Il portale degli Avvocati Romani
Data di creazione: 8-1-2006
Ultimo aggiornamento degli accessi: 17-2-2012
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Grazie di cuore all'Avvocatura romana.
13 candidati della Lista Mauro Vaglio sono stati eletti Consiglieri dell'Ordine.
Il voto del ballottaggio ha confermato l'esito del primo turno con 13 Consiglieri per la Lista Mauro Vaglio.
www.lalistamaurovaglio.it
Questi sono i 15 candidati della Lista Mauro Vaglio, a cui vanno i miei personali ringraziamenti per la grande impresa conseguita con impegno e dedizione, senza dimenticare tutti i grandi Amici che hannno reso possibile questo evento storico
(puoi vedere il profilo di ciascuno semplicemente cliccando sul nome)

Riccardo Bolognesi, Fabrizio Bruni, Antonio Caiafa, Alessandro Cassiani, Donatella Cerè,

Pietro Di Tosto, Antonino Galletti, Carlo Giacchetti, Mauro Mazzoni, Aldo Minghelli,

Roberto Nicodemi, Matteo Santini, Mario Scialla,Isabella Maria Stoppani, Mauro Vaglio
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I sacrifici dei professionisti e dei lavoratori e lo spreco autorizzato dal Governo Monti. Lo scandalo delle “auto blu” (13.2.2012)
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I sacrifici dei professionisti e dei lavoratori e lo spreco autorizzato dal Governo Monti. Lo scandalo delle "auto blu" di Fabrizio Bruni (avvocato in Roma e Presidente dell'associazione degli Avvocati Romani)
Il mio precedente articolo: "La pistola fumante della Confindustria" terminava con queste parole: "ora tocca a noi: chi sarà il prossimo?"
Le recenti notizie che parlano dell’abrogazione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori e le recentissime indiscrezioni apparse oggi su La Repubblica secondo cui sarebbe avvenuto un colloquio riservato ed ultra segreto tra il premier Monti e Susanna Camusso, leader della CGIL, fanno comprendere come la morsa si stia stringendo anche sui lavoratori dipendenti, che probabilmente dovranno rinunciare a questa forma di tutela.
Sarebbe interessante aprire un dibattito sulla globalizzazione ed in particolare sul dilemma che si è aperto nel mondo occidentale circa l’abbattimento dei propri sistemi di tutele per i lavoratori al fine di restare competitivi a livello globale.
In maniera più concreta, quello che invece vorrei evidenziare è che il Governo "tecnico" sembra voler procedere ad alcune riforme sostanzialmente inutili ai fini della competitività e della concorrenza interna (per non parlare dell’incidenza sul PIL o sui risparmi dei consumatori), come ad esempio l’abrogazione delle tariffe forensi e l’obbligo della redazione dei preventivi, mentre non interviene sui costi della politica che sarebbero più facilmente aggredibili e che comporterebbero un enorme risparmio di costi.
In particolare, oggi mi vorrei occupare dei costi delle cd. "auto blu".
Il Formez (Centro servizi, assistenza, studi e formazione per l'ammodernamento delle P.A), su incarico dell’ex ministro Brunetta nel 2010 stimava (dati riferiti al 2009) circa 4 miliardi di euro annui di spesa per auto Blu, distinte in Blu, Blu-Blu e Grigie, dato reperibile alla pagina web relativa al "Monitoraggio Formez auto blu nella P.A.": http://www.formez.it/notizie/monitoraggio-auto-blu-nella-pa.html-2, oltre ad essere riscontrabile nella notizia ADN Kronos del 14 luglio 2010, e negli articoli del Corriere della sera del 26 giugno 2010, Ilsole24ore del 14 luglio 2010, Il Giornale del 15 luglio 2010, Libero del 14 luglio 2010). Circa metà delle amministrazioni pubbliche non aveva fornito risposta al questionario alla data del 7 luglio 2010. Nessuna fu sanzionata.
L’ex ministro Brunetta, il 28 marzo 2011, emanò una seconda direttiva in materia di contenimento e razionalizzazione della spesa per le autovetture della PA, promuovendo l'avvio di una nuova rilevazione nazionale aggiornata al 31/12/2010.
All'indagine, realizzata da Formez PA nel periodo 29 marzo-6 giugno 2011, hanno risposto 5.095 enti, pari al 61,6% delle amministrazioni (8.277), fonte webpage FORMEZ http://costopa.formez.it/node/229 . Si noti che secondo la stessa fonte, le pagine web del Formez, le amministrazioni "tenute a rispondere" erano 10354 (e non 8277!!), vedi webpage: http://www.formez.it/notizie/censimento-permanente-auto-blu-possibile-fornire-i-dati-fino-al-31-dicembre-2011.html . E’ significativo rilevare che, secondo il Formez, fra gli enti della PA centrale, in 68 giorni solo il 65% ha fornito una risposta! Anche gli enti della PA centrale sembrano ignorare le direttive di un ministro.
Esclusi i mezzi con targhe speciali e/o dedicati a finalità di sicurezza e controllo del territorio (esercito, carabinieri, polizia, guardia di finanza, forestale, vigili del fuoco, nas) il FORMEZ ha stimato un parco auto pubbliche composto di 72.000 autoveicoli, dei quali: - 2.000 sono auto "blu blu" (di rappresentanza politico-istituzionale a disposizione di autorità e alte cariche dello Stato e delle amministrazioni locali); - circa 10.000 sono auto "blu", di servizio a disposizione di dirigenti apicali); - le auto dichiarate come "grigie", adibite esclusivamente a servizi operativi, sono 59.700.
Il parco macchine della PA è composto per il 77,6% di auto in proprietà e dal rimanente 22,4% di auto detenute ad altro titolo (noleggio o leasing, noleggio, affitto, comodato).
La spesa stimata per il personale nel 2010 è di oltre 1,2 miliardi di euro, di cui quasi 600 milioni di euro per gli autisti. 72000 auto (escluse le 16000 per servizi di polizia, pompieri, polizia locale, carabinieri); 800 milioni di km annui; 11000 km/anno per auto
Sono 1,8 miliardi di euro circa di costi annui per auto blu stimati da FORMEZ (inclusi 14000 autisti ed altri 21000 addetti al parco auto dichiarati dalle amministrazioni rispondenti). Già FORMEZ, implicitamente, lascia intendere che tale costo sia più realisticamente di 2,3 miliardi di euro.
Considerando le amministrazioni che non hanno risposto, la discrasia riscontrata dal FORMEZ fra i dati PRA e dati della rilevazione, una stima più probabile attesta i costi delle auto blu intorno ai 3 miliardi di euro.
E’ interessante la lettura comparata delle due indagini in materia realizzate dallo stesso ente, il FORMEZ, a distanza di un solo anno; nel 2010 stimano 90.000 auto blu e 4 miliardi di costi complessivi, nel 2011 non indicano un costo complessivo ma lo suddividono in voci, pervenendo ad una stima di 72000 auto blu (oltre a circa 16000 autoveicoli in uso alla polizia locale) e ad un irrealistico costo inferiore a 2 miliari di euro. Le due stime, a distanza di soli 12 mesi sono in stridente contrasto, evidenziato palesemente nella seconda stima letta congiuntamente alla webpage http://autoblu.formez.it/datisintesiindagine.htm.
Non è possibile che i costi si siano dimezzati in 12 mesi, stante la sostanziale pari consistenza del parco auto.
Quanto ora riepilogato fa comprendere che ogni anno il costo delle auto blu per il comparto statale supera i 2,3 miliardi di euro (stima minima in un rapporto che giunge ad una stima massima di 4 miliardi).
Appare quantomeno singolare l’atteggiamento di questo e del precedente governo che, a fronte di dati preoccupanti da esso stesso forniti, pare del tutto inerme non solo sul fronte della riduzione dei costi della PA ma finanche dell’imposizione forzosa a ciascuna PA dell’obbligo di comunicazione dei dati relativi ai veicoli in uso ed alla esatta ricognizione dei relativi costi, unita all’indulgenza nei confronti degli amministratori inadempienti.
E che dire poi delle scorte che nella sola Roma (fonte Presa Diretta –RaiTRE- di domenica 5.2.2012) vedono impiegate autovetture e personale delle forze dell’ordine in numero superiore a quello utilizzato per la protezione dei cittadini ed per il contrasto alla criminalità (il programma è impietoso nel descrivere la penetrazione della criminalità organizzata nella Capitale).
E’ ora di dire basta. E’ ora che i nostri rappresentanti in Parlamento chiedano al Governo Monti che siano ripensate tasse odiose come l’IMU sugli immobili e siano eliminate dalla manovra misure dannose per intere categorie di lavoratori come quelle adottate nei confronti delle libere professioni, misure quest’ultime, peraltro, assolutamente inutili, mentre devono essere eliminate le spese per servizi inutili e per mantenere assurdi priviliegi, come quelli descritti in questo articolo.
Siano eliminate e vendute tutte le auto blu, escluse quelle per le più alte cariche e siano eliminate le scorte (escluse quelle per i soggetti minacciati dalla criminalità e per ragioni di terrorismo).
Tutti a piedi e che lor signori utilizzino, a proprie spese, le proprie autovetture regolarmente acquistate, consentendo un risparmio di spesa pubblica annuale che da solo vale quanto una piccola manovra.
Fabrizio Bruni
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Le novità nella liquidazione dei danni materiali nella r.c.a. (di Roberto Nicodemi - 12.2.2012)
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Le novità nella liquidazione dei danni materiali nella r.c.a. (a cura dell’ Avv. Roberto Nicodemi)
“ LE ULTIME NOVITA’ NELLA R.C.A. ”
Le ultime novità legislative hanno interessato anche il settore assicurativo, intervenendo sia sul funzionamento della procedura della liquidazione dei danni materiali che nella prevenzione e contrasto dei fenomeni fraudolenti nel settore r.c.a. Nei tanti convegni organizzati con Mauro Vaglio e Pietro Di Tosto, l’aggiornamento legislativo e giurisprudenziale è sempre stato al primo posto; ed è per questo che, confrontandomi anche con i colleghi Bolognesi, Bruni, Caiafa, Cerè, Galletti, Mazzoni, Santini e Stoppani, ho cercato di indicare le future novità ed i possibili cambiamenti nell’ambito professionale. Ho anche approfondito gli aspetti penalistici con i colleghi Cassiani, Giacchetti, Minghelli e Scialla, che, però, saranno oggetto di altre future pubblicazioni. Gli articoli di riferimento sono quelli che vanno dal 29 al 33 del D.L. 01 del 24/01/2012 (pubblicato sulla G.U. del 24/01/12 ed ai sensi dell’art. 98, è entrato in vigore lo stesso giorno) e potrebbero comunque essere oggetto di variazione, per i numerosi emendamenti proposti nella fase di conversione del provvedimento.
1. MESSA A DISPOSIZIONE DEL VEICOLO PER 5 GIORNI. Nella procedura di liquidazione dei danni materiali, l’articolo 32, 3° comma, ha introdotto l’obbligo, per il danneggiato, di mettere a disposizione della compagnia di assicurazione, per almeno 5 giorni non festivi, dalla ricezione della richiesta danni, il veicolo incidentato. Solo successivamente a tale termine sarà possibile far eseguire le riparazioni del mezzo. Nel caso in cui la riparazione dovesse avvenire prima del termine di perizia suindicato, dovrà essere prodotta fattura, che sarà poi valutata dalla compagnia di assicurazione in sede di liquidazione. Le compagnie di assicurazione, inoltre, dovranno procedere al risarcimento del danno anche in mancanza di riparazione del veicolo.
2. RISARCIMENTO IN FORMA SPECIFICA: Il 2° comma dell’art. 29, introduce inoltre la possibilità per le compagnie assicurative di offrire il risarcimento in forma specifica (compiuto dalla carrozzeria indicata dalla compagnia di assicurazioni) in luogo del risarcimento pecuniario. In tal caso, se il risarcimento è accompagnato da idonea garanzia sulle riparazioni, di validità non inferiore ai due anni, il risarcimento pecuniario è ridotto del 30%. Sebbene la finalità di ottenere una riduzione dei premi assicurativi, con il controllo dei costi di riparazione possa essere condivisa, non ci si deve dimenticare della normativa del codice civile.
Pertanto, tale meccanismo potrà operare solo se previsto da un vincolo contrattuale, nel quale il consumatore, a fronte della rinuncia al risarcimento pecuniario, a favore di un risarcimento in forma specifica, abbia ottenuto uno sconto sul premio assicurativo pagato. Questo provvedimento normativo ripropone, come contenuto, l’art. 14 del D.P.R. 254 del 2006.
3. NUOVI CRITERI PER COSTI E FRANCHIGIE: L’art. 29, al 1° comma, al fine di incentivare l’efficienza produttiva delle imprese, che permetta il controllo dei costi dei risarcimenti e l’attività di individuazione delle frodi, introduce nuovi criteri per il funzionamento del sistema del risarcimento diretto. Viene, pertanto, previsto che si riunisca al più presto il Comitato tecnico, istituito ai sensi dell’art. 13 del D.P.R. 18 LUGLIO 2006, N. 254, con D.M. 19 DICEMBRE 2006, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, per modificare in tal senso i criteri che hanno sino ad ora regolamentato la “stanza di compensazione”. Questo provvedimento mira ad una riduzione del costo medio del sinistro, con conseguente riduzione dei premi assicurativi a favore dei consumatori.
4.ISPEZIONE DEL VEICOLO E SCATOLA NERA: L’articolo 32, al primo comma, prevede la possibilità per gli assicurati di ottenere uno sconto sulla tariffa della polizza assicurativa nel caso in cui accettino l’ispezione del veicolo, prima della stipula del contratto, ovvero acconsentano all’installazione di meccanismi elettronici che registrino l’attività del veicolo.
5. ATTESTAZIONE SULLO “STATO DEL RISCHIO”: Il 2° comma dell’art.32 prevede che l’attestazione dello “stato di rischio” dovrà essere trasmessa anche in via telematica e dovrà contenere, in caso di sinistro, le indicazioni sul tipo di danno liquidato.
6.CONTRASSEGNI CONTRAFFATTI E MANCATA COPERTURA:L’articolo 31, prevede la progressiva “de materializzazione” dei contrassegni e la sostituzione od integrazione degli stessi con sistemi elettronici o telematici, anche in collegamento con banche dati e si prevede l’utilizzo, ai fini dei relativi controlli, dei dispositivi o mezzi tecnici di controllo e rilevamento a distanza delle violazioni delle norme del codice della strada. Il nuovo sistema sarà attuato con regolamento, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto legge, del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentiti l’ISVAP e, per i profili di tutela della riservatezza, il Garante per la protezione dei dati personali. E’ inoltre previsto il censimento dei veicoli non coperti da assicurazione r.c. auto, al fine di intervenire nei confronti dei relativi proprietari.
7.REPRESSIONE DELLE FRODI: L’articolo 30, introduce per le imprese di assicurazione l’obbligo di trasmettere annualmente all’ISVAP una relazione contenente dettagliate informazioni connesse alle frodi nel settore dei sinistri. Tale relazione dovrà contenere informazioni sul numero dei sinistri per i quali la compagnia ha ritenuto di svolgere approfondimenti in relazione al rischio di frodi, il numero delle querele o denunce presentate all'autorità giudiziaria, l'esito dei conseguenti procedimenti penali, nonché sulle misure organizzative interne adottate per contrastare i fenomeni fraudolenti. Inoltre, le imprese assicurative, dovranno pubblicare sui propri siti internet una stima circa la riduzione degli oneri per i sinistri conseguente alla attività di controllo e repressione delle frodi autonomamente svolta. Sarà necessario, da parte dell’Isvap la redazione di un regolamento attuativo che faciliti l’applicazione di tale novità legislativa.
8. FALSE PERIZIE AUTO: L’art.33 prevedeche ai periti assicurativi che accertano e stimano falsamente danni a cose conseguenti a sinistri stradali da cui derivi il risarcimento a carico della società assicuratrice, si applichino le disposizioni di cui al comma 1, dell'articolo 55-quinquies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
9. RIFIUTO OFFERTA PER EVITARE FENOMENI FRAUDOLENTI: E’ consentito, infine, all’impresa assicuratrice di non procedere all’offerta di risarcimento qualora emergano dalla “banca dati sinistri” almeno due parametri di significatività, individuati dall’ISVAP, con riferimento ai soggetti od ai veicoli, indicativi di possibili fenomeni fraudolenti. E’ previsto che l’impresa motivi tale decisione con la necessità di condurre ulteriori approfondimenti in relazione al sinistro. La relativa comunicazione è trasmessa dall’impresa al danneggiato e all’ISVAP, al quale è anche trasmessa la documentazione relativa alle analisi condotte sul sinistro. Entro trenta giorni dalla comunicazione della predetta decisione, l’impresa dovrà comunicare al danneggiato le sue determinazioni conclusive in merito alla richiesta di risarcimento. Restano salvi i diritti del danneggiato ad effettuare l’accesso agli atti relativi al procedimento.
