva convocati promettendo loro il rinvio dell'entrata in vigore della mediazione (leggi comunicazione Conte del 19.1.2011 e quella successiva del 10.3.2011, contenente l'invito a disertare la manifestazione del Capranica), prendendoli poi in giro con il decreto Mille proroghe e ignorando con fare antidemocratico anche le decisioni delle Commissioni parlamentari riunite, che avevano già approvato all'unanimità il rinvio. Ci si domanda: è il Parlamento che ha l’iniziativa legislativa e il compito di fare le leggi, oppure la fonte primaria del diritto è diventato il Ministro?

Di fronte a questo nuovo delirio di autoreferenzialità  immediatamente hanno preso  posizione sia l'O.U.A. (leggi il comunicato del Presidente Maurizio de Tilla) che molti Consigli dell'Ordine (leggi la delibera di Catania), nonché svariati Delegati della Cassa Forense (vedi la comunicazione di Alberto Cocco Ortu e di Nicolino Zaffina).

Insomma nessuno di noi può e vuole accettare che pochi interessati e i loro corifei facciano mercimonio della nostra categoria a danno dei cittadini. Continueremo pertanto nella nostra battaglia giudiziaria e politica contro il provvedimento più grave ed assurdo mai ideato da un governo di qualsiasi colore partitico per affossare definitivamente la "Giustizia", privatizzandola e rendendola un business per quegli approfittatori, che finora avevano potuto operare solo al di fuori del sistema giudiziario.

Vi aggiorneremo presto.

Mauro Vaglio, Petro Di Tosto, Donatella Cerè, Alessandro Cassiani


  
 E alla fine i nodi vengono al pettine (27.4.2011) Riduci

Cari Colleghi,

nei giorni che hanno preceduto la Pasqua si sono susseguiti così tanti avvenimenti che per esaminarli compiutamente ci vorrebbero pagine e pagine di considerazioni e, comunque, tutte le relative problematiche non si riuscirebbero a sviscerare  in modo veramente serio ed approfondito.

Riteniamo perciò che possa essere utile dare dei semplici flash, dai quali ciascuno potrà trarre le proprie personali conclusioni. Divideremo l'esposizione in tre punti specifici: 1) la manifestazione all'Adriano e l'astensione dalle udienze, 2) la posizione della maggioranza del Consiglio dell'Ordine di Roma sulla media-conciliazione, 3) la Corte Costituzionale sul "caso Graziani".

L'aspetto che però da tutto questo emerge chiaramente - e lo sottolineo con dispiacere - è che il nostro Consiglio dell'Ordine di Roma in un momento storico e sociale difficilissimo per l'Avvocatura non ci sta rappresentando né ci tutela come sarebbe suo compito.

Il Presidente Conte, infatti, da una parte non aderisce all'astensione contro la mediazione obbligatoria ma poi pretende di partecipare alla manifestazione "a condizione però che sul palco non vi siano rappresentanti di piccole associazioni locali e che venga data la parola solo ai Presidenti degli Ordini" (leggi il verbale del 7.4.2011), dimenticando che la libertà di parola è uno dei principi cardine della democrazia e della nostra categoria. Oltretutto con il suo atteggiamento e con le sue dichiarazioni dà l'occasione ai media per sostenere l'esistenza di una divisione nell'Avvocatura (leggi l'articolo su Affari e Finanza), che sulla materia della media-conciliazione non  esiste assolutamente poiché la base dell'Avvocatura ha fatto fronte comune.

Del resto, è dell'altro giorno una sua email dal non chiaro significato nella quale, oltre a tentare di prendersi i meriti altrui, l'unico aspetto rilevante è costituito dall'intento di delegittimare l'Oua (e sarà un caso, visto che l'Oua lotta contro la mediazione obbligatria?).

Che caduta di stile, poi, fissare l'Assemblea per il bilancio del Consiglio dell'Ordine di Roma proprio nello stesso giorno della Manifestazione all'Adriano (leggi la convocazione) con lo scopo di approvarselo insieme ad una trentina di fedelissimi. Infatti è andato via dal palco della manifestazione mentre erano ancora in corso gli interventi che riguardavano tutta l'Avvocatura italiana !

Ma noi non ci arrendiamo e continueremo a fare tutto quanto in nostro potere  per sopperire a queste evidenti carenze.

1) L'ASSEMBLEA DELL'ADRIANO E L'ASTENSIONE DALLE UDIENZE.

La manifestazione al Cinema Adriano di Roma è stata la seconda iniziativa di denuncia e di protesta indetta dell'Organismo Unitario dell'Avvocatura contro la media-conciliazione obbligatoria. Ancora una volta vi è stato un entusiasmante successo, così come per l'adesione all'astensione dalle udienze per due giornate (90% di adesione anche in penale). Inoltre abbiamo celebrato la vera e propria vittoria costituita dal rinvio alla Corte Costituzionale da parte del Tar della normativa sulla mediazione a seguito delle eccezioni sollevate dall'O.U.A., da Agire e Informare e dall'Associazione degli Avvocati Romani sugli artt. 5 e 16 del D.L.gsl. 28/2010.

Anche i Consigli dell'Ordine di Napoli, Firenze, Salerno, Torre Annunziata ed altri hanno partecipato al giudizio innanzi al Tar contro la mediazione obbligatoria. Al riguardo, è bene chiarire che, contrariamente a quanto sostenuto dal Ministro della Giustizia, la sospensione dell'efficacia della normativa non poteva essere concessa poiché i ricorrenti vi avevano rinunciato preferendo discutere il merito della questione in breve tempo, come in effetti è avvenuto.

E qui sorge il primo interrogativo: dove era il Consiglio dell'Ordine di Roma mentre noi e altre Istituzioni forensi agivamo a tutela dei cittadini e degli Avvocati?

Forse l'attuale maggioranza era troppo impegnata ad organizzare la cena con gli oltre 200 candidati del primo corso per mediatori indetto dal Consiglio dell'Ordine!... (leggi la comunicazione di Condello).

E comunque non hanno inserito nel Regolamento dell'Organismo  dell'Ordine di Roma le 3 semplici clausole (leggi la nostra proposta), che avrebbero permesso di superare gli effetti negativi della legge.

2) LA POSIZIONE DEI CONSIGLIERI DI MAGGIORANZA SULLA MEDIA-CONCILIAZIONE.

Ecco cosa dichiarano alcuni Consiglieri di maggioranza dell'Ordine di Roma in merito alle nostre proposte tese a tutelare i cittadini e gli Avvocati:

- Condello: "La bozza del nuovo Regolamento ... è stata elaborata in conformità al D.M. 180/2010" (quello stesso, cioè, che è stato rimesso alla Corte Costituzionale dal Tar Lazio).

- Arditi di Castelvetere: "La gravità di tale condotta è ancor più evidente dovendosi considerare lo scopo palesemente elettorale e di natura propagandistica, in alcun modo rispettoso del dovere di correttezza e, soprattutto, in violazione dell'obbligo di segretezza che gli stessi, in ragione della loro carica, sono obbligati a rispettare" (leggi l'intera dichiarazione).

- Gianzi: "Organizzare un corso per circa 700 colleghi è cosa titanica, come la messa in opera dell'Organismo di Mediazione e la gestione del servizio di segreteria: tentare di vanificare questi sforzi è veramente irresponsabile" (leggi l'intera dichiarazione).

- Conte: "Il Presidente richiama l'attenzione del Consigliere Di Tosto sul fatto che quella e.mail propala il segreto dell'ordine del giorno (?!) dell'adunanza, in questo consiste la gravità e tendenziosità della comunicazione preventiva".

- Murra: "... l'Ordine non deve dare, in questa sede, «indicazioni ai colleghi», ma solo adottare un Regolamento che, se fosse contrario alla norma primaria, sarebbe censurabile dinanzi al giudice amministrativo e annullabile. Le proposte dei Consiglieri Di Tosto e Vaglio ... sono chiaramente volte a boicottare l'Istituto della Mediazione che, piaccia o no, ormai è in vigore e col quale occorre fare i conti" (peccato per il Consigliere Segretario che,  dopo solo 5 giorni, proprio quel giudice amministrativo di cui lui paventa l'intervento abbia rimesso la norma primaria innanzi alla Corte Costituzionale!) - Leggi uno stralcio della lunghissima dichiarazione di Murra.