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TARIFFE FORENSI E LIBERO MERCATO - di Matteo Santini (7.2.2012)
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TARIFFE FORENSI E LIBERO MERCATO - di Matteo Santini
Parere contrario della commissione Giustizia del Senato su gran parte del decreto liberalizzazioni. E’ stato osservato, giustamente, che la materia delle liberalizzazioni non richiedeva l’urgenza ma un confronto ed un dibattito in sede parlamentare.
Lo strumento da utilizzare pertanto non deve essere il decreto legge e ciò per la mancanza del requisiti dell’urgenza e della necessità.
Il famigerato articolo 9 sulle professioni regolamentate ha provocato la paralisi delle liquidazioni in sede giudiziaria a causa del fatto che, da un lato il ricorso al decreto legge comporta la vigenza immediata della disposizione e dall’altro l’assenza del decreto ministeriale che stabilisce i parametri di riferimento degli onorari, rende inesistenti i criteri di riferimento.
Anche l’obbligo di redazione di un preventivo sugli degli oneri ipotizzabili delle prestazioni professionali appare assolutamente un incongruenza, posto che, nella maggior parte dei casi è impossibile per un avvocato stabilire ex ante quelli che saranno gli sviluppi di una causa (per sua natura incerta sia nella durata che nel risultato che nella strategia processuale della controparte).
Che qualcuno si sia accorto che per scrivere una norma si deve fare i conti con la logica non può che fare piacere ed essere di buon auspicio.
Nel frattempo il CNF ha fornito alcune indicazioni sul tema dell’abrogazione delle Tariffe Forensi.
In particolare in CNF ha stabilito che, in attesa che il Ministero della giustizia elabori i parametri necessari alla liquidazione giudiziale del compenso dell’avvocato, per evitare una non altrimenti colmabile lacuna del sistema, appare opportuno il riferimento alla previgente disciplina tariffaria.
Tale soluzione per il CNF sarebbe confortata dal fatto che, restando in vigore l’art. 2233 cod. civ. che, oltre alle tariffe fa riferimento agli usi, nel concordare il compenso le parti possono fare riferimento a quanto normalmente praticato fino ad oggi.
Il giudice, sia in sede di regolamento delle spese ex art. 91 c.p.c., sia in sede di contrasto tra le parti in relazione alla determinazione del corrispettivo dovuto al professionista per l’attività svolta, potrà dunque liquidare il compenso utilizzando le tariffe, giacché allo stato non sono stati pubblicati i parametri e il giudice non può astenersi dal giudicare.
Anche le parti potranno fare riferimento ai parametri giudiziali per determinare il compenso – una volta che saranno approvati e pubblicati dal ministero vigilante – a meno che il cliente non sia un consumatore o una microimpresa.
Nel caso in cui il cliente sia un consumatore o una microimpresa è fatto divieto, pena la nullità, di fare impiego dei parametri. La nullità riguarda solo la clausola riguardante la determinazione del compenso, è “di protezione”, invocabile solo dal cliente, e produce gli effetti di cui all’art. 36 del codice del consumo (d.lgs. 6.9.2005, n. 206). In tutti i casi, la misura del compenso deve essere adeguata all’importanza dell’opera e contenere le voci di costo (che potranno essere anche diverse da quelle già previste nelle tariffe) comprensive di spese, oneri e contributi.
L’avvocato è tenuto a rendere noto al cliente la complessità dell’incarico, a comunicare i dati della polizza assicurativa per i danni provocati nell’ esercizio dell’attività professionale, ove stipulata, ed a fornire le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento dell’incarico al suo compimento. Poiché per l’attività giudiziale appare impossibile ipotizzare tutte le vicende processuali che si possono verificare, appare utile inserire nel contratto una clausola di salvaguardia che faccia salve circostanze non previste o non prevedibili dalle parti, che implicano una integrazione del compenso sulla base di una nuova negoziazione.
Ove il cliente ne faccia richiesta, la misura del compenso deve essere fornita in forma scritta. Il preventivo, qualora reso in forma scritta e sottoscritto dal cliente per accettazione, può costituire la base del contratto di prestazione d’opera professionale (a differenza del preventivo, il contratto deve comunque rivestire necessariamente la forma scritta). Sia il contratto sia il preventivo possono contenere, in specie per le prestazioni giudiziali, solo valori di massima, cioè prevedibili secondo la diligenza professionale, al momento dell’affidamento dell’incarico. Non appare dunque esigibile lo stesso grado di analiticità del preventivo (e del contratto) in tutti i casi. Si potrà anche fare ricorso a previsioni alternative secondo l’evoluzione dell’incarico e a clausole di rinegoziazione. L’inosservanza delle prescrizioni del terzo comma dell’art. 9 costituisce illecito disciplinare. Si può prevedere il il patto di quota lite , una somma à forfait oppure una quantificazione oraria. E’ da ritenere che permanga in capo ai COA il potere di rendere i pareri circa la congruità dei compensi, risultando tuttora vigente la previsione dell’art. 14 del r.d.l. n. 1578/1933 e comunque in considerazione di quanto dispongono gli artt. 2233 cod. civ. e 636 cod. proc. civ.
La richiesta di decreti ingiuntivi e l’assegnazione delle cause in decisione potrà essere accompagnata dall’allegazione di note di proposta del compenso da liquidarsi ad opera del giudice, redatte sulla base delle tariffe quanto all’attività precedente il 24 gennaio 2012 e con indicativo riferimento alle stesse (quanto meno fino all’adozione dei parametri di cui sopra) per il periodo successivo.
Matteo Santini
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Non accadeva da sessant'anni ! - di Alessandro Cassiani (3.2.2012)
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NON ACCADEVA DA SESSANT'ANNI !
Cari Colleghi, sulla maggioranza consiliare si è abbattuto un vero e proprio tsunami.
Una valanga di schede ha sepolto un sistema di potere caratterizzato da arroganza e insensibilità. Alla fine dello scrutinio il panorama è apparso completamente cambiato.
Mauro Vaglio è stato eletto al primo turno, dodici componenti della nostra lista sono entrati tra i primi quindici, altri due seguono e sono distanziati di pochi voti.
Non accadeva da sessant'anni! Tutto ciò dimostra la maturità degli elettori, la loro capacità di giudicare e di imporre un cambiamento.
Chi riteneva di poterla fare franca aveva evidentemente sottovalutato queste qualità e pensato che gli iscritti potessero: - digerire la presenza di un Consigliere abusivo; - accettare il sopruso operato all'inizio del biennio durante la degenza del sottoscritto; - non condannare la colpevole inerzia di fronte ai sistematici attacchi sferrati all'Avvocatura ed il tardivo risveglio a due giorni dalle nostre elezioni; - non giudicare i costosi festeggiamenti decisi e attuati nel più assoluto disprezzo per la drammatica condizione nella quale versa la nostra Categoria; - accettare che il glorioso Foro Romano venisse trasformato in un depliant pubblicitario ad uso e consumo dei Consiglieri di maggioranza e distribuito da impiegati del Consiglio durante le elezioni; - sopportare un presidente che in occasione delle cerimonie di apertura dell'Anno Giudiziario ha preferito ... delegare piuttosto che far sentire forte la voce dei suoi rappresentati.
Il giudizio negativo è stato chiaro e inesorabile.
Adesso si tratta di consolidarlo in occasione del ballottaggio che si terrà nei giorni 4, 5, 6 e 7 febbraio dalle ore 8,30 alle ore 13,30.
Sono certo che in quella occasione verrete a piazza Cavour e voterete in blocco tutta la lista Mauro Vaglio (ovviamente tranne quest'ultimo che è già stato eletto al primo turno con voto plebiscitario).
A Voi il merito di aver concorso al cambiamento.
A me e a tutti i miei compagni di cordata il gradito compito di ringraziarvi e di abbracciarvi.
Alessandro Cassiani

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Risultato del 1° turno delle votazioni per il rinnovo del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma (1.2.2012)
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RISULTATO 1° TURNO ELEZIONI RINNOVO CONSIGLIO DELL'ORDINE DEGLI AVVOCATI 2012/2013
Candidato totale (votanti 7.327)
1 VAGLIO 4.248 (già eletto al primo turno)
2 GALLETTI 3.181
3 CASSIANI 3.157
4 CERE' 3.075
5 CONTE 3.070
6 DI TOSTO 3.055
7 SCIALLA 2.762
8 SANTINI 2.582
9 BOLOGNESI 2.529
10 BRUNI 2.498
11 MAZZONI 2.474
12 NICODEMI 2.408
13 MINGHELLI 2.407
14 CONDELLO 2.384
15 CAIAFA 2.359
16 STOPPANI 2.296
17 NESTA 2.221
18 GIACCHETTI 2.214
Il primo turno delle elezioni per il rinnovo del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma si è concluso con l'elezione immediata di Mauro Vaglio a Consigliere dell'Ordine per avere superato il quorum della metà più uno dei votanti (4.248 voti su 7.327 votanti).
E' un evento che a Roma non accadeva da 32 anni fa nel 1980, quando Giuseppe Valensise fu eletto al primo turno con 1.164 voti, ma i votanti erano stati in tutto 2.256.
Tutti gli altri candidati vanno al ballottaggio che si terrà da sabato 4 febbraio a martedì 7 febbraio.
E' importante sapere che nel ballottaggio i voti da dare saranno 14 e che tutti i candidati ripartono alla pari.
Statisticamente è provato che hanno delle possibilità di essere eletti solo quei candidati che al primo turno si sono piazzati entro il 18°/19° posto.
Grazie a tutti per l'affetto dimostrato, vi aspetto tutti al ballottaggio per VOTARE I NOSTRI 14 CANDIDATI.
Un abbraccio.
Mauro
www.lalistamaurovaglio.it
Riccardo Bolognesi
Fabrizio Bruni
Antonio Caiafa
Alessandro Cassiani
Donatella Cerè
Pietro Di Tosto
Antonino Galletti
Carlo Giacchetti
Mauro Mazzoni
Aldo Minghelli
Roberto Nicodemi
Matteo Santini
Mario Scialla
Isabella Maria Stoppani
Mauro Vaglio
(puoi vedere il profilo di ciascun candidato
semplicemente cliccando sul nome)
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Questo sito web è stato realizzato ed è gestito personalmente dall'Avv. Mauro Vaglio del Foro di Roma senza scopo di pubblicizzare alla collettività la propria attività professionale. Si informa, anche in relazione all'ultimo comma dell'art. 17 bis del Codice Deontologico, che il sito è rivolto ai soli Avvocati e Praticanti con lo scopo preminente di favorire la loro formazione ed aggiornamento professionale.
Le Convenzioni non costituiscono riferimenti pubblicitari o commerciali, ma sono anch'esse esclusivamente un servizio reso in favore dei Colleghi, senza alcun profitto personale.
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Nuovo orario di apertura delle cancellerie del Giudice di Pace di Roma (18/21.1.2012)
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ORARIO DI APERTURA DELLE CANCELLERIE DEL GIUDICE DI PACE DI ROMA
Siamo lieti di comunicare che in data 18 gennaio 2012 il Dirigente dell'Ufficio del Giudice di Pace di Roma ha provveduto, per primo, ad adeguare alla legge l'orario di apertura delle cancellerie. Ciò in ottemperanza dell'ordinanza del Tar, conseguente al ricorso presentato dai quindici componenti de La Lista Mauro Vaglio e da molti altri Colleghi.
Giudice di Pace Civile: leggi l'ordine di servizio
Giudice di Pace Penale: leggi l'ordine di servizio
Ufficio stranieri del Giudice di Pace: leggi l'ordine di servizio
Venerdì 20 dicembre abbiamo notificato l’istanza per l’esecuzione della misura cautelare (leggi l'istanza), con la richiesta di nomina immediata di un commissario ad acta.
Sempre al fianco di tutti i Colleghi con integrità morale e trasparenza.
(Stampa La Lista Mauro Vaglio)
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Ci vuole passione per fare l'Avvocato - di Pietro Di Tosto (23.1.2012)
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LA PASSIONE E’ LA NOSTRA MIGLIORE DIFESA (a cura di Pietro Di Tosto)
Come si fa ad unire l’Avvocatura se una parte di essa rimane immobile, ignora o addirittura boicotta le iniziative che altri hanno il coraggio di prendere al posto di chi ci dovrebbe rappresentare?
La nostra vita professionale è cambiata: la crisi incalzante, l’eterno imporsi dei poteri forti, le accresciute complicazioni normative e fiscali nella gestione delle pratiche, le continue campagne di screditamento nei nostri confronti, i provvedimenti presi costantemente inaudita altera parte, ci hanno spinto alle corde.
Mentre sul fronte interno l’attuale maggioranza consiliare è stata attivissima nell’ostacolare “a prescindere” qualunque iniziativa della minoranza, nei confronti dei pesantissimi attacchi provenienti dall’esterno si è mostrata immobile, perdendo preziose occasioni e mancando pesantemente nel compito di tutela dell’Avvocatura. Come dimenticare, infatti, il suo colpevole silenzio al Congresso di Genova, la mancata partecipazione alle iniziative dell’O.U.A. e alle lotte contro la mediazione obbligatoria, le specializzazioni, le tariffe, gli orari delle cancellerie ?
Un primato, però, agli attuali Consiglieri di maggioranza va riconosciuto: la consuetudine nell’attribuirsi qualsiasi merito, anche per iniziative ininfluenti.
Infatti, mentre noi poveri Avvocati siamo costretti a difenderci da soli nelle piazze, quale valore può avere il risultato-beffa dell’incontro con l’ex Ministro Alfano e l’accordo “al ribasso” con il Presidente del Tribunale sull’orario di apertura delle cancellerie ?
Non a caso gli unici risultati conseguiti in questo biennio sono frutto del lavoro e dell’impegno di Associazioni ed Avvocati che, lasciati soli dal proprio Organo di tutela, si sono coraggiosamente impegnati con notevole sacrificio personale tra la noncuranza o lo sbeffeggiamento dei propri rappresentanti.
Basti ricordare l’incondizionata approvazione delle mozioni congressuali presentate dai Delegati sostenuti dai Consiglieri Vaglio, Di Tosto, Cerè e Cassiani, il nodo della mediazione obbligatoria sottoposto all’esame della Corte Costituzionale, l’eclatante vittoria sull’insana riforma delle specializzazioni, le affollatissime manifestazioni a sostegno dell’attività dell’Organismo Unitario per la tutela della professione, la brillante riscossa contro i ridotti orari d’apertura della cancellerie (vedi ordinanza del T.A.R.).
Il merito lo rivendichiamo, oggi come ieri, noi che condividiamo l’appartenenza alla Lista Mauro Vaglio, in nome dell’enorme numero di Colleghi e Associazioni che ci hanno seguito in ogni iniziativa, sostenendoci continuamente.
Già. Ci vuole passione per svolgere questa professione, e un pizzico di follia.
Perché è stata la passione a spingerci a voler diventare Avvocati, credendoci. E perché ci è voluta tutta la nostra follia per scegliere un lavoro incostante per natura e incerto negli esiti, in cui ogni giorno ci si affanna a trovare soluzione ai problemi dei clienti e a convincere i Giudici della validità delle nostre tesi. Sapevamo quanto intricata fosse questa vita professionale e quanto avremmo dovuto combattere per affermarci, ma ci credevamo fermamente e noi, che svolgiamo questa professione seriamente, ci crediamo ancora.
Questa passione, e questa follia, però, non l’hanno dimostrata coloro che ci hanno guidato in questo biennio. Ecco perché è giunto il momento di riprenderci la dignità della nostra professione, di scuoterci dall’immobilismo della nostra condizione, di ricominciare a produrre speranze per il nostro futuro. Ora.
Come si fa ad unire l’Avvocatura? Occorre essere volitivi, entusiasti, fattivi. Occorre essere appassionati.
Avv. Pietro Di Tosto
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Adeguamento degli Uffici Giudiziari Romani all'ordinanza del Tar (14.1.2012)
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ADEGUAMENTO DELL'UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI ROMA ALL'ORDINANZA DEL T.A.R. SULL'ORARIO DI APERTURA DELLE CANCELLERIE
Grazie all'accoglimento del ricorso al Tar presentato dai componenti de La Lista Mauro Vaglio, nei prossimi giorni l'Ufficio del Giudice di Pace si adeguerà all'orario di apertura delle cancellerie per 5 ore giornaliere, con molta probabilità dalle 9,00 alle 13,00 e nel pomeriggio dalle 14,00 alle 15,00.