Bene ha fatto il Consigliere Alessandro Cassiani a rilevare l'aspetto "un po' freddo e solo burocratico" dell'intervento di Murra, specificando che "essere un Organismo istituzionale non significa che debba accettarsi una legge senza protestare".

Un'altra considerazione va a questo punto fatta: da parte dei Consiglieri di maggioranza del nostro Ordine c'è il continuo richiamo alla segretezza sulle questioni che il Consiglio dell'Ordine deve affrontare, oggi addirittura  riferita inspiegabilmente all'ordine del giorno, mentre qualche tempo fa - ricorderete - riguardava il tentativo di pagare con i nostri soldi i correttori dei temi della Scuola forense.  Tutto questo non sarà forse finalizzato a rendere pubbliche le sole decisioni finali, mettendo i Colleghi di fronte al fatto compiuto quando ormai non c'è più nulla da fare?

In ogni caso il Regolamento dell'Organo di Mediazione del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma è stato approvato con il voto contrario dei Consiglieri Di Tosto e Vaglio nei limiti del mancato inserimento delle  clausole da loro proposte (vedi la dichiarazione di non approvazione del Regolamento).

Al contrario, i Consigli dell'Ordine di Napoli, Torre Annunziata e praticamente tutti gli altri Consigli campani hanno dimostrato di difendere realmente i Colleghi introducendo nei Regolamenti dei propri Organismi di Mediazione una clausola che prevede l'immediato rilascio del verbale negativo, senza costi aggiuntivi, se la parte, nell'atto introduttivo, dichiara di proporre l'istanza di mediazione al solo fine della procedibilità dell'azione giudiziaria ma di non voler aderire alla procedura di mediazione.

E' evidente che, a fronte della posizione di chiusura del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma e finché un altro Organismo di mediazione di Roma non dovesse accettare le nostre condizioni, saremo costretti a suggerire a tutti i Colleghi di proporre le proprie istanze di mediazione ai soli fini della procedibilità presso tali organismi campani. Fra qualche giorno, quindi, scioglieremo la riserva dando indicazioni più precise.

3) LA CORTE COSTITUZIONALE SUL CASO GRAZIANI.

Ormai quasi tutti i Colleghi sono stati informati della decisione della Corte Costituzionale sulle elezioni di gennaio 2010, in base alla quale l'attuale Consigliere dell'Ordine di maggioranza Alessandro Graziani non era candidabile (leggi l'ordinanza n. 138/11 con particolare attenzione alle parti evidenziate).

Voglio ricordare a tutti come, in modo a dir poco inelegante, Domenico Condello all'epoca scrisse un editoriale dal titolo: I "trombati alle elezioni" non sanno cantare la famosa canzone: "Bisogna saper perdere" (leggi l'editoriale in versione integrale).

Oggi riteniamo di poter rispondere - purtroppo senza la medesima ironia trattandosi di questioni serie e molto gravi - che il Consiglio dell'Ordine dovrebbe essere rappresentato solo da chi sia eletto in modo trasparente.

Perciò ci domandiamo e poniamo a tutti i Colleghi i seguenti quesiti di natura strettamente politica:

- è corretto aver candidato nella propria lista in violazione della legge un componente della Commissione d'esame per avvocato ?

- perché il suo capolista, Antonio Conte, all'epoca Segretario in carica da due bienni e Consigliere dell'Ordine da oltre dieci anni, pur conoscendo perfettamente l'illegittimità della candidatura, ha voluto Graziani nella propria lista?

- senza i voti di Graziani (2.523 - 5° classificato) la lista dell'attuale Presidente Conte avrebbe ottenuto ugualmente la maggioranza di 8 Consiglieri? O forse, in base alla classifica finale, ne avrebbe persi un altro paio?

- senza quella maggioranza da parte di Antonio Conte, sarebbe avvenuto ugualmente il "salto sul carro del vincitore" da parte di tre attuali consiglieri che sono stati eletti con i voti della nostra lista (Murra,  Arditi di Castelvetere e Nesta) e che stanno sostenendo una maggioranza che, altrimenti, tale non sarebbe?

E’ chiaro che il Presidente Conte e la sua maggioranza non appaiono rappresentativi dell’Avvocatura Romana e delle sue reali esigenze.

Nonostante queste amare considerazioni, continuiamo per la nostra strada con integrità morale e senza complicità, certi che i Colleghi sapranno valutare correttamente i fatti e le persone che li compiono.

A presto.

Mauro Vaglio, Pietro Di Tosto


  
 Segnale significativo al ministro dell'(in)giustizia - 12.4.2011 Riduci

 

                                                                                                                                                        

 

E noi ci crediamo fino in fondo!

Neanche i poteri forti sono riusciti a fermarci.

Le nostre Associazioni (Agire e Informare e Associazione degli Avvocati Romani) sono state tra i pochissimi ad avere il coraggio di scendere in campo in difesa degli Avvocati contro l’introduzione della Media-conciliazione obbligatoria.

Nel desolante immobilismo di altre Istituzioni forensi, il nostro intervento nel procedimento (introdotto dall'O.U.A.) innanzi al Tar del Lazio per eccepire l'illegittimità costituzionale della normativa sulla mediazione ha prodotto un primo significativo risultato che restituisce, a tutti gli Avvocati, la speranza nel futuro della Professione.

Il Tar, con l'ordinanza n. 3202 del 12 aprile 2011 (leggi le 43 pagine del provvedimento), ha ritenuto rilevanti e non manifestamente infondate, con motivazioni praticamente inconfutabili, le seguenti questioni di legittimità costituzionale da noi sollevate:

-  introduzione dell’obbligo del previo esperimento del procedimento di mediazione;

- esperimento della mediazione come condizione di procedibilità della domanda giudiziale;

- previsione che a gestire il procedimento di mediazione possano essere gli enti pubblici e privati,  con omissione dell'individuazione di criteri volti a delineare i requisiti attinenti alla specifica professionalità giuridico-processuale del mediatore.

Incassata questa prima, significativa vittoria, non  dimentichiamo che la battaglia è ancora lunga.

Un contributo importante per il conseguimento dell'obiettivo finale di far diventare facoltativa la mediazione lo stanno fornendo, oltre ai Consiglieri dell'Ordine degli Avvocati di Roma Mauro Vaglio, Pietro Di Tosto, Donatella Cerè e Alessandro Cassiani, tanti altri Colleghi impegnati nella strenua difesa dei cittadini e della nostra categoria, in particolare Marcello Anastasio Pugliese, Fabrizio Bruni, Antonino Galletti, Carlo Giacchetti, Mauro Mazzoni, Mauro Monaco, Roberto Nicodemi, Matteo Santini, Mario Scialla.

Adesso è giunto il momento per tutti i Colleghi che hanno a cuore la nostra professione di dare un segnale forte alla politica.

Vieni anche tu alla grande manifestazione dell'Avvocatura Italiana giovedì 14 aprile ore 10,00 al Cinema Adriano in Piazza Cavour e comunica la tua adesione con un semplice click (PARTECIPERO' ALLA MANIFESTAZIONE).

Ti aspettiamo.

Mauro Vaglio, Pietro Di Tosto, Andrea Costanzo


  
 Manifestazione all'Adriano del 14 aprile 2011 Riduci

 

Gentile Collega,

come hai potuto verificare dalle nostre ultime comunicazione, ci stiamo muovendo in modo propositivo per rendere l'istituto della media-conciliazione, nella sua applicazione pratica, meno gravoso per tutti noi e per i nostri clienti.

Abbiamo anche inviato una denuncia al Presidente dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Antonio Catricalà, per richiedere - proprio a lui che tanto si batte contro il ripristino delle nostre sacrosante tariffe minime - un urgente intervento sull'ignobile imposizione delle indennità minime obbligatorie in favore degli organismi di mediazione (leggi la denuncia all'Autority).