E' un primo risultato concreto della nostra azione fattiva che si contrappone a chi, invece, pur avendo a disposizione i mezzi del Consiglio dell'Ordine, ha cantato vittoria per avere ottenuto l'elemosina di tre ore e mezza, in contrasto oltretutto con la normativa vigente.
L'Avvocatura romana, grazie all'esito del nostro ricorso al Tar, sta finalmente dimostrando di poter assurgere a quel ruolo che le compete di guida per i fori di tutta Italia. Infatti, ci informano i Colleghi di altre regioni che molti Presidenti di Tribunale, con la semplice consegna dell'ordinanza del Tar di Roma, stanno disponendo l'apertura per 5 ore giornaliere degli uffici.
Il Tribunale di Roma, invece, non ha ancora ottemperato all'ordine del Tar e, pertanto, prima di intraprendere l'azione esecutiva tramite il nostro Antonino Galletti, abbiamo ritenuto di denunciare la situazione agli Ispettori del Ministero della Giustizia (leggi l'esposto al Ministero) affinché "prescrivano" al Presidente del Tribunale del Tribunale l'adozione della "fascia oraria" di apertura degli uffici non inferiore a 5 ore giornaliere (leggi la disposizione del Presidente del Tribunale di Crotone).
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Visualizzazione sentenze integrali del Giudice di Pace (14.1.2012)
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POSSIBILITA' DI VISUALIZZARE LE SENTENZE INTEGRALI DEL GIUDICE DI PACE SUL POLISWEB
Per chi non avesse già avuto occasione di verificarlo personalmente, da qualche giorno è possibile visualizzare sul sigp@internet (servizi online giudice di pace da Punto di accesso) le sentenze del Giudice di Pace pronunciate nei procedimenti in cui si è costituiti.
[Vedi l'esempio di visualizzazione delle sentenze]
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Servizi in favore dei Colleghi (a cura di Mauro Vaglio, Fabrizio Bruni e Matteo Santini)
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SERVIZI IN FAVORE DEI COLLEGHI
Agenzia del lavoro e delle opportunità: diversi mesi fa insieme a Fabrizio Bruni e a Matteo Santini abbiamo pensato di sostituire la "bacheca degli annunci" di questo sito, con analogo servizio. In questo modo è stato possibile soddisfare anche le esigenze di quei Colleghi che non desideravano apparire pubblicamente. Il nuovo sistema così concepito ha offerto ed offre ogni giorno a ciascun Collega la possibilità di inserire nell'apposita banca dati la propria richiesta od offerta di lavoro o anche di affitto di una stanza, mantenendo la necessaria riservatezza. I risultati ottenuti sono veramente soddisfacenti. Per usufruire del servizio è sufficiente inviare un messaggio ai seguenti indirizzi email: Offerta e richiesta Avvocato: annuncioavvocato@maurovaglio.eu Offerta e richiesta Praticante: annunciopraticante@maurovaglio.eu Offerta e richiesta affitto stanze: annuncioaffitto@maurovaglio.eu
Baby parking: servizio, anch'esso ideato e gestito da Matteo Santini e Fabrizio Bruni, che consente alle Colleghe (ma eventualmente anche ai papà) di lasciare i propri figli presso una struttura idonea durante gli orari in cui sono impegnate in udienza. L’associazione degli Avvocati Romani ed il Centro Studi sul diritto della famiglia e dei minori hanno sottoscritto una convenzione a costi agevolati con un Asilo sito in zona Prati che effettua questo servizio in una struttura altamente qualificata e con personale di primissimo livello. La convenzione prevede la possibilità di acquistare, a prezzi assolutamente agevolati, pacchetti da 10, 25, 50 e 100 ore. Per richiedere ulteriori informazioni potete inviare una e-mail all’indirizzo brunisantini.lavoro@libero.it.
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Incarico prestigioso ad Antonio Caiafa (14.1.2012)
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INCARICO DI PRESTIGIO PER IL NOSTRO ANTONIO CAIAFA
Esprimiamo le nostre congratulazioni all'Amico Antonio Caiafa per essere stato nominato Commissario Giudiziale in un'importate procedura di concordato preventivo davanti al Tribunale di Frosinone
[Leggi l'articolo de ll Messaggero]
[Leggi l'articolo di Ciociaria Oggi]
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Nuovi importi del contributo unificato e adempimenti per la prosecuzione dei giudizi in appello e in cassazione (1.1.2012)
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ALCUNE DELLE NOVITA' IN VIGORE DAL 1° GENNAIO 2012
- Art. 13 T.U. Spese di Giustizia (DPR 115/02): è stato introdotto il comma 1-bis, secondo cui il contributo unificato dovuto da chi introduce il processo è aumentato della metà per i giudizi di impugnazione ed è raddoppiato per i processi innanzi alla Corte di Cassazione.
Nuova tabella del contributo unificato per le impugnazioni
- Art. 26 Legge 12 novembre 2011 n. 183 (Misure straordinarie per la riduzione del contenzioso civile pendente davanti alla Corte di cassazione e alle corti di appello): "Nei procedimenti civili pendenti davanti alla Corte di cassazione, aventi ad oggetto ricorsi avverso le pronunce pubblicate prima della data di entrata in vigore della legge 18 giugno 2009, n. 69, e in quelli pendenti davanti alle corti di appello da oltre tre anni prima della data di entrata in vigore della presente legge, le impugnazioni si intendono rinunciate se nessuna delle parti, con istanza sottoscritta personalmente dalla parte che ha conferito la procura alle liti e autenticata dal difensore, dichiara la persistenza dell’interesse alla loro trattazione entro il termine perentorio di sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge (1° gennaio 2012)"
Istanza di prosecuzione davanti alla Corte d'Appello
Istanza di prosecuzione davanti alla Corte di Cassazione
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Chi è (veramente) l’Avvocato che vuole l’Europa? - di Isabella Stoppani (9.1.2012)
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Chi è (veramente) l’Avvocato che vuole l’Europa? (di Isabella Maria Stoppani)
Dall’attuale Governo, anche grazie ai compiacenti giornali, ci viene continuamente ripetuto che l’Europa vuole che il nostro sistema di Avvocatura si apra alla concorrenza mediante le c.d. liberalizzazioni per salvaguardare il Cittadino Cliente e la sua capacità economica.
Conoscendo però cosa al riguardo ritiene veramente l’Europa sorge un dubbio: o le Direttive Europee al riguardo non sono note o non vengono correttamente interpretate.
La sottoscritta, quale Vice Presidente dell’A.L.P. (Associazione Liberi Professionisti), a suo tempo intervenne in sede di approvazione della Direttiva 2005/36 U.E., c.d. Zappalà sulle Qualifiche Professionali per ottenere l’inserimento del Considerandum 43, contenente la prima definizione delle Professioni Liberali.
Secondo tale Considerandum, le professioni liberali sono quelle “praticate sulla base di pertinenti qualifiche professionali, in modo personale, responsabile e professionalmente indipendente nell’interesse dei clienti. L’esercizio della professione negli Stati membri può essere oggetto, a norma del Trattato, di specifici limiti legali, sulla base della legislazione nazionale e sulle disposizioni di legge, stabilite autonomamente nell’ambito di tale contesto dai rispettivi organismi professionali rappresentativi, salvaguardando e sviluppando la loro professionalità e la qualità del servizio e la riservatezza dei rapporti con i clienti”, principi poi fatti salvi anche dalla Direttiva Servizi (c.d. Bolkenstein).
Per quanto riguarda, in particolare, gli Avvocati, il Parlamento Europeo, con la Risoluzione 23 marzo 2006, richiamati “i principi di base della Nazioni Unite del 7 settembre 1990 sul ruolo degli Avvocati, la Raccomandazione del Consiglio d’Europa 21/2000 sulla libertà di esercizio della professione di Avvocato, le Direttive settoriali 77/249/CEE e 98/5/CIE e la Giurisprudenza della Corte di Giustizia della Comunità Europea”, ha riconosciuto quali principi basilari del “mercato dei servizi professionali intellettuali”:
- “l’indipendenza, l’assenza di conflitto di interessi e il segreto/confidenzialità professionale quali valori fondamentali della Professione Legale che rappresentano considerazioni di pubblico interesse”;
- “la necessità di regolamenti a protezione di questi valori fondamentali per l’esercizio corretto della Professione Legale, nonostante gli inerenti effetti restrittivi sulla concorrenza che ne potrebbero risultare”;
- “che lo scopo del principio della libera prestazione di servizi, applicato alle professioni giuridiche, è quello di promuovere l’apertura dei mercati nazionali mediante la possibilità offerta a prestatori di servizi e ai loro clienti di beneficiare pienamente del mercato interno della comunità”.
Il Parlamento Europeo riconosce infatti:
1) “che qualsiasi riforma delle Professioni Legali ha conseguenze importanti che vanno al di là delle norme della concorrenza, incidendo nel campo della libertà, della sicurezza e della Giustizia e, in modo più ampio, sulla protezione dello Stato di Diritto nell’UE (…);
2) che i principi di base delle N.U. sul ruolo degli Avvocati del 7 settembre 1990 confermano il Diritto degli Avvocati a costituire ed essere membri di Associazioni Professionali in rappresentanza dei loro interessi, per promuovere l’educazione continua e la formazione professionale e proteggere la loro integrità professionale (…) e il cui organismo esecutivo esercita le funzioni senza interferenze esterne (…); che esse (le associazioni n.d.r.) hanno un ruolo vitale nel promuovere il rispetto dell’etica e delle norme professionali, nel proteggere i suoi membri da procedimenti, interferenze e limitazioni ingiuste (…);
3) che la protezione adeguata dei Diritti Umani e delle Libertà Fondamentali cui ha diritto ogni persona nel campo economico, sociale, culturale, civile e politico richiede che ogni persona abbia effettivo accesso a servizi legali forniti da una professione legale indipendente (…);
4) che gli obblighi dei Professionisti Legali di mantenere l’indipendenza, evitare conflitti di interessi e rispettare la riservatezza del cliente sono messi particolarmente in pericolo qualora siano autorizzati ad esercitare la Professione in organizzazioni che consentono a persone che non sono professionisti legali di esercitare o condividere il controllo dell’andamento dell’Organizzazione mediante investimenti di capitale o altro, oppure nel caso di partenariati multidisciplinari con professionisti che non sono vincolati da Obblighi Professionali equivalenti” (...);
5) che la concorrenza dei prezzi non regolamentati tra i professionisti legali, che conduce a una riduzione della qualità del servizio prestato va a detrimento dei consumatori (…); Considerando l’asimmetria informativa tra Avvocati e Clienti (…);
6) che l’importanza di una condotta etica, del mantenimento della confidenzialità con i clienti e di un alto livello specialistico necessita l’organizzazione di sistemi di autoregolamentazione, quali quelli oggi governati da organismi e ordini della Professione Legale.”.
È stata insomma affermata la necessità della richiesta di ALTE QUALIFICAZIONI per accedere alla professione legale e della protezione di tali qualificazioni nell’interesse dei Cittadini, ribadita l’importanza delle norme necessarie ad assicurare indipendenza, competenza, integrità, responsabilità dei membri delle Professioni Legali per garantire la qualità dei loro servizi a beneficio dei clienti e della società in generale e a salvaguardia dell’interesse pubblico, per assicurare la garanzia del Diritto di Difesa, l’Accesso alla Giustizia, la Sicurezza nell’applicazione della legge.
Il Parlamento invita pertanto la Commissione a tener conto del ruolo specifico delle Professioni legali in una società governata dallo Stato di Diritto “tenuto conto che gli interessi pubblici che prevalgono sui principi della concorrenza dell’UE si trovano nel sistema legale dello Stato membro” ed invita, ancora, a non applicare le norme sulla concorrenza dell’UE in materie che nel quadro costituzionale dell’UE sono lasciate alla competenza degli Stati Membri, quale l’accesso alla Giustizia e ritiene che le tabelle degli onorari o altre tariffe obbligatorie per gli Avvocati e anche per prestazioni stragiudiziali non violino gli artt. 10 e 81 del Trattato, cioè che sono legittimi (pienamente) i cd. Minimi Tariffari.
Uno Stato di Diritto, uno Stato Democratico, può esistere solo se possiede al suo interno un’Avvocatura, libera, indipendente e autonoma, basata sul rispetto dei suoi principi etici e non sottoposta alle regole di mercato, che assicuri la protezione dei Diritti Fondamentali dei suoi Cittadini, anche contro lo Stato stesso, la sua Amministrazione e i cd. “Poteri Forti”.
Quindi, ripartendo dall’esordio del presente articolo, quanto spacciato dall’attuale Politica, sempre anche grazie ai compiacenti giornali, è droga per chi non conosce minimamente la legislazione Europea e non sa che l’invito a liberalizzare, che effettivamente arriva dall’Europa, significa ben altro, semplicemente favorire lo stabilimento e la circolazione di un professionista intellettuale di uno Stato Membro negli altri 26 stati, come dimostreremo nel secondo dei nostri articoli.
Isabella Maria Stoppani
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MOVIMENTO A DIFESA DI NOI STESSI (a cura di Mauro Vaglio - 27.12.2011)
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DIFENDIAMOCI DA SOLI
Abbiamo a lungo sperato ed atteso, inutilmente, che il potere politico cessasse di ingannare i cittadini magnificando presunti “vantaggi” che si otterrebbero dall’annientamento della professione di Avvocato.
Abbiamo operato, in tutte le direzioni possibili, per sensibilizzare il legislatore sui danni che simili modifiche legislative avrebbero arrecato, proprio al cittadino, in termini di minore accesso alla Giustizia.
Abbiamo confidato, invano, che i pur numerosi Colleghi Avvocati, che siedono negli scranni delle Camere, si ribellassero alle logiche di partito e in un sussulto di orgoglio rifiutassero un simile insulto alla Giustizia.
ORA DOBBIAMO DIRE BASTA !
Non possiamo più tollerare lo strumento dissuasivo (ideato da Confindustria) che, obbligando a pagare somme sempre crescenti per iscrivere a ruolo le cause, impedisce al cittadino di accedere alla Giustizia, in violazione dell’art. 24 della Costituzione.
Dobbiamo smentire le continue mistificazioni mediatiche che colgono l’occasione della crisi per dipingere i professionisti come caste chiuse, spostando così l’attenzione dai costi della politica e dagli stipendi dei manager di Stato, più alti di quelli di qualsiasi parlamentare europeo. Questi sì che con le loro auto blu e le scorte (si dice che ce l’abbia persino Bruno Vespa) stanno letteralmente divorando il paese senza arretrare di un passo.
Non possiamo consentire che il Parlamento converta in legge la parte del decreto 16 dicembre u.s. relativa ai seguenti argomenti, devastanti per i cittadini e per l'Avvocatura:
- liquidazione degli onorari in misura non superiore al valore della domanda per le cause di valore fino a 1.000 euro;
- controlli sui giudici affinché impongano la mediazione ed obbligo di condanna con ordinanza non impugnabile della parte che non abbia partecipato alla mediazione;
- rinuncia automatica all'impugnazione per le cause pendenti da oltre tre anni se la parte non propone, entro il termine perentorio di sei mesi dall’entrata in vigore della legge e senza alcun previo avviso della cancelleria, istanza sottoscritta personalmente dal cliente con cui dichiara la persistenza dell'interesse alla trattazione.
Ecco perché, consci della nostra forza composta da centinaia di migliaia di Avvocati e Praticanti con le loro famiglie, abbiamo deciso di organizzare un “movimento politico” per entrare, a pieno diritto, nelle stanze del potere ed evitare al nostro Paese di scendere ulteriori gradini nella scala internazionale delle libertà civili.
ADERITE QUINDI ALL’APPELLO TRAMITE IL SEGUENTE LINK E FATE ADERIRE ANCHE I VOSTRI FAMILIARI, I VOSTRI CONOSCENTI, I VOSTRI CLIENTI. GIRATE QUESTO MESSAGGIO AI CORRISPONDENTI ED AI COLLEGHI DI TUTTE LE REGIONI ITALIANE.
Dimostriamo la nostra forza e con le adesioni ottenute potremo fare immediata pressione sui parlamentari, che fra pochi mesi si dovranno ripresentare davanti agli elettori.
Sono in gioco la sopravvivenza dell'Avvocatura e il diritto di difesa riconosciuto dall'art. 24 della Costituzione a tutti i cittadini. Poter agire per la tutela dei propri diritti è una questione di libertà e tale opportunità deve essere garantita in egual modo ad ognuno ai sensi dell'art. 3 della Costituzione.
Mauro Vaglio
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Tar: cancellerie aperte per 5 ore (20.12.2011)
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Il Tar del Lazio ha accolto in sede cautelare il nostro ricorso contro la riduzione a sole tre ore al giorno e, dopo la notifica dell'atto, a tre ore e mezza degli orari di apertura delle cancellerie del Tribunale di Roma (leggi l'ordinanza del Tar). Il ricorso è stato proposto da tutti i componenti della lista e da altri Colleghi con il patrocinio di Antonino Galletti.
Il Tar con ordinanza n. 4912 del 20.12.2011 ha concesso non solo la sospensiva dei provvedimenti del Presidente del Tribunale, ma ha anche affermato la sussistenza dell’obbligo legislativo “secondo cui le cancellerie e segreterie giudiziarie sono aperte al pubblico 5 ore nei giorni feriali“.
Non ci sono parole per esprimere a tutti i Colleghi la gioia che ci riempie il cuore nel comunicare questa notizia. Vogliamo ringraziare chi ci è stato vicino in questi giorni ed ha condiviso con noi una battaglia per ottenere il dovuto rispetto per la nostra categoria, dando il benservito a tutti quei detrattori e profeti di sventura che avevano preconizzato una nostra sicura sconfitta. Con buona pace di chi continua ad intrattenere incontri riservati con gli autori di suddetti provvedimenti, senza peraltro ottenere alcun risultato.
Questo è il nostro regalo di Natale per tutti i Colleghi.
Una nota di colore però non poteva mancare.
Nei giorni passati ci siamo visti notificare un "ATTO DI INTERVENTO AD OPPONENDUM" (che puoi leggere tramite questo link), con il quale si chiedeva il rigetto del nostro ricorso da parte di chi si era candidato nella Lista Insieme con il Presidente Conte alle elezioni per il Congresso Nazionale Forense di Genova (guarda la lista di Conte).
Non abbiamo certo bisogno di aggiungere alcun commento al riguardo.
Riccardo Bolognesi, Fabrizio Bruni, Antonio Caiafa,
Alessandro Cassiani, Donatella Cerè, Pietro Di Tosto,
Antonino Galletti, Carlo Giacchetti, Mauro Mazzoni,
Aldo Minghelli, Roberto Nicodemi, Matteo Santini,
Mario Scialla, Isabella Maria Stoppani, Mauro Vaglio
(puoi vedere il profilo di ciascuno di noi semplicemente cliccando sul nome)
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Il sito del Giudice di Pace su IPad
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E' ora possibile collegarsi al Sigp@Internet anche tramite IPad.
Si tratta di una comodità in più che ci permette di essere sempre aggiornati sulle nostre cause ed evitare file inutili.
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Proposto ricorso al Tar contro la riduzione dell'orario di apertura delle Cancellerie (18.11.2011 - 7.12.2011)
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E' stata fissata per il 7 dicembre l'udienza innanzi al Tar per la sospensiva dei provvedimenti con cui il Presidente del Tribunale di Roma ha ridotto a sole 3 ore al giorno l'apertura al pubblico delle Cancellerie.
Contro questa iniziativa che viola l'art. 162 della L. 23 ottobre 1960 n. 1196 (prescrizione di apertura delle cancellerie per 5 ore giornaliere), abbiamo proposto, avvalendoci del patrocinio di Antonino Galletti, ricorso all'Autorità Giudiziaria Amministrativa a tutela della Categoria e dei cittadini.
Del resto, di fronte a tale violento attacco all'esercizio - già particolarmente difficoltoso - della nostra Professione non potevamo rimanere silenti né accettare supinamente e senza alcuna reazione CONCRETA che decisioni così penalizzanti ci fossero imposte unilateralmente.
Noi siamo orgogliosi di essere Avvocati e di fare gli Avvocati.
(Leggi il ricorso al Tar in versione integrale)
(Leggi l'articolo su Il Sole 24 ore del 30.11.2011)
A seguito dei motivi aggiunti che abbiamo proposto dopo l'aumento di solo mezzora dell'orario di apertura delle Cancellerie disposto dal Presidente del Tribunale, l'udienza per la sospensiva innanzi al Tar è stata rinviata al 19 dicembre 2011 su richiesta dell'Avvocatura Generale dello Stato.
Vi terremo informati.
www.lalistamaurovaglio.it
Riccardo Bolognesi, Fabrizio Bruni, Antonio Caiafa,
Alessandro Cassiani, Donatella Cerè, Pietro Di Tosto,
Antonino Galletti, Carlo Giacchetti, Mauro Mazzoni,
Aldo Minghelli, Roberto Nicodemi, Matteo Santini,
Mario Scialla, Isabella Maria Stoppani, Mauro Vaglio
(puoi vedere il profilo di ciascun candidato semplicemente cliccando sul nome)
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Miracolo "romano": la saga degli ineleggibili ...

Doverosamente pubblichiamo anche la "precisazione" del legale del Presidente Conte uscita su Il Tempo in data 4.12.2011
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Siamo proprio nei guai, ma ... (27.11.2011)
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Cari Amici,
abbiamo attivamente partecipato, con una folta rappresentanza romana, alla VII Conferenza Nazionale dell'Avvocatura, tenutasi venerdì 25 e sabato 26 novembre, dinanzi a quasi 2.000 Colleghi di tutta Italia (fonte Il Sole24ore).
Durante la mattinata di sabato sono giunte notizie allarmanti sui contenuti dell''imminente decreto del Governo "tecnico". Sembra, infatti, che esso comprenda misure drastiche contro i professionisti (e già a prima vista incostituzionali), come l'abolizione dell'obbligatorietà della difesa tecnica nei giudizi di primo grado, l'istituzione di un albo unico nazionale delle libere professioni, l'accorpamento delle Casse private all'Inps (leggi il preoccupante articolo su MondoProfessionisti.eu).
Certo, non ci salverà lo scontato e risibile appoggio alla nostra categoria promesso dagli Avvocati/parlamentari di tutti gli schieramenti politici che hanno partecipato all’incontro: ma dove erano questi signori quando in Parlamento sono state approvate in questo ultimo periodo tutte quelle misure mirate contro di noi?
Il vero lato positivo e promettente della Conferenza è stato il ritorno ad una grande unitarietà dell'Avvocatura Italiana, con un forte documento finale sottoscritto dalle tre Istituzioni forensi: l'O.U.A. con Maurizio de Tilla, il C.N.F. con Guido Alpa, la Cassa Forense con Alberto Bagnoli. Alle importanti iniziative assunte hanno inoltre aderito le Associazioni forensi rappresentate in gran numero nella sede assembleare. Questa grande ed unanime convergenza conferisce al deliberato una forza senza precedenti, in quanto considerabile, a buon diritto, come espressione dall'intera «Avvocatura Italiana» (leggi la copia del documento finale con le firme).
In sintesi, premesso che la categoria forense è il baluardo a difesa dei diritti dei cittadini e della Giustizia e che sono in atto reiterati attacchi alla centralità della Giustizia nell'organizzazione sociale, anche mediante la limitazione della libertà e dell'indipendenza della professione forense,
l'Avvocatura Italiana chiede:
- al Capo dello Stato di impedire l'adozione di provvedimenti in contrasto con i principi della Carta costituzionale, del Trattato di Lisbona e della Carta dei Diritti dell’Uomo a tutela della libertà dei cittadini e dell’indipendenza dell’Avvocatura, che esercita una attività professione intellettuale e non attività di impresa o mercantile;
- l'immediata convocazione dell’Avvocatura italiana, rappresentata dalle componenti nazionali istituzionali, politiche e associative, da parte Presidente del Consiglio, del Ministro della Giustizia e dei Presidenti di Camera e Senato;
- in mancanza di riscontro da parte del nuovo Governo alla richiesta di un immediato e serrato confronto sui temi e sulle sollecitazioni di cui sopra, l'adozione di legittime iniziative di protesta, con invito a tutti gli iscritti agli Ordini, esercenti funzioni di VPO, giudici di pace, GOT, giudici tributari, componenti dei Consigli giudiziari di rinunciare all’esercizio delle funzioni;
- l'attuazione su tutto il territorio nazionale di uno stato di agitazione a tempo indeterminato con manifestazioni pubbliche, locali e nazionali, e mediante la indizione di tutte le legittime forme di protesta, anche le più dure e radicali, per la mancata considerazione della Giustizia e della difesa come diritto dei cittadini;
- la convocazione di un Congresso straordinario dell’Avvocatura all’esito delle suindicate istanze.
Le Associazioni a noi vicine, elencate sul sito www.lalistamaurovaglio.it, aderiscono integralmente alla presa di posizione dell'Avvocatura Italiana e si adopereranno per individuare ed adottare, insieme a tutti i Colleghi, le "più dure e radicali" forme di protesta, anche sul piano giudiziario ed a livello europeo, ritenute necessarie per la tutela dei cittadini e della nostra categoria.
Ricordiamoci finalmente che, insieme ai nostri familiari e clienti, siamo portatori di milioni di voti e che la nostra forza è in grado di orientare la politica nazionale (specie con la nuova prossima legge elettorale) facendole cambiare direzione.
Non scoraggiamoci e prepariamoci a combattere per la sopravvivenza nostra e delle nostre famiglie.
www.lalistamaurovaglio.it
Riccardo Bolognesi, Fabrizio Bruni, Antonio Caiafa,
Alessandro Cassiani, Donatella Cerè, Pietro Di Tosto,
Antonino Galletti, Carlo Giacchetti, Mauro Mazzoni,
Aldo Minghelli, Roberto Nicodemi, Matteo Santini,
Mario Scialla, Isabella Maria Stoppani, Mauro Vaglio
(puoi vedere il profilo di ciascun candidato semplicemente cliccando sul nome)
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Incostituzionale il previsto taglio degli uffici giudiziari - di Antonino Galletti (12.11.2011)
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A RISCHIO 52 TRIBUNALI, 200 SEZIONI DISTACCATE E 700 SEDI DI GIUDICE DI PACE (di Antonino Galletti)
IL TRIBUNALE DI ROMA, GIA’ “SATURO” E CON LE CANCELLERIE APERTE PER SOLE TRE ORE LA MATTINA. “SCOPPIERA”?
La sproporzione tra la domanda di giustizia dei cittadini e l’offerta di giustizia dello Stato è una delle cause, forse la principale, della crisi della giustizia nel nostro ordinamento.
Il problema potrebbe (e dovrebbe) essere risolto – anche ai sensi degli artt.3, 24, 97 Cost. – col miglioramento dell’offerta di giustizia per renderla adeguata alla domanda.
Purtroppo, in questi ultimi anni, complice la perdurante crisi economica, lo Stato è intervenuto in funzione diametralmente opposta, cercando di “contrarre la domanda, sviando le controversie dal giudice ad altri organismi, oppure attribuendo al giudice maggiori poteri, in modo che questi meglio potesse governare la domanda di giustizia” (Scarselli).
In questa linea s’innestano gli ultimi (estemporanei) interventi sulla c.d. geografia giudiziaria che, anziché avvicinare ulteriormente i luoghi deputati a fornire risposte (ovvero le sedi giudiziarie) alle domande di giustizia dei cittadini e perciò al territorio in ossequio al principio di sussidiarietà ed alle tendenze impropriamente definite federaliste di talune parti politiche, mirano a “concentrare” la distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari, prospettandosi addirittura la soppressione di 52 Tribunali, 200 Sezioni distaccate e 700 sedi del giudice di pace (De Tilla).
Infatti, con la legge 14 settembre 2011, n. 148, è stato convertito in legge, con modificazioni, il decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, recante ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo ed è stata conferita la “delega al Governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari”. In particolare, l’art. 1 della citata Legge ha previsto:
1. al primo comma, la conversione in legge del D.L. 138/2011;
2. al secondo comma, che “il Governo, anche ai fini del perseguimento delle finalità di cui all’articolo 9 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per riorganizzare la distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari al fine di realizzare risparmi di spesa e incremento di efficienza, con l’osservanza” di taluni “principi e criteri direttivi”, che sono dettagliatamente indicati nelle lettere da a) a q) del medesimo comma secondo della L. 148/2011.
Nella fattispecie, la straordinaria necessità ed urgenza dichiarata nel preambolo del decreto-legge n. 138 del 2011, non è stata neppure ripetuta nella legge di conversione n. 148 del 2011, la quale, invece, si è limitata ad introdurre, per la prima volta in sede di conversione, una disciplina – quella relativa alla riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari – della quale non vi è alcun cenno nel decreto poi convertito con modificazioni se non nell’art. 1 comma 2 che indica il fine del “perseguimento delle finalità di cui all’articolo 9 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111” e, dunque, fa rinvio a quanto previsto da un decreto legge diverso e, oltretutto, già convertito con altra legge!
Appare, così, evidente, il vulnus inflitto alla norma procedimentale prevista dalla Costituzione che limita l’adozione del decreto-legge ai soli casi di straordinaria necessità ed urgenza e sancisce la perdita di efficacia dello stesso decreto in caso di mancata conversione parlamentare entro i 60 gg. successivi alla pubblicazione.
Solo in tal caso (e nella differente ipotesi del decreto legislativo, dove però la delega parlamentare interviene prima dell’inizio del procedimento di formazione legislativo) è consentito derogare al procedimento legislativo ordinario previsto dall’art. 72 della Costituzione.
Risulta palese la violazione non solo dell’iter ordinario di produzione legislativa (sancito dagli artt. 70 e 72) e di quello previsto per la c.d. decretazione d’urgenza (art. 77 co. 2), in quanto non sussistono – per espressa dichiarazione del legislatore, che neppure li ha enunciati con clausola di mero stile – ragioni di necessità ed urgenza a sostegno e supporto dell’introduzione, soltanto in sede di conversione, di una disposizione relativa alla riorganizzazione nella distribuzione degli uffici giudiziari, del tutto eterogenea rispetto al contenuto del decreto-legge convertito, anzi dichiaratamente legata ad altro decreto-legge (già oggetto di conversione con altra legge).
Trattasi, dunque, per l’espressa ammissione contenuta nella legge di conversione, di una “norma intrusa” (Celotto) che introduce una nuova disciplina (e, propriamente, una delega al Governo a legiferare con successivi decreti legislativi in materia di riorganizzazione della distribuzione degli uffici giudiziari sul territorio), evidentemente estranea all’insieme delle altre disposizioni del decreto-legge che il primo comma dell’articolo uno provvede a convertire.
In conclusione, nella fattispecie appare evidente come sia stato compiuto un vero e proprio “stravolgimento” del sistema delle fonti e di quello di produzione normativo indicato nella Costituzione che qui viene invertito e “piegato” per giustificare esigenze certamente diverse da quelle di straordinaria necessità ed urgenza che invece sono le sole che legittimano il ricorso al decreto legge.
La norma in esame sembra, quindi, essere incostituzionale, in quanto la sequenza procedimentale decreto-legge legge di conversione è stata sostituita con la differente sequenza decreto-legge legge di conversione che contiene (anche) una norma di delega al Governo a legiferare in futuro in materia del tutto estranea al decreto convertito, ma riferita ad altro e diverso decreto già convertito con altra legge di conversione.
Inoltre, ciò comporta anche una palese violazione “sostanziale” dell’art. 15 della legge n. 400 del 1988 (recante la disciplina dell’attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri) che prevede che i decreti devono contenere norme di immediata applicazione ed il loro contenuto deve essere specifico, omogeneo e corrispondente al titolo; inoltre, l’art. 15 della predetta legge vieta espressamente al Governo l’uso del decreto-legge per conferire deleghe legislative a se medesimo.
Va, inoltre, tenuto presente che la disciplina dettata dalla legge n. 400 del 1988 ha nel nostro ordinamento valore “rafforzato” o almeno peculiare, in quanto i regolamenti interni, sia della Camera che del Senato, invitano le Camere a verificare il rispetto, da parte dei decreti-legge, dei requisiti stabiliti dalla legislazione vigente (e perciò dalla L. 400/1988) ed il Capo dello Stato, in un suo messaggio alle Camere, aveva già esaltato il valore regolamentare della legge in questione, chiedendone il rigoroso rispetto.
Da ultimo, il Presidente Napolitano ha pure richiamato l’attenzione sull’ampiezza e sulla eterogeneità delle modifiche apportate nel corso del procedimento di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225 (cosiddetto “milleproroghe”) ed ha messo in evidenza che la prassi irrituale con cui si introducono nei decreti legge disposizioni non strettamente attinenti al loro oggetto si pone in contrasto con puntuali norme della Costituzione, delle leggi e dei regolamenti parlamentari, eludendo il vaglio preventivo spettante al Capo dello Stato in sede di emanazione dei decreti-legge.