Ma affinchè le iniziative presenti e quelle che ci proponiamo di avviare a breve abbiano la massima efficacia, è INDISPENSABILE  dimostrare tutti insieme la nostra compattezza nel "rifiutare" questa imposizione che mortifica la nostra Professione pur di favorire i poteri forti. E' importante, quindi, anche il momento della protesta contro questo istituto e contro la cd. "rottamazione dei processi civili", la cui approvazione tanti danni provocherebbe alla Giustizia come la intendiamo noi.

Invitiamo, perciò, tutti i Colleghi ad aderire all'astensione dai processi civili, penali, amministrativi e tributari, proclamata dall'Organismo Unitario dell'Avvocatura per il 14 ed il 15 aprile 2011 (stampa la delibera dell'O.U.A. per portarla in udienza), nel rispetto del codice di autoregolamentazione del 13.12.2007 (leggi con attenzione in particolare quando l'astensione non è consentita).

L'appuntamento è per giovedì 14 aprile alle ore 10,00 al Cinema Adriano in Piazza Cavour 22 a Roma, dove si svolgerà la seconda manifestazione di denuncia e di protesta di tutta l'Avvocatura italiana.

Per una migliore organizzazione dell'evento, che prevede un grande afflusso di Colleghi anche di altri fori, è consigliabile comunicare la propria partecipazione sul seguente link (VOGLIO PARTECIPARE).

Noi ci saremo e tu non mancare.

A giovedì della prossima settimana.

Mauro Vaglio, Pietro Di Tosto, Andrea Costanzo


  
 Come disinnescare la mediazione obbligatoria (4.4.2011) Riduci

Gentile Collega,

alla prossima adunanza consiliare di giovedì 7 aprile 2011, nella quale si discuteranno le modifiche da apportare al Regolamento dell'Organismo di Mediazione dell'Ordine di Roma,  sottoporremo al Consiglio la seguente proposta, elaborata con la consulenza giuridica del Collega Fabrizio Bruni, che puoi leggere aprendo il seguente link (testo della proposta Vaglio/Di Tosto).

Precisiamo che tali proposte non costituiscono una rinuncia alla nostra ferma opposizione  all’applicazione della normativa sulla mediazione obbligatoria, ma vogliono essere esclusivamente un modo per rendere inefficaci le norme sull’improcedibilità e sui costi a carico dei cittadini al fine di ottenere un risultato conforme a Giustizia, in attesa che vengano modificate (in via giudiziaria o legislativa) le norme illegittime.

Il Consiglio dell'Ordine dovrà assumersi di fronte ai propri iscritti  le proprie responsabilità se la sua maggioranza riterrà di non approvare le nostre legittime richieste.

Si stanno impegnando con noi in questa battaglia, oltre a tanti altri Colleghi e a numerose Associazioni forensi, Donatella Cerè, Alessandro Cassiani, Marcello Anastasio Pugliese, Fabrizio Bruni, Antonino Galletti, Carlo Giacchetti, Mauro Mazzoni, Mauro Monaco, Roberto Nicodemi, Matteo Santini, Mario Scialla.

A presto.

Mauro Vaglio, Pietro Di Tosto

____________________________________________

Al tempo stesso, però, tutti noi dobbiamo anche farci trovare pronti ad affrontare le problematiche pratiche sulla mediazione e dobbiamo sapere che cosa proporre ai nostri clienti.

Per questo motivo abbiamo organizzato un Seminario dal taglio prettamente pratico per l'approfondimento delle varie problematiche relative alla mediazione:

Lunedì 11 aprile 2011 ore 12,30/16,00 (Teatro Manzoni - Via Montezebio n. 14/C): "LA MEDIAZIONE OBBLIGATORIA: istruzioni per l'uso" - 3 crediti formativi. Prenotazioni su www.agireinformare.org a decorrere dalle ore 19,00 di martedì 5 aprile fino all'esaurimento dei posti disponibili. Interverranno: Mauro Vaglio, Pietro Di Tosto, Fabrizio Bruni, Matteo Santini, Marcello Anastasio Pugliese, Roberto Nicodemi.

Cari saluti.

Mauro Vaglio, Pietro Di Tosto, Andrea Costanzo


  
 La mediaconciliazione ed i suoi effetti nefasti (a cura di Matteo Santini) Riduci

FinanzaeDiritto.it   28 Marzo 2011

 

La media conciliazione ed i suoi effetti nefasti

E' entrato in vigore il 21 marzo 2011 il decreto legislativo n. 28 del 2010, sulla media conciliazione obbligatoria. Completamente disatteso l’emendamento al decreto Milleproroghe, che contemplava un rinvio di un anno dell’entrata di vigore. E' stato stabilito un rinvio solo in materia di sinistri stradali e di contenzioso in materia condominiale. Ed ora che la media conciliazione è legge, qui prodest? Sicuramente ai conciliatori professionisti come è agevole intuire.

Ma l'aspetto che più mi preme sottolineare è la grave ed ingiustificata violazione dei diritti di chi ne esce certamente sconfitto; ovvero “tutti cittadini” (siano essi avvocati o no). La norma, penalizza in primis, i cittadini, i quali, loro malgrado ignari delle conseguenze drammatiche della norma (e ciò a cagione di una campagna mediatica decisamente “pro – mediazione”), dovranno sostenere maggiori costi rispetto ad oggi, in caso di contenzioso. Non è affatto vero lo slogan pro mediazione, il quale afferma che  “i processi costano di più della mediazione!”. Ciò è infatti smentito inequivocabilmente dalla stessa lettera della norma. Infatti, ciascun cittadino dovrà innanzitutto corrispondere all’Organismo di mediazione un corrispettivo proporzionato al valore della controversia. E’ sufficiente leggere gli importi indicati nelle tabelle predisposte dal legislatore, per rendersi conto di quanto sia oneroso il ricorso alla mediazione (ad esempio per una controversia dal valore di euro 600.000 il costo della mediazione, per ciascuna parte, è di quasi 4000 euro !). Ed in caso di fallimento del tentativo di mediazione cosa accadrà? Le parti dovranno affrontare il processo dall’inizio, avvalendosi ovviamente di un avvocato, con evidente duplicazione dei costi.  E per comprendere l’altra probabilità di insuccesso della singola mediazione e dell’istituto in genere, è sufficiente fare riferimento all’esperienza fallimentare, maturata negli anni, in riferimento all’obbligatorietà del tentativo di conciliazione nel rito del lavoro. Mutuare istituti giuridici da esperienze fallimentari già applicate ad altri rami del diritto, significa voler imporre, senza criterio, un metodo perdente. Non sarebbe stato meglio prevedere un periodo di "sperimentazione" durante il quale contemplare la facoltatività della mediazione, per poi valutarne risultati e successi (o insuccessi?). La media conciliazione è legge: dal canto mio farò di tutto anche per mezzo delle associazioni forensi che rappresento perchè tale norma venga abrogata.