Ebbene, non si può non condividere l’autorevole ammonimento presidenziale secondo il quale “questo modo di procedere … si pone in contrasto con i principi sanciti dall’articolo 77 della Costituzione e dall’articolo 15, comma 3, della legge di attuazione costituzionale n. 400 del 1988, recepiti dalle stesse norme dei regolamenti parlamentari. L’inserimento nei decreti di disposizioni non strettamente attinenti ai loro contenuti, eterogenee e spesso prive dei requisiti di straordinaria necessità ed urgenza, elude il vaglio preventivo spettante al Presidente della Repubblica in sede di emanazione dei decreti legge. Inoltre l’eterogeneità e l’ampiezza delle materie non consentono a tutte le Commissioni competenti di svolgere l’esame referente richiesto dal primo comma dell’articolo 72 della Costituzione, e costringono la discussione da parte di entrambe le Camere nel termine tassativo di 60 giorni.”.
Deve, pertanto, riaffermarsi nella sua pienezza il principio costituzionale secondo il quale il potere normativo spetta in via generale al Parlamento e il decreto-legge ne rappresenta una deroga.
Ne deriva che l’iter agevolato della legge di conversione appare giustificato soltanto dalla necessità di convertire in legge disposizioni dettate sul presupposto della straordinaria necessità ed urgenza.
Il giudizio di (in)costituzionalità dell’art. 1 co. 2 della legge n. 148 del 2011 per la violazione del principio di legalità sostanziale (Carlassare) e dei parametri costituzionali relativi alle fonti governative, deriva dall’obbligo per la Corte di salvaguardare la legittimità della disciplina delle fonti, essendo tesa anche alla tutela dei valori e dei diritti fondamentali.
Da ultimo, mentre scrivo queste note mi giunge la gradita mail del presidente dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura, Maurizio De Tilla, il quale informa l’assemblea OUA che il 7.11.2011 l’Unione Regionale degli Ordini campani ha fatto proprio il nostro documento di approfondimento, dove rassegnavo conclusioni analoghe a quelle sopra riportate e ha annunciato l’avvio di iniziative giudiziarie per sollevare questioni di incostituzionalità nel solco di quanto sin qui delineato.
Nel frattempo, i colleghi romani avranno notato il silenzio assordante dell’Ordine capitolino (anche) sull’argomento … nemo profeta in Patria!
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DIFESE D’UFFICIO: OCCORRE VOLTARE SUBITO PAGINA - di Mario Scialla (8.11.2011)
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DIFESE D’UFFICIO: OCCORRE VOLTARE SUBITO PAGINA (di Mario Scialla)
Il biennio che si concluderà nel gennaio 2012, allorquando si voterà per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, verrà ricordato anche per aver messo profondamente in crisi un istituto importante, quello della difesa d’ufficio, sul quale, negli anni precedenti, molto avevano investito sia il Consiglio dell’Ordine che le Associazioni.
Gioverà infatti, soprattutto in ausilio dei più giovani, richiamare alcuni momenti della recente storia di questo istituto anche per capire l’importanza di ciò che stiamo perdendo.
Infatti all’indomani dell’entrata in vigore della novella sulle difese di ufficio, legge 6 marzo 2001 n. 60, si registrò uno sforzo straordinario, profuso unitamente dall’Ordine e dalle Associazioni maggiormente rappresentative, per sfruttare al meglio le opportunità che la legge offriva.
Venne a crearsi un clima di grande operosità, sostenuta da una fattiva collaborazione generale perché nella ratio di quella legge, nata su iniziativa della Camera Penale, molti si identificarono e tanti colleghi decisero di supportarla profondendo il loro impegno.
L’Avvocatura finalmente aveva una sua legge: il difensore di ufficio era al centro di un progetto che valorizzava ed instradava il giovane avvocato alla professione, mirando a fargli acquisire professionalità e tecnicismo. Gli effetti sicuramente avrebbero riguardato anche la qualità della difesa e quindi ne avrebbe goduto il cittadino alla prese con la giustizia.
Per facilitare il corretto funzionamento della norma stante la mole di processi che gravava su alcuni tribunali, come quello della capitale, occorreva che ci fosse sempre un difensore di ufficio immediatamente reperibile (esigenza questa già avvertita molto prima dall’ANF che aveva suggerito il c.d. teledrin, poi adottato dall’Ordine) pronto ad assumere la difesa. Per tale motivo si decise di ricorrere al difensore d’aula come modalità di espletazione della turnazione 97 comma IV c.p.p.
Il sistema presentava molti vantaggi tra i quali la possibilità di organizzare al meglio la propria attività professionale avendo il difensore anche il tempo necessario per lo studio dei fascicoli, con un notevole risparmio di tempo anche per il sistema giustizia che non era costretto a girare a vuoto alla ricerca di un difensore qualunque ma anche qualche criticità, costituita dal fatto che taluni magistrati postergavano le necessità del difensore a quelle dell’udienza.
Inoltre occorreva la necessaria presenza di un numero congruo di difensori perché in caso contrario il meccanismo rischiava di essere inefficiente.
Era un sistema migliorabile, da puntellare senza dubbio, ma rispondente allo spirito della norma. Sarebbe stato opportuno intervenire semplicemente su alcune criticità, ad esempio sanzionando con la temporanea esclusione dagli elenchi, quei colleghi che non avevano dimostrato sufficiente disponibilità, riportando plurime ed ingiustificate assenze.
Oltretutto era stato elaborato dalla Camera Penale di Roma, nel corso degli anni, un interessante progetto dal quale si poteva attingere a piene mani.
In buona sostanza si lavorava su un modello di difensore di ufficio che non doveva differire da quello di fiducia, avendo gli stessi mezzi e le medesime garanzie, comprese quelle economiche, connesse alla retribuzione della propria attività.
Una svolta epocale vissuta di buon grado dai più e sostenuta dall’impegno dell’Avvocatura in difesa della propria funzione e dei più giovani.
Non a caso si diceva nei convegni che l’avvocato di ufficio doveva costituire il fiore all’occhiello dell’intera categoria, la cartina di tornasole della salute di cui godeva l’ Avvocatura.
Un primo grave arretramento del ruolo del difensore di ufficio si è avuto in occasione di un regolamento emesso dall’Ordine nel 2006 nel quale si obbligava il difensore di ufficio ad avvisare il collega di fiducia assente (spesso anche ingiustificatamente) che si era sostituito, pena inopportune sanzioni disciplinari.
E’ evidente che tale onere certificava una deminutio del ruolo del patrono di ufficio al quale si richiedeva obbligatoriamente un’attività cui sicuramente avrebbe provveduto per piacere di colleganza ma senza la minaccia di coercizioni.
Da quel momento è avvenuto un graduale smantellamento di quel sistema laboriosamente creato con interventi che ne hanno alterato gli equilibri oltretutto senza sostituirlo con una valida alternativa.
Alla parte “destruens” non è seguita, da parte dell’Ordine, alcuna parte “costruens”.
L’esclusione dell’obbligo della firma, cui si prestavano i difensori di ufficio che venivano indirizzati nelle aule di udienza ove vi era la necessità, ha già assestato, all’inizio di quest’anno, un formidabile, quanto ingiustificato, colpo all’impianto.
L’attività di assegnazione alle aule veniva così affidata ad una società privata che dava pessima prova di sé, non riuscendo ad eseguire il servizio e creando un notevole malumore non solo nei difensori di ufficio di turno, che vagavano nel tribunale senza riferimenti, ma anche negli operatori di giustizia.
A nulla erano valse le oltre ottocento firme dei difensori di ufficio, ben più della metà degli iscritti, che chiedevano di non operare tale intervento perchè sicuramente avrebbe prodotto esiti infausti.
Essendo il primo firmatario di questo documento ricordo la passione con cui i colleghi hanno tentato di difendere ciò per cui si era lavorato per anni: il controllo effettivo dell’attività svolta da chi aveva volontariamente espresso la sua disponibilità.
Tutto è stato vano.
Come se non fosse già sufficiente questo infortunio, è stato di recente pubblicato il nuovo regolamento delle difese di ufficio, frutto della delibera consiliare del 7 luglio 2011, che completa l’opera demolitoria, abolendo le liste ex art. 97 comma 4 c.p.p..
Il tutto sarebbe avvenuto nel nome di alcune risoluzioni della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ma soprattutto sul falso presupposto che il sistema non avrebbe più funzionato in concreto a causa delle numerose assenze.
In primis l’Europa ci chiede una difesa effettiva (da perseguire soprattutto grazie ad una migliore disciplina dell’istituto della contumacia e delle notifiche, consentendo la reale conoscenza dell’instaurarsi del procedimento) e non certo l’abolizione del 97 comma 4 c. p.p..
In secondo luogo il problema delle assenze andava affrontato direttamente migliorando i controlli e non lamentandosi delle stesse dopo essere ricorsi all’operato della predetta società privata, che invece non è stata in grado di svolgere l’incarico. Non sono certo i difensori di ufficio a mancare. Bastava sostituire gli assenti ingiustificati.
Queste perplessità erano state già anticipate nel corso di alcune riunioni tenute all’interno dell’Osservatorio della Giustizia per il Penale, che unisce magistrati ed avvocati nella soluzione dei problemi pratici, ed anche in alcuni colloqui con le associazioni.
Si era sostenuto che il fine di rendere più effettiva la difesa poteva anche essere apprezzabile ma che il rimedio era sicuramente peggiore del male.
Ciò che si era costruito negli anni, come già detto sicuramente migliorabile, è stato improvvidamente abbattuto non comprendendo che rappresentava una diga contro l’inquinamento della difesa di ufficio ora esposta, senza protezione alcuna, a tutte le intemperie. Non esiste, di fatto, più nulla.
Basti pensare che alcuni colleghi riferiscono di non meglio precisate telefonate nelle quali si richiede il loro intervento in aula senza che siano inseriti in alcuna turnazione quando magari si trovano impegnati dinanzi ad altre curie senza aver goduto di alcun preavviso. Questa sarebbe l’effettività della difesa che si voleva implementare? Quella che porta all’assenza totale del difensore?
Chiunque pratichi le aule di udienza non può non scorgere la grande confusione che si è venuta a creare e che favorisce la violazione sistematica della legge sulla difesa di ufficio. Infatti i magistrati reclamano l’esistenza di un turno e se non si organizzano gli avvocati provvedono loro.
Non a caso il Tribunale per i Minorenni di Roma, per correre ai ripari e consentire il regolare svolgimento delle udienze, ha istituito un autonomo turno 97 comma IV c.p.p, sostituendosi all’Ordine degli Avvocati!
Occorre voltare immediatamente pagina. Ricostruire ciò che è stato distrutto supportando i giovani avvocati, curandone la preparazione specifica ed investendo sulla difesa di ufficio, con quell’amore, quella cura e quell’attenzione che i colleghi, oggi più anziani, hanno profuso nei nostri confronti.
Battersi inoltre nelle sedi competenti per migliorare la qualità ed i tempi delle liquidazioni.
Come avviene in altri Fori, i difensori di ufficio non vanno lasciati da soli ma occorre far sentire loro il peso e la forza dell’intera categoria. In tal senso sarebbe opportuno prendere esempio dalle recenti iniziative del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bologna che questa estate è sceso in prima linea a fianco dei difensori di ufficio.
Mi auguro che le cose cambino in occasione delle prossime elezioni dell’Ordine degli Avvocati e mi adopererò perché prevalga la lista di Mauro Vaglio, della quale faccio parte.
Nel caso toccasse a noi il potere di decidere procederemo in ossequio a questi principi e ci adopereremo per ricreare, anche insieme alle altre Associazioni, quel clima cui accennavo inizialmente del quale, oggi più che mai, avvertiamo tanto la mancanza.
Avv. Mario Scialla
(Direttivo Nazionale ANF)
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A COSA PUO’ SERVIRE IL CONSIGLIO DELL’ORDINE di Mauro Mazzoni (27.10.2011)
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A COSA PUO’ SERVIRE IL CONSIGLIO DELL’ORDINE (a cura di Mauro Mazzoni)
Talvolta mi viene rivolta da alcuni Colleghi questa domanda: “Ma è davvero utile avere un Consiglio dell’Ordine?”
In effetti, guardando l’immobilismo dell’attuale maggioranza del Consiglio dell’Ordine di Roma viene quasi voglia di dare ragione a quegli amici e a quei Colleghi che, lamentando una eccessiva distanza ed anzi addirittura una vera e propria assenza dell’Istituzione che ci governa, pensano che sia meglio lasciare campo libero a quei progetti politici di abolizione degli Ordini professionali e di totale liberalizzazione dell’accesso.
Io invece ritengo che il Consiglio, al di là dei compiti istituzionali precipuamente attribuitigli dalla Legge, debba battersi contro i costanti e ripetuti attacchi a cui la nostra categoria viene sottoposta da parte di forze politiche, ambienti sociali e altre professioni, che, spacciati per desiderio di liberalizzazione del mercato dei servizi legali, mirano esclusivamente a svilire il nostro ruolo.
Ritengo inoltre che il Consiglio possa dare moltissimo ai propri iscritti - siano essi giovani o meno giovani – anche in termini di supporto per affrontare e risolvere i quotidiani problemi di una professione che solo l’immenso amore per essa riesce a darci la forza di continuare a svolgere: penso, ad esempio, alla necessità di mettere a disposizione dei Colleghi una SALA AVVOCATI in TUTTI gli uffici giudiziari di Roma.
Il Consiglio, poi, dovrebbe senz’altro offrire la disponibilità di una biblioteca giuridica e di banche dati informatiche di dottrina e giurisprudenza, liberamente consultabili da tutti i Colleghi e gratuitamente messe loro a disposizione, senza dover sottoscrivere costosi abbonamenti individuali. Evidenzio che tale servizio, in realtà, era già offerto dal Consiglio e le riviste giuridiche erano liberamente e gratuitamente consultabili presso il centro studi di Via Valadier. Era una realtà che funzionava bene; tuttavia, la maggioranza dell’attuale Consiglio, non appena insediatosi, con una delle sue prime deliberazioni ha deciso di chiudere il nostro centro studi e di non rinnovare alla scadenza gli abbonamenti a tutte le riviste. Tale incomprensibile decisione ha comportato altresì la dismissione della nostra biblioteca, con la perdita di numerosi testi, alcuni anche di rilevante interesse. Detto comportamento, motivato dalla necessità di perseguire un risparmio economico, sarebbe encomiabile se l’Ordine non avesse la disponibilità liquida di alcuni milioni di euro derivanti per lo più dai nostri versamenti. Ma non solo.
La rinuncia ad un servizio tanto importante per il nostro quotidiano lavoro appare addirittura in contrasto con il comune buon senso ove si pensi all’incredibile somma di oltre 150.000 (centocinquantamila!!!) euro spesa quest’anno dal nostro Consiglio per finanziare i festeggiamenti del centenario della permanenza dello stesso presso il “Palazzaccio”. Iniziativa, a mio avviso, di scarsa utilità e che, comunque, non giustifica un impegno economico di tale entità.
Come ignorare il mancato contrasto da parte dell’attuale maggioranza del Consiglio alle norme volute dal Governo in materia di media-conciliazione? Una rivoluzione che, facendo strame di qualsiasi principio costituzionale in tema di diritto alla difesa e di accesso alla giustizia, ci condanna, insieme ai cittadini, ad un sistema giudiziario non solo ancor più oneroso di prima ma anche più farraginoso, che finirà col rendere di fatto ancora più lunghi i tempi della Giustizia.
Per non parlare, poi, dell’«apprezzamento» espresso in delibera consiliare al famigerato regolamento sulle specializzazioni, che, insieme alla normativa sui crediti formativi, ci avrebbero trasformati in perenni “corsisti”, peraltro a pagamento.
Viepiù.
L’attuale maggioranza è riuscita perfino a peggiorare la già complessa attività dei Colleghi che svolgono l’attività di Difensori d’ufficio e che percepiscono i pur esigui compensi con gravissimo ritardo.
Ed ancora.
Al di là delle belle parole e delle mere dichiarazioni di intenti, l’attuale maggioranza non ha saputo mettere in campo alcuna concreta iniziativa per rispondere alle problematiche che i giovani Colleghi devono affrontare per intraprendere una professione, già dura di per sé, che è divenuta quasi proibitiva a causa dell’attuale negativa congiuntura economica.
Il Consiglio, invece, potrebbe ridurre l’importo della tassa annuale di iscrizione all’Ordine per i giovani Avvocati neo-iscritti. Potrebbe altresì sostenere i giovani Colleghi nel reperimento di idonee strutture per cominciare ad esercitare la professione.