Avv. Matteo Santini


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 Manifestazione dell'Avvocatura contro la mediaconciliazione obbligatoria (a cura di Fabrizio Bruni) Riduci

16 marzo 2011

Manifestazione dell’Avvocatura contro mediaconciliazione obbligatoria e rottamazione giustizia

Al Teatro Capranica di Roma si è svolta la grande manifestazione organizzata dall’Organismo Unitario dell’Avvocatura e sostenuta da molte associazioni forensi, tra cui la nostra, e molti Consigli dell’Ordine. Il Teatro era strapieno di Colleghi di tutti i fori ma deve essere sottolineata la partecipazione in massa, oltre che dei Colleghi Romani, di quelli della Campania e della Puglia. Erano presenti anche tanti Colleghi di altri fori intervenuti privatamente. I contenuti dei discorsi pronunziati dal Presidente dell’OUA, Avv. Maurizio De Tilla, e dai Presidenti dei Consigli dell’Ordine di Firenze, Napoli, Bari e Milano così come quello del nostro Consigliere dell’Ordine Avv. Mauro Vaglio (spicca l’assenza del Presidente del Consiglio dell’Ordine di Roma), del Presidente dell’AIGA, Giuseppe Sileci, del Segretario Nazionale dell’ANF, Ester Perifano, sono stati molto forti e tutti nel segno di un nuovo impegno verso l’unità dell’Avvocatura, che costituisce senza dubbio l’unica possibilità per la nostra categoria di resistere alla pressione dei cd. “poteri forti” che spingono verso la privatizzazione della Giustizia. In particolare, è stato fortemente criticato l’operato del Governo ovviamente per la normativa sulla mediazione obbligatoria, ma anche per l’atteggiamento dimostrato nel corso degli anni nei confronti della giustizia civile e dell’Avvocatura che esercita la professione in questo settore, ovvero la parte più consistente della nostra categoria. E’stato dato indirizzo, e questo ci onora (vedasi il precedente articolo pubblicato su questo sito), di invitare tutti i Colleghi ad informare puntualmente i Clienti, cioè i cittadini, sul contenuto di questa infausta legge, per il momento ignorata da tutti, nonchè sulle modalità tecniche giuridicamente possibili per contrastarne l’applicazione ed impedirne il successo. L’Avv. Maurizio De Tilla ha preannunciato ulteriori numerose iniziative di protesta ed ha informato i partecipanti che presto saranno calendarizzate in Parlamento le discussioni per l’approvazione dei disegni di legge (già licenziati dalle Commissioni) che prevedono l’abrogazione dell’articolo 5 del D. Lgs. 28/2010, in sostanza la norma che sancisce la condizione di procedibilità. Il messaggio uscito dalla manifestazione di oggi è stato chiarissimo: l’Avvocatura sta trovando per la prima volta dopo tanti anni una coesione e una forza che deriva dall’unità di tutte le componenti della base e non è più disposta a lasciar passare senza intervenire riforme legislative che siano deleterie per la categoria e fortemente lesive dei diritti dei cittadini, primo fra tutti quello sancito dall’art. 24 della Costituzione.

Avv. Fabrizio Bruni


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 Resoconto sulla manifestazione nazionale dell'Avvocatura del 16 marzo 2011 al Teatro Capranica Riduci

 

               

Da destra a sinistra: MAURO VAGLIO (Presidente dell'Associazione Agire e Informare), ESTER PERIFANO (Segretario dell'A.N.F.), PAOLO GIUGGIOLI (Presidente del Consiglio dell'Ordine di Milano), NICOLA MARINO (Vicepresidente dell'O.U.A.), MAURIZIO DE TILLA (Pressidente dell'O.U.A.), STEFANIA CHERUBINI (Presidente dell'Assemblea O.U.A.), GIUSEPPE SILECI (Presidente dell'Aiga), FRANCESCO CAIA (Presidente Consiglio dell'Ordine di Napoli), MARCELLO COLLOCA (Vicepresidente della Cassa Forense), SERGIO TOTARO (Presidente del Consiglio dell'Ordine di Firenze)



          

 

Un teatro Capranica, gremito in ogni ordine di posti e con centinaia di altri Colleghi che sono rimasti ad ascoltare dall'atrio, è stato lo splendido scenario nel quale si è svolta mercoledì 16 marzo 2011 l'imponente manifestazione dell'Avvocatura italiana per protestare contro la normativa sulla media-conciliazione obbligatoria e sulla cd. rottamazione dei processi civili.

Si è trattato di un evento epocale, di gran lunga più partecipato addirittura dei famosi "moti dell'Adriano" del 1995: ai tanti Colleghi venuti dagli altri fori (in particolare, Campania, Puglie, Lombardia, Sicilia) si sono aggiunti, infatti, nonostante l'ininterrotta pioggia battente, centinaia di Avvocati romani, che mai prima di oggi in eventi di questo genere erano intervenuti in numero così elevato.

Sul palco si sono alternati i Presidenti delle Associazioni maggiormente rappresentative ed i Presidenti degli Ordini. La voce dell'Avvocatura è stata unanime: "non è utile per il Paese una media-conciliazione come quella che entra in vigore il prossimo 21 marzo che è incostituzionale e che obbligherà i cittadini a un ulteriore filtro per avere giustizia, nonché a subire molte più spese. L’Italia ha bisogno di un sistema giudiziario che funzioni per tutti, non solo per pochi interessi privati. Il governo ascolti gli avvocati e intervenga. Altrimenti continuerà la protesta, fino addirittura al referendum abrogativo".

Il Presidente dell'Organismo Unitario, Maurizio de Tilla, ha chiuso i lavori con un'appassionante intervento, in cui ha evidenziato tutti i motivi per cui questa media-conciliazione è contro la nostra Costituzione e fallirà, chiedendo infine le dimissioni del Ministro della Giustizia, che sta appaltando la giurisdizione ai privati e agli altri Ordini professionali che non appartengono al suo ministero.

Possiamo dire che tutti noi il 16 marzo 2011 abbiamo dato vita ad una «NUOVA AVVOCATURA», che non scende a compromessi, ma agisce con integrità morale e senza complicità. In quella sede ho consegnato simbolicamente al Presidente dell'O.U.A. le 3.553 firme contro la mediazione obbligatoria raccolte in pochi giorni da Agire e Informare, dall'Associazione degli Avvocati Romani e dal Centro Studi e Ricerche sul Diritto di Famiglia.

 

L'A.N.M., attraverso il proprio Vicepresidente, ha dichiarato la contrarietà alla mediazione obbligatoria, espimendo solidarietà all'iniziativa dell'O.U.A., e la Senatrice Della Monica ha informato i presenti che in questa settimana è già stata calendarizzata in aula del Senato la discussione del disegno di legge Benedetti Valentini, che prevede l'abrogazione dell'obbligatorietà della mediazione.

Non hanno invece partecipato alla manifestazione il C.N.F., aspramente criticato dal sottoscritto e dagli altri oratori, ed i Presidenti di alcuni Ordini, come ad esempio Torino, il Triveneto, Ancona, Roma (verbale su manifestazione).

Ciascuno di noi può farsi la propria obiettiva opinione leggendo le inopportune dichiarazioni del Presidente del C.N.F. (dichiarazioni del Prof. Alpa), le repliche del Presidente dell'O.U.A. (dichiarazione dell'Avv. de Tilla), l'articolo del Presidente dell'Associazione degli Avvocati Romani (articolo dell'Avv. Fabrizio Bruni), le considerazioni molto significative di una nostra Collega (email dell'Avv. Alessia Guerra) e la testimonianza di un altro Collega (vedi email dell'Avv. Gianluca Tucci).

Da oggi lunedì 21 marzo entrerà comunque in vigore la mediazione obbligatoria e dovremo utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione per renderla il meno dannosa possibile: al riguardo l'O.U.A. ha predisposto un vademecum con i primi suggerimenti (vedi vademecum) e una serie di eccezioni sulla illegittimità costituzionale della normativa (vedi questioni di incostituzionalità).

Da parte nostra, ci riserviamo di indicare la strada da seguire dopo che il nostro Consiglio dell'Ordine si sarà espresso sulla proposta di modifica del Regolamento dell'Organismo di mediazione dell'Ordine di Roma, che abbiamo presentato la scorsa settimana e che chiederemo sia nuovamente messa all'Ordine del giorno di giovedì prossimo (leggi proposta Di Tosto / Vaglio).

Cari saluti.

Mauro Vaglio, Pietro Di Tosto, Donatella Ceré, Alessandro Cassiani


  
 Manifestazione del 16 marzo ed adesione all'astensione dalle udienze dal 16 al 22 marzo 2011 Riduci

 

Gentile Collega,

in questi giorni tutta l'Avvocatura unita, salvo rare eccezioni, si sta mobilitando per protestare contro l'iniquo strumento della media-conciliazione, che - così come concepito - determinerà un danno enorme per i cittadini perché impedirà il libero accesso alla tutela giurisdizionale ed un aumento spropositato dei costi, attraverso la privatizzazione della giustizia che elimina anche il sacro ufficio della difesa, costituzionalmente garantito.

Ma non basta. E' stato proposto al Parlamento il disegno di legge governativo sulla cd. "rottamazione dei processi civili", che costituisce un ulteriore schiaffo alla giustizia (vedi le principali novità), e la nostra categoria vuole fare sentile la propria voce unita anche contro queste ulteriori compressioni del diritto alla difesa ed aumenti dei costi per i cittadini .

Invitiamo, perciò tutti i Colleghi ad aderire all'astensione dai processi civili, penali, amministrativi e tributari, proclamata dall'Organismo Unitario dell'Avvocatura dal 16 al 22 marzo 2011 (stampa la delibera dell'O.U.A. per portarla in udienza), nel rispetto del codice di autoregolamentazione del 13.12.2007 (leggi con attenzione in particolare quando l'astensione non è consentita).

L'appuntamento è stato per mercoledì 16 marzo alle ore 10,00 al Teatro Capranica a Roma in Piazza Capranica 101, dove si è svolta la più imponente manifestazione di tutta l'Avvocatura italiana di tutti i tempi. [AGENZIE DI STAMPA SULLA GRANDE PARTECIPAZIONE ALLA MANIFESTAZIONE]

Noi ne siamo stati protagonisti. [VIDEO DI MATTEO SANTINI SU IL FATTO QUOTIDIANO]

Inoltre, al fine di rendere meno onerosa per i Colleghi ed i loro clienti l’entrata in vigore della mediazione obbligatoria e in attesa che la normativa venga dichiarata incostituzionale, abbiamo proposto al Consiglio dell’Ordine di integrare il Regolamento del proprio Organismo di mediazione con le seguenti agevolazioni, da applicarsi solo quando la parte che avvia la mediazione sia assistita da un Avvocato:

1) Rilascio del verbale negativo di conciliazione con esclusione delle spese di procedimento in caso di mancata partecipazione dell’altra parte;

2) Immediato rilascio del verbale negativo di conciliazione, senza alcun costo, in caso di superamento del termine di quattro mesi dalla presentazione della domanda;

3) Immediato rilascio di verbale negativo, senza alcun costo, nell’ipotesi in cui la parte che avvia la procedura dichiari nell’istanza introduttiva di contestare la legittimità costituzionale della mediazione obbligatoria.

Continueremo le nostre battaglie per l'Avvocatura.

Mauro Vaglio, Pietro Di Tosto, Marcello Anastasio Pugliese, Fabrizio Bruni, Carlo Giacchetti, Mauro Monaco, Roberto Nicodemi, Matteo Santini


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 Anche la stampa capisce che la media-conciliazione obbligatoria produrrà solo danni per i cittadini (7/8/10.3.2011) Riduci

 Da Il Corriere della Sera del 10/3/2011


  
 Sondaggio sull'astensione dalle udienze (21.2.2011) Riduci
Sei favorevole ad utilizzare come forma di protesta contro la media-conciliazione obbligatoria e il cd. decreto rottama- processi, oltre ad altre iniziative, anche l'astensione dalle udienze dal 16 al 22 marzo 2011?



Vota sondaggio  Visualizza i risultati

  
 Iniziative di protesta contro l'entrata in vigore della media-conciliazione obbligatoria (22.2.2011) Riduci

Deliberate dall'Organismo Unitario dell'Avvocatura le prime iniziative di protesta a cui tutti dobbiamo aderire:
- mobilitazione e partecipazione innanzi al Tar il 9 marzo 2011, dove si terrà l'udienza di impugnazione del decreto attuativo della mediazione, in cui sono intervenute ad adiuvandum Agire e Informare e l'Associazione degli Avvocati Romani;
- astensione dalle udienze dal 16 al 22 marzo 2011;
- manifestazione di denuncia e protesta il 16 marzo alle ore 10,00 in luogo da comunicarsi;
- organizzazione di assemblee aperte ai cittadini e alla società civile presso i Consigli dell'Ordine e le Associazioni.

La protesta non si limita all'entrata in vigore della media-conciliazione, ma riguarda anche il disegno di legge governativo sulla cd. rottamazione dei processi con:
- nomina di 600 ausiliari dei giudici, scelti tra magistrati in pensione ed avvocati dello Stato;
- motivazione breve delle sentenze, con obbligo entro 15 giorni di chiedere la motivazione estesa pagando preventivamente il contributo unificato per il giudizio di appello;
- aumento della metà del contributo unificato per i giudizi di impugnazione;
- necessità di un'istanza di trattazione per le impugnazioni pendenti pena l'estinzione del giudizio.

E' ORA CHE TUTTI, AVVOCATI E CITTADINI, CONTRIBUISCANO A FARE PRESSIONE SULLE ISTITUZIONI PER DIVENTARE PROTAGONISTI DELLA PROTESTA.

PARTECIPA ANCHE TU AL SONDAGGIO SULL'ASTENSIONE DALLE UDIENZE, che trovi qui sopra.

COMUNICACI LA TUA PARTECIPAZIONE ALLA MANIFESTAZIONE DEL 16 MARZO 2011 ore 10,00 a Roma al Teatro Capranica (Piazza Capranica n. 101): basta un click e compilare il form.

VIENI A FIRMARE LA MOZIONE DI PROTESTA INDIRIZZATA AL PARLAMENTO CONTRO LA MEDIA-CONCILIAZIONE E IL DISEGNO DI LEGGE ROTTAMA-PROCESSI: ci troverai dal 1° al 15 marzo davanti al Tribunale Civile, al Tribunale Penale e al Giudice di Pace Civile. Portaci anche le firme dei tuoi Clienti e Colleghi, stampando, compilando e facendo sottoscrivere a tutti il seguente MODULO.

Vai  anche a leggere le interessanti e puntuali considerazioni del Collega Fabrizio Bruni, Presidente dell'Associazione degli Avvocati Romani (www.associazionedegliavvocatiromani).

Ti aspettiamo.

Mauro Vaglio, Pietro Di Tosto, Marcello Anastasio Pugliese, Fabrizio Bruni, Carlo Giacchetti, Roberto Nicodemi, Matteo Santini


  
 Comunicato di adesione all'astensione dell'Associazione dei Giuristi Democratici (2.3.2011) Riduci

Trasmetto il comunicato diramato dall'Associazione nazionale Giuristi Democratici, di adesione all'astensione dalle udienze proclamata dall'OUA per la settimana dal 16 al 22 pp.vv.

 

Avv. Cesare Antetomaso

Portavoce Ass. Giuristi Democratici di Roma

 

L'Associazione Nazionale Giuristi Democratici preso atto che in materia di media-conciliazione, il Governo, attraverso la presentazione di un maxiemendamento, ha sostanzialmente impedito al Parlamento di approvare, in sede di conversione in legge del decreto cd. milleproroghe un emendamento (già approvato all’unanimità dalle Commissioni Bilancio e Affari Costituzionali del Senato con il parere favorevole della Commissione Giustizia) che rinviava di un anno l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 28/2010 e del Regolamento attuativo D.M. n. 180/2010; rilevato che l'istituto della media-conciliazione, di per sé anche positivo se considerato aggiuntivo rispetto alle soluzioni giudiziarie delle vertenze, diviene pericoloso e di ulteriore intralcio alla soddisfazione dei diritti dei cittadini, se considerato obbligatorio; considerato che la non previsione della presenza necessaria del difensore, in sede di media conciliazione, in luogo di essere un beneficio per il cittadino, rischia di essere un grave impedimento per la tutela dei diritti dei cittadini meno abbienti e meno provveduti, che si troveranno, magari, a competere con una controparte assistita da un tecnico; rilevato come l'attuale maggioranza, in luogo di provvedere ad affrontare i reali problemi della giustizia, si occupi di risolvere i problemi personali del Presidente del Consiglio, in campo penale e di affrontare questioni marginali, non certo risolutive, in campo civile; considerato, dunque, che appare necessaria la mobilitazione degli avvocati a difesa del diritto alla difesa e del libero accesso alla giurisdizione dei cittadini, pur ritenendo che lo strumento dell'astensione dalle udienze, per le sue caratteristiche peculiari, sia uno strumento da usare con particolare attenzione; ritenuto, infine, che il pericolo per i diritti dei cittadini renda opportuna, se non necessaria l'adesione a forme di protesta incisive INVITA i propri associati ad aderire alla protesta indetta dall'Assemblea dell'OUA, con astensione dalle udienze per il periodo dal 16 al 22 marzo 2011.