Insomma l’Ordine è certamente importante ed è, quindi, indispensabile che esso viva e resista sia agli attacchi esterni che alle tentazioni di pseudo-riforme aventi l’unico scopo di indebolire ulteriormente il nostro ruolo.
Tuttavia, il nostro Consiglio, per essere davvero autorevole e rappresentativo ha bisogno della partecipazione di tutti i Colleghi, affinché assuma finalmente decisioni nell’unico interesse dell’Avvocatura romana.
Un caro saluto.
Mauro Mazzoni
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NOSTALGIA DELL’AVVENIRE di Carlo Giacchetti (24.10.2011)
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NOSTALGIA DELL’AVVENIRE - a cura di Carlo Giacchetti
Avevo sei o sette anni quando, tenuto per mano da mio padre, entravo per la prima volta in Tribunale, l’allora “Palazzaccio” di Piazza Cavour.Restai meravigliato, ed al tempo stesso affascinato, da quel palazzo così grande, dai soffitti così alti, e soprattutto da quelle statue che sembravano guardarmi con circospezione, come chiedendosi cosa facessi io lì. In quel luogo così austero sembrava materializzarsi la severità, ma anche la giustizia.
Oggi sono passati quasi cinquant’anni da quel momento e, sebbene sia entrato ormai centinaia di volte in “quel palazzo”, mi sembra di respirare ancora quell’aria, ma purtroppo essa è solo un ricordo. Non voglio certo dire che non vi sia più severità o giustizia, ma solo che ciò che era l’Avvocatura di un tempo oramai non esiste più. Certo i grandi Avvocati del passato – penso ai Genunzio Bentini, Alfredo De Marsico, Bruno Cassinelli, Francesco Carnelutti, ecc. – sono stati capaci, con il loro operato e con il loro insegnamento, di far capire veramente quale sia la grandezza e l’importanza della figura dell’Avvocato.
Purtroppo nella società attuale la figura dell’Avvocato non riveste più la giusta importanza che dovrebbe avere, e ciò è dovuto in parte a colpa nostra ed in parte a coloro che dovrebbero rappresentarci e tutelarci.
Spesso siamo considerati come semplici “optionals” nei processi penali o, peggio, “mungi soldi” in quelli civili, senza che si siano alzate sdegnate, e fattive, proteste da parte di coloro che ci rappresentano e dovrebbero tutelarci.
Quante volte, nelle cancellerie e/o segreterie, ho visto il personale trattare con molta sufficienza o tracotanza i colleghi, anche quelli non più giovani ! Dove è andato a finire il rispetto per la nostra categoria?
Non ho mai trovato manifesti del nostro Consiglio dell’Ordine nei quali si stigmatizzasse l’operato del personale delle cancellerie, né si denunciassero le enormi difficoltà che bisogna affrontare per esercitare degnamente la professione.
Non ho mai visto cartelli a firma del nostro Consiglio dell’Ordine nei quali si denunciasse l’obbligo di mettersi in fila alle sei del mattino (se non prima) per poter chiedere copie di atti e/o provvedimenti, e ciò a causa delle agenzie esterne che hanno ormai il monopolio dell’ufficio copie.
Nulla è stato organizzato dal nostro Consiglio dell’Ordine – al di là di una blanda ed ovvia protesta formale – contro l’assurda decisione di far chiudere le Cancellerie alle 12.00, in tal modo aumentando le difficoltà per l’avvocato in maniera del tutto evidente ed ovvia. La nostra dignità non è inferiore a quella dei Magistrati, dei Cancellieri, degli impiegati o addirittura a quella degli usceri!
Il nostro Consiglio dell’Ordine – come figura Istituzionale – ha la stessa valenza del CSM, del CNF, e dei Consigli dei vari altri Ordini professionali, eppure non sembra.
Si è pensato a smembrare quella che era la biblioteca dell’Ordine degli Avvocati, regalando centinaia e centinai di libri , molti dei quali sono stati rinvenuti sulle bancarelle del Mercato di Porta Portese !!
Si sono fatte roboanti dichiarazioni in merito ad una presunta “VITTORIA” (sul tema della media-conciliazione) solo per essere stati ricevuti dal Ministro; ma nella sostanza …..?
Cosa ha fatto il nostro Consiglio dell’Ordine per aiutare e sostenere gli Avvocati in questo momento così difficile, e non mi riferisco solo alla ben nota crisi economica ?
Siamo attaccati ed additati dagli opposti schieramenti politici; siamo invisi ai poteri forti; spesso siamo vituperati anche dai vari strati sociali (si pensi ai nefandi episodi accaduti a Perugia dopo la lettura della sentenza di appello, ed a Taranto durante le udienze); eppure siamo sempre al nostro posto, pronti sempre al quotidiano “combattimento”.
Noi dobbiamo consigliare, aiutare, difendere; ma a noi chi ci tutela, chi ci difende?
Perché l’attuale Consiglio dell’Ordine non interviene (o non è intervenuto) con fermezza ed autorità contro decisioni prese da funzionari del Tribunale che per noi tutti sono solamente foriere di ulteriori problematiche? Perché l’attuale Consiglio non stigmatizza il comportamento tenuto, spesso, dal personale delle Cancellerie? Perché l’attuale Consiglio non si attiva concretamente contro lo strapotere delle Agenzie esterne, cui si è ormai costretti a rivolgersi per chiedere le copie degli atti e gli altri adempimenti di cancelleria?
Ma soprattutto quale avvenire si profila per i giovani colleghi che si apprestano solo ora ad iniziare la professione ?
Certo pensando a cosa è stata l’Avvocatura in tempi non molto lontani e come invece potrà essere nell’avvenire – alla luce delle considerazioni sopra svolte – il Lettore potrà ora ben comprendere il significato del titolo di queste sofferte considerazioni.
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E' tempo di agire per uscire dal tunnel (di Mauro Vaglio - 14.10.2011)
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E' TEMPO DI AGIRE !

La lista Mauro Vaglio è finalmente scesa in campo per rappresentare l’Avvocatura romana con integrità morale e spirito d’indipendenza rispetto agli interessi “dei soliti gruppi di potere”.
Tutti coloro che conoscono il pluriennale impegno dell'Avv. Mauro Vaglio in difesa della Categoria sanno che nella sua lista troveranno Colleghi capaci e appassionati che ne condividono lo spirito di servizio e l'impegno.
Ma affinchè la loro azione sia efficace è indispensabile che vengano eletti. Ecco perchè il tuo contributo sarà determinante e per questo motivo ti chiediamo a gennaio 2012 di VOTARE TUTTA LA LISTA.
Puoi prendere visione del programma della lista e dei singoli candidati all'indirizzo: www.lalistamaurovaglio.it
Perciò non aspettare ad entrare in contatto con la lista e dare i tuoi suggerimenti e consigli sul link: DIALOGA CON LA LISTA.
E' TEMPO DI AGIRE PER USCIRE DAL TUNNEL !
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Cambio denominazione di Equitalia Gerit S.p.A. in EQUITALIA SUD S.p.A.
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Attenzione! La Equitalia Gerit S.p.A. si è trasformata in Equitalia Sud S.p.A., pur mantenendo la sede - almeno sembrerebbe - a Lungotevere Flaminio n. 18.
Prima di procedere alla citazione in giudizio, perciò, accertiamoci bene su dove notificare l'atto.
Cari saluti.
Mauro Vaglio
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Notifiche al Comune di Roma / ROMA CAPITALE (6.9.2011)
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Mi comunica la Collega Alessandra Ciommei che da qualche giorno il Comune di Roma non accetta più le notifiche intestate al "Comune di Roma", data la trasformazione, appunto, in "Roma Capitale".
Facciamo quindi molta attenzione.
Buon lavoro.
Mauro Vaglio
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Costituzione del Comitato degli Avvocati creditori della Gestione Commissariale del Comune di Roma (26.8.2011)
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Mi giunge or ora la seguente comunicazione dal Collega Alessandro Pallottino, che trascrivo integralmente perché interessante un po' per tutti e perché rispecchia fedelmente la mentalità dell'Avvocato che mette a disposizione di tutta la categoria i propri successi:
"Caro Mauro, al rientro dalle ferie ho trovato una gradita sorpresa, che sicuramente interessa anche Te (perché ricordo che Ti occupasti del tema) e che - anzi – potrebbe essere l’occasione d’avvio di un confronto sull’argomento, aggregando il maggior numero di colleghi coinvolti sul tema e ottenere consenso anche dai giudici ordinari dell’esecuzione romana. Su un mio appello in esecuzione del giudicato (peraltro avverso una stramba sentenza di accoglimento del TAR), il Consiglio di Stato ha rimesso alla Corte Costituzionale l’art. 78 del DL n. 112 del 2008: la famosa norma sul commissariamento dei debiti di Roma Capitale ante aprile 2008 con conseguente congelamento di tutte le somme maturate fino ad allora (circa 12 miliardi di euro!). Ti allego frattanto la bella sentenza n. 4772 del 10 agosto scorso con la quale la Quarta Sezione del Consiglio di Stato mi ha accolto le due prime marginali (ma sempre cospicue) voci di credito che gli uffici di Roma Capitale mi negavano in forza della detta legge (spese legali e indennità provvisoria di esproprio), mentre sull’altra voce di credito già liquidata dalla Corte d’Appello di Roma (indennità d’esproprio in via definitiva per oltre venti milioni di euro), la sentenza anticipa la rimessione alla Corte Costituzionale della questione di legittimità della detta norma. La avevo sollevata io, quella questione di costituzionalità, con una lunga memoria dedicata al tema redatta a quattro mani con la Prof. Maria Alessandra Sandulli. E abbiamo fatto “bingo”. La relativa Ordinanza non è stata ancora depositata, ma lo sarà a breve: Te la farò avere subito. Sarebbe importante informarne tutti i colleghi che si sono visti (o rischiano di vedere) dichiarare nulle le procedure di recupero crediti verso Roma Capitale, ove risalenti ad epoca antecedente l’aprile 2008, anche se liquidati con sentenze emesse successivamente. Non sarebbe male che anche qualche giudice ordinario sollevasse questione di costituzionalità di quella norma. C’è infatti il pericolo che possa prevalere la “ragion di Stato” come fu per il prelievo forzoso del 6 per mille del governo Amato del 1992 e che la Corte Costituzionale fu costretta a salvare, perchè “una tantum” ed irripetibile: come irripetibile è oggi l’art. 78 del DL 112/2008 sui Roma Capitale".
Ed ecco il testo integrale della sentenza: Consiglio di Stato 10.8.2011 n. 4772/11.
Non appena pubblicata l'ordinanza di rimessione alla Corte Costituzionale dell'art. 78 D.L. 112/08, sarà nostra cura metterla immediatamente a disposizione dei Colleghi.
L'idea dell'amico Alessandro Pallottino di costituire una sorta di "Comitato degli Avvocati creditori della Gestione Commissariale del Comune di Roma" mi sembra ottima. Perciò ogni Collega coinvolto direttamente o in rappresentanza dei propri clienti può inserire i propri dati nel seguente MODULO ON LINE DA APRIRE CON UN SEMPLICE CLICK.
Visto che l'unione fa la forza ... vi invito a coinvolgere anche quei pochi Avvocati romani che non vengono raggiunti dalle mie comunicazioni.
Buona ripresa dell'attività lavorativa.
Mauro Vaglio
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AGENZIA DEL LAVORO E DELLE OPPORTUNITA' (a cura di Fabrizio Bruni e Matteo Santini)
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E' stato istituito il nuovo servizio della “Agenzia del lavoro e delle opportunità”, gestito attraverso veloci e comodi strumenti virtuali, grazie all'impegno dei Colleghi Matteo Santini e Fabrizio Bruni.
In questo modo ciascun Collega potrà far inserire nell’apposita banca dati la propria richiesta od offerta di lavoro o anche di affitto di una stanza, ma senza apparire pubblicamente sul sito e, quindi, mantenendo la necessaria riservatezza.
Per usufruire del servizio vai alla pagina della “bacheca degli annunci”.
Mauro Vaglio
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La parte del decreto legge anticrisi n. 138/11 che interessa direttamente le professioni (13/8/2011)
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Cari Colleghi,
in questi giorni estivi così difficili per l'Italia e, in particolare, per la nostra professione, è bene che ciascuno di noi legga di persona la parte di testo della manovra che ci riguarda direttamente (apri l'art. 3 del decreto legge anticrisi, tratto da MondoProfessionisti.eu).
Il nostro Collega Roberto Nicodemi, componente della Giunta dell'Organismo Unitario dell'Avvocatura, ha già avuto modo di metterci a disposizione un primo resoconto delle novità molto utile, che trascrivo in calce alla presente comunicazione e che approfondiremo e commenteremo nei prossimi giorni.
Buon ferragosto.
Mauro Vaglio
Le novità del decreto legge anticrisi n. 138 del 13.8.2011, a cura di Roberto Nicodemi
Il Governo, con il testo del decreto legge anticrisi, pur evitando una "liberalizzazione selvaggia", ha stabilito che venga varata, entro 12 mesi, la riforma degli ordinamenti professionali.
La riforma dovrà investire aspetti importanti della nostra professione quali: 1) l'accesso; 2) la formazione; 3) il tirocinio; 4) i compensi; 5) l' assicurazione professionale; 6) gli organi disciplinari; 7) la pubblicità; 8) le società professionali.
1) ACCESSO ALLA PROFESSIONE: dovrà essere libero, senza alcuna limitazione, salvo ragioni di interesse pubblico, e non dovrà introdurre discriminazioni dirette o indirette basate sulla nazionalità.
2) FORMAZIONE: dovrà essere regolamentata dal consiglio nazionale e la sua violazione determinerà un illecito disciplinare soggetto a sanzione.
3) TIROCINIO: dovrà essere effettivo e remunerato, con equo compenso di natura indennitaria. Non potrà superare i tre anni e potrà essere iniziato anche durante il percorso universitario.
4) COMPENSO PROFESSIONALE: il compenso professionale dovrà essere convenuto con l'assistito, al momento del conferimento dell'incarico. Sarà possibile derogare alle tariffe professionali e bisognerà informare il cliente del "livello di complessità dell'incarico". E' tuttavia anche previsto che, in caso di mancata determinazione consensuale del compenso ed in altre ipotesi specifiche, si applicano le tariffe professionali.
5) ASSICURAZIONE PROFESSIONALE: l'avvocato dovrà stipulare l'assicurazione professionale comunicandone gli estremi al cliente, al momento del conferimento dell'incarico. Il CNF e la CASSA FORENSE potranno negoziare le condizioni generali delle polizze al fine di ottenere agevolazioni per i propri iscritti.
6) ORGANI DISCIPLINARI: verranno istituiti degli organi, a livello territoriale, che si occuperanno dell'istruzione e della decisione delle questioni disciplinari. I componenti di tali organi territoriali e nazionali non potranno ricoprire, contemporaneamente, la carica di consigliere dell'ordine territoriale e di consigliere nazionale.
7) LA PUBBLICITÀ INFORMATIVA: potrà essere diffusa con ogni mezzo. Potrà contenere l'indicazione dello studio, l'attività professionale svolta, le specializzazioni ed i titoli professionali dei componenti dello studio, nonché i compensi delle prestazioni offerte.
8) SOCIETA' DI LAVORO PROFESSIONALE: il governo ha previsto una delega per introdurre, attraverso una legge, società ad hoc che consentano l'esercizio delle professioni in forma aggregata e multidisciplinare. Il termine per l'emanazione del suddetto provvedimento legislativo è di un anno. La denominazione delle suddette società sarà: "società di lavoro professionale".
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Richiesta di pagamento dei contributi previdenziali alla gestione separata Inps
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ISCRIZIONE D'UFFICIO ALLA GESTIONE SEPARATA INPS E POSSIBILI ECCEZIONI
Mi segnalano molti Colleghi che in questi giorni stanno arrivando le richieste di pagamento dei contributi da versare alla gestione separata Inps per coloro che negli anni 2005 e segg. non erano iscritti alla Cassa Forense perché non raggiungevano il reddito minimo previsto.
Ai fini della proposizione dell'eventuale ricorso, evidenzio che con una norma di interpretazione autentica, quindi retroattiva, il comma 12 dell'articolo 18 della manovra finanziaria (decreto legge 98/2011, convertito dalla legge n. 111 del 15 luglio) ha previsto che sono tenuti all'iscrizione presso l'apposita gestione separata Inps esclusivamente i soggetti che esercitano per professione abituale, ancorché non esclusiva, attività di lavoro autonomo il cui esercizio non sia subordinato all'iscrizione ad appositi albi professionali.