 

Torino-Padova-Roma-Napoli-Palermo 2 marzo 2011 ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIURISTI DEMOCRATICI


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 Le ultime sulla media-conciliazione (18.2.2011) Riduci

Carissime Colleghe e Carissimi Colleghi,
ormai un ramo del Parlamento ha approvato il decreto Mille proroghe che, come tutti sapete, prevede la conferma dell’entrata in vigore della legge sulla cd. Mediazione obbligatoria, con il semplice rinvio di un anno per i sinistri stradali e le controversi in materia di condominio.

Si sono scatenati in questi giorni i più disparati commenti su questo argomento, specie da parte di coloro che erano rimasti in un colpevole  silenzio al Congresso Nazionale Forense.

Rammento che furono proprio i nostri Delegati ad aver simbolicamente "espulso", con il cartellino rosso, il Ministro Alfano dalla nave congressuale a Genova, dando voce all’indignazione di tutta  l'Avvocatura Italiana.

Avevamo proprio ragione, il Guardasigilli ha posto nel nulla l'emendamento al decreto  Milleproproghe che faticosamente era stato ottenuto nelle Commissioni parlamentari, le quali avevano valutato necessario un preliminare rinvio di un anno dell'entrata in vigore della mediazione per varie ragioni, tra cui le gravi violazioni costituzionali fatte valere avanti al Tar dall’OUA, da Agire e Informare e dall’Associazione degli Avvocati Romani. Nessuna altra associazione o ente di Roma è intervenuto ad adiuvandum.

Ecco la prova lampante che hanno vinto i cd. “poteri forti” e la lobby dei mediatori professionisti, cioè chi, pur privo del titolo di Avvocato o di Magistrato, ha trovato il modo di arricchirsi sulle spalle dei cittadini appropriandosi di quel sacro baluardo del diritto di difesa che è sempre stato di esclusiva attribuzione della nostra professione a tutela costituzionale dei diritti dei cittadini.

Altro che liberalizzazione delle professioni!  Qui siamo alla “svendita” della giustizia e, grazie all'introduzione della mediazione obbligatoria come condizione di procedibilità dell'azione giudiziaria, si impedisce al cittadino un libero accesso alla giustizia civile e si “licenziano” migliaia di Avvocati.

Ormai da mesi i media stanno condizionando la mente dei cittadini con spot pubblicitari mistificatori, ma soprattutto con interventi mediatici ed attacchi inimmaginabili contro la nostra categoria.

"La mediazione costa meno del processo", dicono tutti. E' totalmente falso!!!

Nessuno dice, ad esempio,  che per una controversia del valore di 500.000 euro (immaginate una causa di divisione ereditaria tra più fratelli per un appartamento a Roma), ciascuna parte dovrà pagare all'Organismo di mediazione migliaia di euro! In calce è riportata la tabella degli importi da versare agli organismi di mediazione.

E cosa accade se la mediazione non riesce? Chi rimborserà i costi sostenuti dalla parte vittoriosa?

Perché nessuno dice ai cittadini che in questo caso dovranno riaffrontare da capo la causa con tanto di Avvocato e che, se la domanda è stata presentata in modo sbagliato per mancanza di conoscenze tecniche, saranno vincolati ad essa ai fini della procedibilità e non potranno far valere integralmente le proprie ragioni nel successivo processo?

Anche se la mediazione fosse stata gratuita, la situazione non sarebbe cambiata di molto poiché si è già sperimentato il totale fallimento della obbligatorietà in materia lavoristica e di telecomunicazioni  (altro regalo fatto alle lobbies del potere).

Da parte nostra confidiamo ancora in una illuminata pronuncia da parte del Tar in risposta alle nostre (e solo nostre) istanze. Ma se così non fosse, siamo pronti ad utilizzare tutti gli strumenti che la legge e le capacità professionali della nostra categoria ci mettono a disposizione e a partecipare a qualsiasi forma di protesta che sarà indetta dall'OUA e dagli altri organismi rappresentativi, mentre ci dissociamo da iniziative individuali formulate a semplice scopo propagandistico da chi, pur presente al Congresso di Genova, salta fuori solo ora per sfruttare il momento particolarmente critico.

Continueremo a tenerVi informati e contiamo sul Vostro attivo sostegno.

Mauro Vaglio, Pietro Di Tosto, Marcello Anastasio Pugliese, Fabrizio Bruni, Carlo Giacchetti, Roberto Nicodemi, Matteo Santini
 

COSTI DELLA MEDIAZIONE (leggi il D.M. 180/10)

Valore della lite  -  Spesa (per ciascuna parte)
Fino a euro 1.000
65
da euro 1.001 a 5.000 =
130
da euro 5.001 a 10.000 =
240
da euro 10.001 a 25.000 =
360
da euro 25.001 a 50.000  =
600
da euro 50.001 a 250.000 =
1.000
da euro 250.001 a 500.000 =
2.000
da euro 500.001 a 2.500.000 =
3.800
da euro 2.500.001 a 5.000.000 =
5.200
oltre euro 5.000.000 =
9.200

Chi le rimborserà queste spese?
In giudizio chi perde paga! E qui?


  
 COSTI DELLA MEDIAZIONE: Tabelle a confronto (9.12.2010) - Risposta a Bruno Vespa (27.12.2010) Riduci

 

In base alla seguente tabella di confronto sui costi della mediazione sarà per tutti molto più semplice far capire ai propri clienti quanto costerà loro da marzo in poi cercare di ottenere un po' di giustizia ...

 

 

COSTI DI MEDIAZIONE (Tabella da stampare)

 

CONFRONTO TRA DECRETO MINISTERIALE E

ORGANISMO DI MEDIAZIONE DEL CONSIGLIO DELL'ORDINE DEGLI AVVOCATI DI ROMA

 

 

 

Valore della lite - Spesa (per ciascuna parte)                                               D.M. 180/10                   COA Roma

 

Fino a euro 1.000                                                                  euro                                 65,00                             40,00

 

da euro 1.001 a euro 5.000                                                euro                               130,00                           100,00

 

da euro 5.001 a euro 10.000                                              euro                               240,00                          2 00,00

 

da euro 10.001 a euro 25.000                                            euro                               360,00                           400,00

 

da euro 25.001 a euro 50.000                                            euro                               600,00                           600,00

 

da euro 50.001 a euro 250.000                                          euro                            1.000,00                        1.200,00

 

da euro 250.001 a euro 500.000                                        euro                            2.000,00                        2.500,00

 

da euro 500.001 a euro 2.500.000                                     euro                            3.800,00                        5.000,00

 

da euro 2.500.001 a euro 5.000.000                                 euro                            5.200,00                        8.000,00

 

oltre euro 5.000.000                                                              euro                            9.200,00                     10.000,00

 

 

Dichiarazioni di Bruno Vespa sulla media-conciliazione e sugli Avvocati

Su Rai Uno nel programma "Porta a porta" delle ore 23,08 di lunedì 20 dicembre 2010, senza alcun contraddittorio e trattando argomenti totalmente estranei all'Avvocatura ed alla mediazione, il conduttore Bruno Vespa ha attaccato tutta la categoria forense, additata come corporazione contraria alla media-conciliazione, istituto che invece  a lui personalmente avrebbe permesso all'indomani di risolvere in mezzora una vicenda giudiziaria di anni.
Si tratta evidentemente di un'informazione non completa e fuorviante perché non viene riferito che la contrarietà degli Avvocati dipende in particolar modo dai costi della mediazione, che andranno a gravare esclusivamente sui cittadini (vedi le tabelle comparate sopra trascritte). 
Questo però nessuno lo dice. Come mai? 
Il giornalista Bruno Vespa invece dovrebbe ben saperlo, in primo luogo perché la normativa sulla media-conciliazione è molto "caldeggiata" proprio dal Capo dell'Ufficio Legislativo del Ministero della Giustizia, Dott.ssa Iannini, e poi perché lui stesso, a suo dire, avrebbe adito l'organismo di mediazione.
E allora ce lo dica quanto denaro ha dovuto anticipare, o forse non è stato lui a pagare la prevista indennità per l'organismo di mediazione e, quindi, non lo sa nemmeno?
In ogni caso bisogna tenere nel dovuto conto che non tutti i cittadini italiani (per non parlare poi degli stranieri) sono nella condizione economica di sborsare centinaia o, anche, migliaia di euro per vedere riconosciuti i propri diritti: si pensi ad esempio ad un soggetto investito da un'autovettura che ha riportato ingenti danni fisici oppure a chi ha avuto problemi per la divisione di un appartamento caduto in successione.
Come faranno? Dovranno forse rinunciare a vedere tutelati i propri diritti per l’impossibilità di adire l’autorità giudiziaria?