Ovviamente, trattandosi di materia previdenziale, la competenza per l'opposizione appartiene al Tribunale del Lavoro, dopo eventualmente avere utilizzato lo strumento del ricorso gerarchico.
Pur nella difficoltà di "interpretazione" di tale "norma interpretativa" (vedi circolare Inps pro domo sua), il Collega Marco Pieri ha predisposto un ricorso al Comitato Amministratore della gestione separata Inps, che può fungere da guida per chi intendesse percorrere questa strada e mi ha autorizzato a mettere il proprio lavoro a disposizione della categoria. Nel ringraziarlo per questa meritoria attività, tengo a precisare che come sempre, trattandosi oltretutto di una situazione particolare (richiesta di contribuzione per il periodo di pratica forense), il ricorso che ciascuno vorrà proporre dovrà essere rivisto, integrato ed adattato alla fattispecie concreta, declinandosi ogni responsabilità sull'esito dell'eventuale procedimento instaurato. Anzi, sarebbe bene aprire un dibattito su questo argomento in modo da inserire in calce al presente modulo qualsiasi contributo positivo che sarà fatto pervenire.
[SCARICA IL RICORSO]
Buone vacanze.
Mauro Vaglio
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OSSERVAZIONI E SUGGERIMENTI DEI COLLEGHI
Avv. Federica Curto
Egregio Collega,
ho letto con interesse la sezione dedicata agli accertamenti che l'INPS ha notificato a diversi colleghi, tra cui la sottoscritta, per mancato versamento di contributi alla gestione separata INPS.
Ho letto anche il modello di ricorso predisposto dal Collega avv. Pieri sul quale avrei piacere di confrontarmi.
Anche a me, infatti, è stato notificato un avviso bonario da parte dell'INPS con il quale mi si comunica che sono stata iscritta d'ufficio alla gestione separata non avendo versato alcun contributo previdenziale per l'anno 2005, in cui ero praticante non abilitata al patrocinio, pur avendo dichiarato di percepire redditi da lavoro autonomo (poco più di 8.000 euro!) e mi si intima il pagamento di quasi 2.800 euro.
Pur non condividendo, per ovvie ragioni, le richieste dell'INPS, non sono così sicura che la norma di interpretazione autentica "ci dia pienamente ragione", o meglio, sembrerebbe farlo nella prima parte in cui esclude che l'obbligo contributivo gravi su coloro i quali sono iscritti ad Albi professionali, ma mi pare sfavorevole nella seconda parte ove, secondo la mia modesta interpretazione (purtroppo coincidente con quella dell'INPS, vedi circolare interpretativa) sembra dirsi che sono comunque tenuti a versare i contributi alla gestione separata coloro i quali svolgano o abbiano svolto attivita' non soggette al versamento contributivo a Cassa Forense in base al rispettivo statuto e ordinamento.
Se lo ritiene, può pubblicare la mia mail anche sul sito.
La ringrazio molto per l'attenzione e saluto cordialmente.
Avv. Federica Curto
Avv. Massimiliano Mascia
Preg.mo Collega,
in primis i miei complimenti per il sito che mi ha fornito non poco materiale per l’argomento in oggetto.
Facendo l’avvocato e dovendo difendere in questo caso un mio interesse personale – anch’io sono tra i destinatari della nota inviata dalla sede di Firenze dell’INPS in data 13 giugno 2011 (un attacco su scala nazionale nel medesimo giorno, propongo di far diventare questa data il Ns. 11 settembre.) - non posso fare altro che sposare in pieno la tesi sostenuta dal collega Marco Pieri.
Tesi che forse - e per questo scrivo la presente al fine di aprire un breve confronto visto l’imminente scadere del termine per proporre ricorso al Comitato - andrebbe integrata nel terzo motivo facendo altresì presente come chi percepisce un compenso spese per l’attività di praticantato NON ESERCITA ABITUALMENTE UN’ARTE E/O UNA PROFESSIONE visto il praticante per definizione non è un professionista e non ha un’arte e visto che non lavora abitualmente per fare a vita il praticante ma per diventare avvocato!
Circostanza quest’ultima che escluderebbe l’iscrizione all’INPS.
Proprio su questo punto mi vorrei confrontare con i colleghi per capire quanto percorribile sia questa ulteriore strada.
Grazie per lo spazio e per il tempo dedicato.
Massimiliano Mascia
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Scadenza Mod. 5 e autoliquidazione dei contributi previdenziali
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COME COMPILARE IL MOD. 5/2011 TELEMATICO
Cari Colleghi,
entro il 1° agosto dovrà essere effettuato il pagamento della 1^ rata dei contributi soggettivi di base e integrativi dovuti in autoliquidazione per l'anno 2010, cui si aggiunge quello modulare obbligatorio (pari all'1%).
Il Mod. 5/2011, invece, dovrà essere inviato - necessariamente per via telematica - entro il 30 settembre.
Proprio in vista di queste scadenze, l’Information Center della Cassa Forense osserverà dal 18 luglio al 30 luglio 2011 il seguente orario straordinario:
- Call center telefonico (n. 06.36 21 11)
dal lunedì al venerdì, dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e dalle ore 15,00 alle ore 17,00 e sabato 30 luglio dalle ore 9,00 alle ore 13,00.
- Front-Office (ricevimento diretto con ingresso da Via E. Q. Visconti, 6/B, solo previo appuntamento tramite sito internet della Cassa):
dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e dalle ore 14,30 alle ore 16,30.
- E-mail (informazioni@cassaforense.it):
il servizio è sempre attivo dal lunedì al giovedì 24 ore su 24 e il venerdì fino alle ore 16,00.
Si accede alla compilazione del Mod. 5 telematico dal sito www.cassaforense.it. E' consigliabile leggere con attenzione le istruzioni contenute nella Guida alla compilazione del Mod. 5.
Un semplice suggerimento: se si sceglie di non versare il contributo modulare volontario non si potrà più effettuare il relativo versamento, al contrario se si sceglie l'opzione positiva si può decidere fino a dicembre 2011 se effettuare o meno il versamento (ad esempio, nell'ipotesi di necessità di abbattere il reddito).
Cari saluti.
Mauro Vaglio
LA PENSIONE MODULARE: NOZIONE E VANTAGGI
Alcuni colleghi mi hanno chiesto di fornire qualche notizia più precisa sul contributo modulare volontario, non conoscendo a sufficienza questo argomento.
In primo luogo occorre premettere che la modulare non è una prestazione previdenziale autonoma, bensì una quota di pensione che si aggiunge al trattamento di base.
Tale quota è calcolata secondo principi di tipo contributivo, che garantiscono la corrispondenza tra il risparmio previdenziale individuale rivalutato e la rendita pensionistica.
E' costituita da versamenti in parte obbligatori (1%) e in gran parte volontari (dall’1% al 9%). Essa consente al professionista di migliorare il livello di “adeguatezza” della propria pensione, con modalità di versamento flessibili e variabili di anno in anno, in base alle esigenze del contribuente e con immediati benefici fiscali. L’assenza di scopo di lucro e di particolari spese di gestione da parte della Cassa, consentono, inoltre, di retrocedere all’iscritto l’intera contribuzione versata con una garanzia di rendimento minimo dell’1,5% annuo.
Contributo soggettivo minimo modulare obbligatorio del 1%: il pagamento avviene in unica soluzione, tramite MAV (bancario o postale) o bonifico bancario, con scadenza fissata al 30 aprile di ciascun anno, mentre l'eventuale eccedenza per superamento del reddito minimo verrà versata a seguito di autoliquidazione tramite il Mod. 5 dell'anno successivo.
Adesione alla contribuzione modulare volontaria: l’iscritto deve esercitare ogni anno una espressa opzione alla contribuzione modulare volontaria, in sede di Mod. 5 telematico, entro il 30 settembre, a partire da quest'anno. Una volta effettuata, l’opzione entro il 31 dicembre del medesimo anno può essere rettificata in diminuzione, ma non in aumento (in buona sostanza, se si opta per il versamento del 9% o di altra percentuale si potrà fino al 31 dicembre dello stesso anno decidere di versarlo eventualmente anche in misura inferiore o addirittura di non versarlo affatto; nel caso inverso invece non si avrà più la possibilità di versare alcunché).
TRATTAMENTO FISCALE DEI VERSAMENTI PER QUOTA MODULARE: i versamenti effettuati per la contribuzione modulare sono interamente deducibili ai fini IRPEF al pari degli altri contributi soggettivi dovuti alla Cassa. E' evidente che alla conclusione dell'anno questo elemento può influire in modo determinante sulla scelta. Il suggerimento è, quindi, quello di non precludersi a priori la possibilità di usufruire della detrazione di ulteriori contributi, aumentando al contempo l'importo della futura pensione.
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Lottiamo sempre per l'Avvocatura e per l'accesso alla Giustizia (10.7.2011)
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ANCORA PROVVEDIMENTI CONTRO GLI AVVOCATI E CONTRO I CITTADINI CHE CHIEDONO GIUSTIZIA
Forse alcuni Colleghi speravano in un cenno di resipiscenza nell'ultimo scorcio di legislatura, invece la manovra finanziaria e le proposte sulle liberalizzazioni ci ha fatto smettere di sognare ad occhi aperti ed ha decretato definitivamente che questo governo non solo non ha mantenuto - né mai le manterrà - le promesse di abrogare le indegne norme del decreto Bersani, ma ormai ha di gran lunga superato le nefandezze a danno degli Avvocati, dei cittadini e dell'intero sistema giustizia del Paese perpetrate dai governi della sinistra.
E cco cosa prevede la proposta di legge delega al governo in materia di liberalizzazioni: 1) inasprimento del divieto dei minimi tariffari; 2) ampliamento senza limite alla pubblicità; 3) possibilità di costituire società professionali con soci di mero finanziamento; 4) possibilità per il professionista di esercitare anche imprese commerciali; 5) divieto per gli ordini professionali di verificare la corrispondenza del compenso al decoro della professione; 6) eliminazione dell'esame di abilitazione per l'accesso alla professione forense e possibilità di svolgere i due anni di praticantato anche durante il corso universitario; 7) soppressione dell'incompatibilità tra l'esercizio del commercio e della professione forense.
E poi? Non erano forse sufficienti le incostituzionali norme sulla media-conciliazione? No, era necessario colpire ancora la nostra categoria ed il sacrosanto diritto dei cittadini all'accesso alla giurisdizione:
- Nuovi aumenti del contributo unificato: in soli 7 mesi il contributo minimo è passato da 30 a 33 e ora a 37 euro con un incremento del 22%, mentre quello massimo da 1.100 a 1.221 e ora a 1.446 con un incremento di oltre il 32%. Neanche per i SUV si è ricorsi a batoste di questo tipo!...
- Introduzione del contributo unificato in materia di famiglia (separazioni, divorzi, modifiche delle condizioni, e tutto il resto), controversie previdenziali e di lavoro (per chi ha un reddito doppio rispetto a quello per cui è previsto il gratuito patrocinio).
- Giustizia tributaria: anche qui introduzione del contributo unificato, e inoltre il giudizio deve essere preceduto da un cd. "reclamo" alla Direzione Provinciale dell'Agenzia delle Entrate. ATTENZIONE: il reclamo è condizione di ammissibilità del ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale, rilevabile anche d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio.
- Processo amministrativo: aumenti del contributo unificato fino addirittura al 100%, come per i ricorsi in materia di appalti pubblici per i quali si è arrivati a dover versare 4.000 euro.
Ma noi Avvocati dobbiamo stare ancora più attenti perché, se nell'atto introduttivo di qualsiasi giudizio dimentichiamo di indicare l'indirizzo di posta elettronica certificata oppure il numero di telefax o anche il codice fiscale, ecco che scatta la "punizione": il contributo unificato viene automaticamente aumentato del 50%.
E questa è solo una parte del contenuto in materia di giustizia della manovra sulla cd. "stabilizzazione finanziaria": leggi lo stralcio del D.L. 98/11.
Non basta: vogliono anche mettere sotto "tutela" la nostra Cassa di Previdenza, che custodisce i nostri soldi ed il nostro futuro, affidandone il controllo ad un organismo statale (la Covip).
Ma noi non ci arrendiamo e, uniti al nostro organo di rappresentanza politica, continueremo a batterci a tutela della nostra Categoria e dei cittadini, chiedendo la fissazione di un Congresso Straordinario Forense, attraverso il quale far sentire la nostra voce e mostrare alla politica la nostra forza delle idee e anche numerica.
La prima occasione è quella di giovedì 14 luglio alle ore 13,00 al Teatro Manzoni. Il Presidente dell'Associazione degli Avvocati Romani, Avv. Fabrizio Bruni, ha organizzato una Tavola rotonda alla quale interverranno anche il Presidente della Cassa Forense Avv. Alberto Bagnoli e il Presidente dell'O.U.A. Avv. Maurizio de Tilla sui temi di maggiore attualità : "La rappresentanza politica dell'Avvocatura e l'ordinamento professionale. Congresso Nazionale Forense Straordinario?".
Ci sono ancora alcuni posti disponibili: prenotati con un semplice click.
Mauro Vaglio
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Dichiarata dal Tar la nullità del Regolamento sulle specializzazioni del C.N.F.
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NULLE LE SPECIALIZZAZIONI DEL C.N.F.
Il Tar del Lazio con la sentenza n. 5151/11 ha dichiarato la nullità del Regolamento sulle specializzazioni. Il ricorso è stato proposto dai Consiglieri dell'Ordine di Roma Mauro Vaglio, Pietro Di Tosto, Donatella Cerè, Alessandro Cassiani, unitamente ai Delegati per il Congresso di Genova, tutti difesi da Antonino Galletti.
Il successo ottenuto eviterà alla nostra categoria di dover frequentare corsi biennali da 200 ore di formazione a pagamento ed esami finali (scritti ed orali) per potersi fregiare del titolo di specialista.
Ci siamo così contrapposti ancora una volta, nelle vere battaglie per l'Avvocatura, alla maggioranza del Consiglio dell'Ordine di Roma che, con delibera del 14.10.2010, aveva espresso il "proprio apprezzamento" per l'iniziativa del C.N.F.
Ma non abbiamo bisogno di cantare "vittoria", basta leggere le motivazioni della sentenza.
Forse sarebbe ora che, dopo questa figura, il Presidente del C.N.F. e chi lo segue ciecamente decidesse di mettersi da parte ... PARTECIPA AL SONDAGGIO SU www.associazionedegliavvocatiromani.it
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Esito della Manifestazione a Napoli di giovedì 23 giugno 2011 contro la media-conciliazione
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Grande successo della Manifestazione di Napoli contro la media-conciliazione e contro la rottamazione dei processi civili.
Una nutrita delegazione di Avvocati romani (oltre 100 Colleghi) ha partecipato all'evento, contribuendo fattivamente alla protesta, così come attestato anche dalla stampa (leggi Il denaro del 24.6.2011).
L'accoglienza da parte dei Colleghi napoletani e del resto d'Italia all'arrivo degli Avvocati di Roma è stata molto calda.
Applauditissimo è stato poi l'intervento di Mauro Vaglio, che ha sottolineato la necessità dell'unità dell'avvocatura italiana in questo delicatissimo momento; uno dei passaggi più graditi ai presenti è stato l'invito all'O.U.A. ad indire un congresso straordinario dell'avvocatura italiana che affronti, oltre ai problemi già noti, l'imminente riforma della professione forense per modificarne quelle parti che non tengono conto della base dell'avvocatura, con particolare riferimento anche all'art. 20 (permanenza dell'iscrizione all'albo).
All'astensione dalle udienze hanno aderito 200.000 Avvocati, bloccando l'attività degli Uffici Giudiziari di tutta Italia (comunicato O.U.A. del 23.4.2011).
Non ci arrenderemo finché non sarà eliminata l'obbligatorietà della mediazione.
Mauro Vaglio, Pietro Di Tosto, Andrea Costanzo
Rassegna fotografica della Manifestazione di Napoli (a cura di Giorgia Celletti)
Arrivo davanti al Tribunale (Di Tosto, Vaglio, Nicodemi, Macioci)
La sala della manifestazione stracolma
Alcuni dei "romani" (con la bandiera: Nicodemi, Mazzoni, Vaglio, Di Tosto; dietro: Giacchetti, Costanzo, Catalisano, Marinelli; in piedi: Bruni, Notari)
Tavolata della "delegazione romana" (circa 80 su oltre 100): in primo piano Guerra, Maldari, Vaglio
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Si è conclusa venerdì 3 giugno 2011 la Confederation's Cup (primo torneo di calcio a 8 tra Associazioni forensi)
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Confederation's Cup (primo torneo di calcio a otto tra Associazioni forensi): si svolgerà nelle serate di lunedi 30 maggio e di venerdì 3 giugno presso il circolo Futbol Club in Via degli Olimpionici n. 71 prima del Brumswich-Booling, con il seguente programma:
Lunedì 30 maggio 2011 Due partite in contemporanea alle h.21: Sparta Prati - Agire e Informare ATR - Accademia Forense
Venerdì 3 giugno Dalle ore 20 fino alle h.21 : finale 3-4 posto tra le due perdenti ATR - Sparta Prati
Dalle ore 21 fino alle 22: FINALISSIMA Agire e Informare - Accademia Forense
Siete tutti invitati ad assistere, il "divertimento" è assicurato e ... vinca il migliore.