Agire e Informare ha immediatamente inviato alla Rai una protesta formale (leggi la lettera inviata al Presidente della Rai).    


  
 Comunicazioni di servizio del 7.2.2011 Riduci

IMPORTANTI COMUNICAZIONI DI SERVIZIO

1) Richiesta copie sentenze via email Giudice di Pace e Tribunale

DA QUALCHE GIORNO IL SERVIZIO E' DI NUOVO PERFETTAMENTE FUNZIONANTE.

Ne consiglio l'utilizzo a tutti per evitare inutili file agli sportelli.

 

2) Precetti nei confronti di Equitalia Gerit S.p.A.

L'Equitalia Gerit s.p.A. ha comunicato al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma che proporrà esposti disciplinari nei confronti degli Avvocati che notificheranno direttamente alla società l'atto di precetto unitamente alla sentenza di condanna quando nel giudizio la stessa è costituita a mezzo difensore (Cass. S.U. 23.12.2009 n. 27214).

Le procedure corrette da seguire per evitare problemi disciplinari sono pertanto in via alternativa le seguenti:

a) inviare al difensore costituito dell'Equitalia Gerit S.p.A., a mezzo lettera raccomandata (senza avviso di ricevimento), fax o email, la richiesta di pagamento con la specifica delle spese successive all'emissione della sentenza, possibilmente allegandola in copia;

b) notificare la sentenza ed inserire la relativa nota spese nell'apposito contenitore dell'Equitalia Gerit situato presso il Consiglio dell'Ordine.

 

3) Estensione ai familiari della polizza "Grandi Interventi" della Cassa Forense.

In data 28 febbraio 2011 scade il termine per aderire all'estensione della polizza ai famliari. Per maggiori informazioni vai sul sito web della Cassa Forense.


  
 La mediazione: il punto di vista di un avvocato cittadino (a cura di Matteo Santini) Riduci
        La media conciliazione: il punto di vista di un cittadino avvocato
                         di Matteo Santini
 
Vista la mancata proroga relativa alla data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 28 del 2010, l'Organismo Unitario dell'Avvocatura, appoggiato da alcune tra le più rappresentative associazioni forensi, ha indetto una serie di iniziative di protesta tra cui  l’astensione dalle udienze dal 16 al 22 marzo 2011 ed una manifestazione di protesta fissata per il 16 marzo. La protesta è volta altresì alla modifica del disegno di legge, relativo alla cosiddetta rottamazione dei processi. 
Sorprendentemente, è stato completamente disatteso l’emendamento al decreto Milleproroghe, che prevedeva il rinvio di un anno dell’entrata di vigore della conciliazione obbligatoria.
Il rinvio è stato disposto unicamente per i sinistri stradali e per le controversie in materia condominiale. Chi esce vincitore da questa iniziale battaglia ? i mediatori professionisti ?
Questo a mio giudizio è l’aspetto meno rilevante. Ciò che mi preoccupa maggiormente è tutelare i diritti di chi ne esce sicuramente sconfitto ! Vale a dire “i cittadini” e la categoria degli avvocati.
Tralasciando in questa sede le critiche e le eccezioni, anche di incostituzionalità, sollevate in ordine all’introduzione della conciliazione obbligatoria (specie relativamente alle limitazioni al libero eccesso alla giustizia), mi preme sottolineare che la norma colpisce innanzitutto i cittadini, purtroppo ignari, a causa di una campagna mediatica decisamente “pro – mediazione”, delle drammatiche conseguenze economiche e dei maggiori oneri a cui dovranno andare incontro in caso di contenzioso.
Lo slogan è sempre lo stesso: “i processi costano di più della mediazione!”. Slogan smentito inequivocabilmente dalla stessa lettera della norma. 
Vale la pena sottolineare che ciascuna parte dovrà innanzitutto corrispondere all’Organismo di mediazione un corrispettivo (indicato in apposite tabelle) proporzionato al valore della controversia. E’ sufficiente leggere gli importi indicati nelle tabelle per rendersi conto di quanto sia oneroso il ricorso alla mediazione (ad esempio per una controversia dal valore di euro 600.000 il costo della mediazione, per ciascuna parte, è di quasi 4000 euro !).
In un Paese dove la cultura della mediazione, della conciliazione e dell’ADR è ancora scarsamente radicata (a differenza di ciò che avviene nei paesi Anglosassoni), è facile intuire che la non riuscita della mediazione sarà un evento tutt’altro che raro. In tal caso, le parti dovranno affrontare il processo dall’inizio, avvalendosi ovviamente di un avvocato, con evidente duplicazione dei costi. 
E per comprendere l’altra probabilità di insuccesso della singola mediazione e dell’istituto in genere, è sufficiente fare riferimento all’esperienza fallimentare, maturata negli anni, in riferimento all’obbligatorietà del tentativo di conciliazione nel rito del lavoro.  Mutuare istituti giuridici da esperienze fallimentari già applicate ad altri rami del diritto significa voler imporre senza criterio, un metodo perdente.
Che bisogno c’è di introdurre un sistema, oltretutto obbligatorio, che si è già rivelato essere fallimentare?  La conciliazione è un modello culturale e non un istituto giuridico ed il modo di pensare della gente (avvocati compresi) può cambiare solo attraverso un processo di convincimento consapevole e maturo nel corso del tempo e non mediante odiose imposizioni. 
Parafrasando Tommaso Moro, concludo: “Signore dammi la forza di cambiare le cose che posso modificare e la pazienza di accettare quelle che non posso cambiare e la saggezza per distinguere la differenza tra le une e le altre”.
Ebbene non mi ritengo un grande “saggio” ma lo sono abbastanza da comprendere che è necessario unire le forze di tutti noi avvocati (e non solo) per modificare una legge che non esito a definire la “tomba dell’avvocatura”.
 
Data: Mercoledi 23 Febbraio 2011

  
 PUBBLICO E PRIVATO (25.1.2011) Riduci

PUBBLICO E PRIVATO

 

Continua, purtroppo, da parte dei soliti noti, l’utilizzo delle istituzioni per fini del tutto estranei ai compiti del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma.

 

A questa disdicevole pratica ha fatto ricorso, di recente, anche il Segretario Rodolfo Murra il quale, in modo davvero gratuito ed immotivato, ha pensato bene di offendere, oltre al sottoscritto, anche quei Delegati Romani che tanto si sono battuti, durante il Congresso Nazionale Forense, per dare voce all’Avvocatura italiana (leggi l'email di Murra)

 

Del resto, sempre nello stesso “solco”, nel mese di Settembre 2010, la lista del Presidente aveva tenuto analogo comportamento per scopi puramente elettorali (leggi l'email della Lista Insieme proveniente dalla Commissione Giovani del Consiglio dell'Ordine).

 

L’ultima iniziativa, in ordine di tempo, è stata la sterile quanto inutile polemica personale, nei miei confronti, lanciata dal Presidente Antonio Conte (leggi la comunicazione del 19 gennaio 2011).

 

Oltretutto, ciò che emerge chiaramente tra le righe della suddetta missiva è come la principale intenzione del Presidente Conte sia quella di coltivare l'alleanza con il C.N.F. e con il Presidente Alpa in particolare, escludendo dagli incontri l'Avvocatura vera. Infatti, senza l’O.U.A. e le Associazioni forensi, viene meno la partecipazione proprio di coloro che hanno originato quelle stesse istanze citate nella comunicazione (leggi la mozione congressuale).

 

Del resto, durante il Congresso, l'O.U.A. ed il suo Presidente De Tilla hanno abbracciato le mozioni dei nostri delegati (ovvero di riferimento dei Consiglieri Vaglio, Di Tosto, Cerè e Cassiani) ed il Congresso si è espresso democraticamente sulle dette mozioni, approvando per acclamazione quella sulla media-conciliazione.

Come tutti hanno potuto vedere con i loro occhi, sono stati proprio i NOSTRI delegati  ad avere protestato e contestato in modo molto efficace la media-conciliazione, come dimostrano le cronache e le immagini di stampa che ritraggono la scelta mediatica del "cartellino rosso", mostrato tra l'altro al Ministro Alfano e soprattutto al Presidente Alpa (vai sul sito www.agireinformare.org).

 

Perché il Presidente Conte ed i suoi delegati a Genova non l'hanno sottoscritta? (leggi la NOSTRA mozione con tutte le firme).

 

L'altro elemento, molto preoccupante, che emerge chiaramente dalla lettera del Presidente Conte (basti leggere il punto in cui questi afferma: “Il Ministro Alfano ha subito precisato che la convocazione aveva carattere rigorosamente istituzionale e, per questo, erano presenti solo gli Ordini e le Unioni Distrettuali - oltre al CNF - e non quelle componenti dell’Avvocatura che non hanno una funzione “ordinistica”), è che questa "elite" dell'Avvocatura, che tratta col Ministro Alfano rappresentando soprattutto se stessa, intenderebbe barattare l'approvazione della legge professionale (tra l’altro in molti punti anch’essa assolutamente deleteria per tutti noi) con l'accettazione dell'obbligatorietà della mediazione, senza curarsi del fatto che si tratterà di una catastrofe, oltre che per noi, anche per i cittadini che verranno colpiti dagli enormi costi a loro carico per accedere alla mediazione (vedi tabella di raffronto tra le tariffe degli organismi di mediazione).

 

A poco servirà, infine, il "contentino" dell'assistenza legale obbligatoria (semmai arriverà), che costringerà in particolare noi Avvocati Romani ad assistere i nostri clienti correndo da Centocelle a Boccea, per poi trovarci a Via Cassia e ritornare al Tiburtino, e così via per tutto il giorno!...Quanto costerà tutto questo?

 

Di fronte a tali reali ed imprescindibili problematiche, è ora che l'Avvocatura vera, prendendo ad esempio quanto avvenuto al Congresso, voglia esprimersi a favore di chi dimostra tutti i giorni di lottare per gli interessi dei Colleghi e della categoria.

 

Bisogna abbandonare coloro che si fanno belli con le idee altrui dopo averle contrastate con i fatti e, in realtà, si allineano con i poteri non rappresentativi come il C.N.F. a discapito delle rappresentanze democratiche dell'Avvocatura come l'O.U.A. e le Associazioni forensi. Si tratta di una strategia di comunicazione già attuata in passato, ma che non può più ingannare i Colleghi per quanto è trasparente l’intento che persegue. Sarà mia cura evidenziarla ogni qual volta dovesse essere attuata in futuro.

 

Manteniamo il controllo su tutto ciò che riguarda il nostro avvenire, dando modo agli Avvocati di intervenire direttamente nella difesa dei propri interessi.

 

Per questo motivo Ti chiedo di iscriverti all’Associazione Agire e Informare (www.agireinformare.org), per dare più forza a chi ha dimostrato sul campo di battersi nell’esclusivo interesse degli Avvocati.

 

Un caro saluto.

 

Mauro Vaglio


  
 Media-conciliazione: auspicable un rinvio dell'entrata in vigore della normativa (13.1.2011) Riduci

Il giorno 12 gennaio 2011 si è tenuta innanzi al Tar di Roma l'udienza per la sospensiva del decreto ministeriale attuativo della mediazione, nel giudizio proposto dall'Organismo Unitario dell'Avvocatura e nel quale siamo inteventuti con Agire e Informare e con l'Associazione degli Avvocati Romani. In tale sede, vista la disponbilità del Collegio, è stata direttamente fissata a brevissimo l'udienza per il merito (9 marzo 2011), prima quindi dell'entrata in vigore della normativa.

Grazie a questa iniziativa e, soprattutto, agli importantissimi risultati ottenuti al Congresso Nazionale Forense dai nostri Delegati, dalle Associazioni Agire e Informare, A.N.F., Azione Legale, Accademia Forense, e dai Consiglieri Vaglio, Di Tosto, Cerè e Cassiani, oggi 13 gennaio si è svolto un incontro dal Ministro Alfano, dopo il quale è prevedibile che venga disposto un rinvio dell'entrata in vigore dell'istituto.

Auspichiamo che il tempo a disposizione permetta di rivedere la normativa sulla medaconciliazione nel senso da noi più volte suggerito e recepito in pieno nella mozione congressuale:
- facoltatività del procedimento di mediazione;
- obbligo della difesa tecnica;
- elementari e ragionevoli criteri di determinazione della competenza territoriale;
- eliminazione della possibilità per il mediatore di formulare comunque una proposta anche laddove le parti non ne abbiano fatto concorde richiesta;
- abolizione del sistema sanzionatorio di cui all’art. 13.

Ad maiora.

Mauro Vaglio


  
 UFFICIO NOTIFICHE: Possibilità di controllare via web lo stato dei propri atti (18.12.2010) Riduci


E' ora possibile verificare, tramite il sito web dell'U.N.E.P. di Roma, lo stato delle notifiche e, più in particolare, le informazioni relative alla presenza dell'atto allo sportello per la restituzione, in modo da evitari inutili file.

L'indirizzo internet da utilizzare è il seguente: http://www.giustizia.lazio.it/appello.it/unep/Default.aspx

Ottimo passo in avanti, sosterremo tutte le future iniziative dell'Ufficio in questa direzione.

Mauro Vaglio


  
 Report di un Congresso vero (2.12.2010) Riduci

 

XXX CONGRESSO NAZIONALE FORENSE: UN CONGRESSO VERO !

Cosa sarebbe stato il XXX Congresso Nazionale Forense senza l’attivissima presenza dei Delegati di Agire e Informare, A.N.F., Azione Legale e Agifor e senza l’appassionato impegno dei Consiglieri dell’Ordine Vaglio, Di Tosto, Cerè e Cassiani ? La risposta è semplice: Un  congresso meno incisivo, con meno risultati.

Meno incisivo perché:

·        Il Consiglio dell’Ordine di Roma (il più rappresentativo e rappresentato) ed i delegati riferibili alla maggioranza non avevano neanche proposto la benché minima mozione su un problema così vitale come la Media Conciliazione né avevano sottoscritto la nostra, nonostante oggi attraverso le più varie forme di comunicazione si arroghino il merito dei risultati altrui. 

·       L’unica preoccupazione che l’attuale Consiglio dell'Ordine di Roma sembra avere è quella di dividere l’avvocatura, anziché unirla, e in tale quadro vengono diffuse (da chi, candidato nella nostra lista, il giorno dopo è passato dall'altra parte) ingiuriose accuse nei confronti di Colleghi che si impegnano da sempre in favore dell’Avvocatura e soprattutto dei delegati di Agire e Informare, paragonandoli a soldatini muti e giuristuristi.

·        Senza l’apporto dei delegati di Agire e Informare e dei su citati Consiglieri, al contrario, non si sarebbe aperto quel confronto franco, ricco di discussioni, idee, proposte che tanta attenzione ha destato (e meno male) negli organi di stampa e nel Ministro stesso.

E invece è stato un Successo perché:

·        Il gruppo dei