Alla fine, seppure ai rigori e dopo una rimonta nei tempi regolamentari da 3-1 a 3-3, ha prevalso la tenacia dei giocatori di Agire e Informare e del loro "tecnico" Giuseppe Scavuzzo, che, insieme a Carlo De Berardinis e a Roberto Nicodemi, si è impegnato a "costruire" la squadra vittoriosa.
1^ Classificata: Agire e Informare
2^ Classificata: Accademia Forense
3^ Classificata: Sparta Prati
4^ Clasisficata: ATR
GRANDE RISALTO ANCHE SUI MEDIA
Corriere dello Sport del 1° giugno e del 6 giugno 2011 ED ECCO LA COPPA ...

Donatella Ceré consegna la coppa per la squadra 1^ Classificata a Giuseppe Scavuzzo e a Mauro Vaglio (nello sfondo, Mauro Mazzoni della squadra 2^ Classificata)

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Che vergogna ! (14.5.2011)
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Che vergogna !
Il Presidente Conte si è nuovamente riunito “con i pochi alleati” su invito (o ordine) del Ministro Alfano e del consigliere giuridico, Prof. Alpa, che è anche Presidente del Consiglio Nazionale Forense.
La strategia del Ministro è chiara: mantenere ferma senza alcuna modifica la legge sulla mediazione obbligatoria (non può dispiacere i poteri che gliela hanno commissionata) e, al contempo, creare ulteriori divisioni e scontri nell’Avvocatura, cercando di delegittimare l’O.U.A. come organo rappresentativo dell’Avvocatura.
Per ottenere questo risultato, il Ministro vuol far intendere che possano essere ritenuti rappresentativi di tutta l'Avvocatura italiana alcuni Presidenti di Consigli dell’Ordine che, esattamente al contrario, partecipano a queste riunioni riservate senza che abbiano alcun peso sulle decisioni, se non addirittura con animo collaborativo.
Infatti, la riunione “ministeriale” ha “partorito” l’unica proposta che, senza intaccare minimamente la legge sulla mediazione, la fa diventare più gravosa per i cittadini, gettando ancor più discredito sull’Avvocatura. Rendere obbligatoria la difesa tecnica, infatti, vanificherà tutte le nostre azioni di protesta contro i costi della mediazione e consentirà ai media “asserviti” di affermare che le nostre battaglie si sono arrestate di fronte al primo provvedimento economico di favore.
La domanda che ci dobbiamo inoltre porre è questa: il Presidente Conte è andato alla riunione rappresentando l’Avvocatura romana oppure per altri motivi, ad esempio di natura prettamente elettorale?
A noi non sembra che l’Avv. Conte abbia ricevuto alcun mandato “generale”, né alcuna "investitura" dagli Avvocati romani per parlare di mediazione con il Ministro in riunioni ristrette né, tantomeno, è stato da essi autorizzato ad accettare proposte di alcun tipo a loro nome, specie se così negative per tutti noi.
Essere il Presidente di un Consiglio dell’Ordine, sia pure importante come quello di Roma, non implica certo una simile rappresentatività senza uno specifico mandato e senza che si senta il dovere di consultarsi con la “base” per poterne interpretare al meglio le intenzioni. E questo lo può ben capire solo chi dimostra di avere, nel suo agire quotidiano, una autentica cultura democratica.
Inoltre, l’Avvocatura Romana (cosi come l’OUA) ha già fatto sentire la sua forte voce di contrasto a questa legge e a questo Ministro, chiedendone le dimissioni. In sostanza, il Presidente Conte è andato ad ascoltare gli ordini del Ministro a titolo esclusivamente personale.
In caso volesse, invece, essere legittimato in tal senso, convochi un’Assemblea straordinaria dell’Avvocatura romana ed ascolti la sua vera volontà sulla mediazione obbligatoria.
Gli Avvocati di tutta Italia il mandato lo hanno conferito esclusivamente all’OUA attraverso le mozioni approvate al Congresso Nazionale Forense a seguito di libere elezioni tenutesi su base proporzionale proprio a questo scopo.
Non ci facciamo ingannare da questi giochi di potere del Ministro e dei suoi alleati e teniamo la barra dritta sui veri problemi.
E', quindi, veramente incredibile che si voglia far passare come una "vittoria" quella che è una vera e propria svendita dell'Avvocatura e dei cittadini italiani ai poteri forti e alle logiche del business da parte del C.N.F., organo istituzionale non rappresentativo politicamente perché non viene eletto dalla base, e da alcuni Presidenti di Ordini, che hanno - guarda caso - già istituito i propri organismi di mediazione.
Si tratta di quegli stessi Ordini, infatti, che non hanno voluto introdurre, nel proprio regolamento, la necessaria assistenza del difensore perché li avrebbe fatti andare "fuori mercato" rispetto agli organismi privati di mediazione, ma che oggi invece la sbandierano come un grande successo.
Il Ministro si sta servendo di loro per attuare una palese strategia finalizzata al tentativo di dividere l'Avvocatura vera, che invece ha dimostrato di non cedere ai suoi ricatti e di utilizzare gli strumenti che le competono per ottenere, ben prima di quanto si sperasse, la rimessione alla Corte Costituzionale dei punti fondamentali della legge sulla mediazione: l'obbligatorietà a pena di improcedibilità e la composizione degli organismi di mediazione senza la previsione dei requisiti di competenza e professionalità per i mediatori.
I Colleghi, però, non ci sono cascati e moltissimi degli Avvocati che tutti i giorni si battono con professionalità ed orgoglio in difesa dei diritti dei cittadini hanno smascherato questo vero e proprio tradimento (vedi ad esempio la lucida ed estremamente centrata analisi di un Collega di Trieste e quelle di due Colleghi romani, Simone Cruciani e Vincenza Del Prete).
Ma del resto quasi tutti ricorderanno i proclami di quegli stessi Presidenti, che oggi si sono nuovamente prestati al medesimo gioco di tentare di delegittimare l'O.U.A., quando il Ministro nel gennaio scorso li aveva convocati promettendo loro il rinvio dell'entrata in vigore della mediazione (leggi comunicazione Conte del 19.1.2011 e quella successiva del 10.3.2011, contenente l'invito a disertare la manifestazione del Capranica), prendendoli poi in giro con il decreto Mille proroghe e ignorando con fare antidemocratico anche le decisioni delle Commissioni parlamentari riunite, che avevano già approvato all'unanimità il rinvio. Ci si domanda: è il Parlamento che ha l’iniziativa legislativa e il compito di fare le leggi, oppure la fonte primaria del diritto è diventato il Ministro?
Di fronte a questo nuovo delirio di autoreferenzialità immediatamente hanno preso posizione sia l'O.U.A. (leggi il comunicato del Presidente Maurizio de Tilla) che molti Consigli dell'Ordine (leggi la delibera di Catania), nonché svariati Delegati della Cassa Forense (vedi la comunicazione di Alberto Cocco Ortu e di Nicolino Zaffina).
Insomma nessuno di noi può e vuole accettare che pochi interessati e i loro corifei facciano mercimonio della nostra categoria a danno dei cittadini. Continueremo pertanto nella nostra battaglia giudiziaria e politica contro il provvedimento più grave ed assurdo mai ideato da un governo di qualsiasi colore partitico per affossare definitivamente la "Giustizia", privatizzandola e rendendola un business per quegli approfittatori, che finora avevano potuto operare solo al di fuori del sistema giudiziario.
Vi aggiorneremo presto.
Mauro Vaglio, Petro Di Tosto, Donatella Cerè, Alessandro Cassiani
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E alla fine i nodi vengono al pettine (27.4.2011)
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Cari Colleghi,
nei giorni che hanno preceduto la Pasqua si sono susseguiti così tanti avvenimenti che per esaminarli compiutamente ci vorrebbero pagine e pagine di considerazioni e, comunque, tutte le relative problematiche non si riuscirebbero a sviscerare in modo veramente serio ed approfondito.
Riteniamo perciò che possa essere utile dare dei semplici flash, dai quali ciascuno potrà trarre le proprie personali conclusioni. Divideremo l'esposizione in tre punti specifici: 1) la manifestazione all'Adriano e l'astensione dalle udienze, 2) la posizione della maggioranza del Consiglio dell'Ordine di Roma sulla media-conciliazione, 3) la Corte Costituzionale sul "caso Graziani".
L'aspetto che però da tutto questo emerge chiaramente - e lo sottolineo con dispiacere - è che il nostro Consiglio dell'Ordine di Roma in un momento storico e sociale difficilissimo per l'Avvocatura non ci sta rappresentando né ci tutela come sarebbe suo compito.
Il Presidente Conte, infatti, da una parte non aderisce all'astensione contro la mediazione obbligatoria ma poi pretende di partecipare alla manifestazione "a condizione però che sul palco non vi siano rappresentanti di piccole associazioni locali e che venga data la parola solo ai Presidenti degli Ordini" (leggi il verbale del 7.4.2011), dimenticando che la libertà di parola è uno dei principi cardine della democrazia e della nostra categoria. Oltretutto con il suo atteggiamento e con le sue dichiarazioni dà l'occasione ai media per sostenere l'esistenza di una divisione nell'Avvocatura (leggi l'articolo su Affari e Finanza), che sulla materia della media-conciliazione non esiste assolutamente poiché la base dell'Avvocatura ha fatto fronte comune.
Del resto, è dell'altro giorno una sua email dal non chiaro significato nella quale, oltre a tentare di prendersi i meriti altrui, l'unico aspetto rilevante è costituito dall'intento di delegittimare l'Oua (e sarà un caso, visto che l'Oua lotta contro la mediazione obbligatria?).
Che caduta di stile, poi, fissare l'Assemblea per il bilancio del Consiglio dell'Ordine di Roma proprio nello stesso giorno della Manifestazione all'Adriano (leggi la convocazione) con lo scopo di approvarselo insieme ad una trentina di fedelissimi. Infatti è andato via dal palco della manifestazione mentre erano ancora in corso gli interventi che riguardavano tutta l'Avvocatura italiana !
Ma noi non ci arrendiamo e continueremo a fare tutto quanto in nostro potere per sopperire a queste evidenti carenze.
1) L'ASSEMBLEA DELL'ADRIANO E L'ASTENSIONE DALLE UDIENZE.
La manifestazione al Cinema Adriano di Roma è stata la seconda iniziativa di denuncia e di protesta indetta dell'Organismo Unitario dell'Avvocatura contro la media-conciliazione obbligatoria. Ancora una volta vi è stato un entusiasmante successo, così come per l'adesione all'astensione dalle udienze per due giornate (90% di adesione anche in penale). Inoltre abbiamo celebrato la vera e propria vittoria costituita dal rinvio alla Corte Costituzionale da parte del Tar della normativa sulla mediazione a seguito delle eccezioni sollevate dall'O.U.A., da Agire e Informare e dall'Associazione degli Avvocati Romani sugli artt. 5 e 16 del D.L.gsl. 28/2010.
Anche i Consigli dell'Ordine di Napoli, Firenze, Salerno, Torre Annunziata ed altri hanno partecipato al giudizio innanzi al Tar contro la mediazione obbligatoria. Al riguardo, è bene chiarire che, contrariamente a quanto sostenuto dal Ministro della Giustizia, la sospensione dell'efficacia della normativa non poteva essere concessa poiché i ricorrenti vi avevano rinunciato preferendo discutere il merito della questione in breve tempo, come in effetti è avvenuto.
E qui sorge il primo interrogativo: dove era il Consiglio dell'Ordine di Roma mentre noi e altre Istituzioni forensi agivamo a tutela dei cittadini e degli Avvocati?
Forse l'attuale maggioranza era troppo impegnata ad organizzare la cena con gli oltre 200 candidati del primo corso per mediatori indetto dal Consiglio dell'Ordine!... (leggi la comunicazione di Condello).
E comunque non hanno inserito nel Regolamento dell'Organismo dell'Ordine di Roma le 3 semplici clausole (leggi la nostra proposta), che avrebbero permesso di superare gli effetti negativi della legge.
2) LA POSIZIONE DEI CONSIGLIERI DI MAGGIORANZA SULLA MEDIA-CONCILIAZIONE.
Ecco cosa dichiarano alcuni Consiglieri di maggioranza dell'Ordine di Roma in merito alle nostre proposte tese a tutelare i cittadini e gli Avvocati:
- Condello: "La bozza del nuovo Regolamento ... è stata elaborata in conformità al D.M. 180/2010" (quello stesso, cioè, che è stato rimesso alla Corte Costituzionale dal Tar Lazio).
- Arditi di Castelvetere: "La gravità di tale condotta è ancor più evidente dovendosi considerare lo scopo palesemente elettorale e di natura propagandistica, in alcun modo rispettoso del dovere di correttezza e, soprattutto, in violazione dell'obbligo di segretezza che gli stessi, in ragione della loro carica, sono obbligati a rispettare" (leggi l'intera dichiarazione).
- Gianzi: "Organizzare un corso per circa 700 colleghi è cosa titanica, come la messa in opera dell'Organismo di Mediazione e la gestione del servizio di segreteria: tentare di vanificare questi sforzi è veramente irresponsabile" (leggi l'intera dichiarazione).
- Conte: "Il Presidente richiama l'attenzione del Consigliere Di Tosto sul fatto che quella e.mail propala il segreto dell'ordine del giorno (?!) dell'adunanza, in questo consiste la gravità e tendenziosità della comunicazione preventiva".
- Murra: "... l'Ordine non deve dare, in questa sede, «indicazioni ai colleghi», ma solo adottare un Regolamento che, se fosse contrario alla norma primaria, sarebbe censurabile dinanzi al giudice amministrativo e annullabile. Le proposte dei Consiglieri Di Tosto e Vaglio ... sono chiaramente volte a boicottare l'Istituto della Mediazione che, piaccia o no, ormai è in vigore e col quale occorre fare i conti" (peccato per il Consigliere Segretario che, dopo solo 5 giorni, proprio quel giudice amministrativo di cui lui paventa l'intervento abbia rimesso la norma primaria innanzi alla Corte Costituzionale!) - Leggi uno stralcio della lunghissima dichiarazione di Murra.
Bene ha fatto il Consigliere Alessandro Cassiani a rilevare l'aspetto "un po' freddo e solo burocratico" dell'intervento di Murra, specificando che "essere un Organismo istituzionale non significa che debba accettarsi una legge senza protestare".
Un'altra considerazione va a questo punto fatta: da parte dei Consiglieri di maggioranza del nostro Ordine c'è il continuo richiamo alla segretezza sulle questioni che il Consiglio dell'Ordine deve affrontare, oggi addirittura riferita inspiegabilmente all'ordine del giorno, mentre qualche tempo fa - ricorderete - riguardava il tentativo di pagare con i nostri soldi i correttori dei temi della Scuola forense. Tutto questo non sarà forse finalizzato a rendere pubbliche le sole decisioni finali, mettendo i Colleghi di fronte al fatto compiuto quando ormai non c'è più nulla da fare?
In ogni caso il Regolamento dell'Organo di Mediazione del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma è stato approvato con il voto contrario dei Consiglieri Di Tosto e Vaglio nei limiti del mancato inserimento delle clausole da loro proposte (vedi la dichiarazione di non approvazione del Regolamento).
Al contrario, i Consigli dell'Ordine di Napoli, Torre Annunziata e praticamente tutti gli altri Consigli campani hanno dimostrato di difendere realmente i Colleghi introducendo nei Regolamenti dei propri Organismi di Mediazione una clausola che prevede l'immediato rilascio del verbale negativo, senza costi aggiuntivi, se la parte, nell'atto introduttivo, dichiara di proporre l'istanza di mediazione al solo fine della procedibilità dell'azione giudiziaria ma di non voler aderire alla procedura di mediazione.
E' evidente che, a fronte della posizione di chiusura del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma e finché un altro Organismo di mediazione di Roma non dovesse accettare le nostre condizioni, saremo costretti a suggerire a tutti i Colleghi di proporre le proprie istanze di mediazione ai soli fini della procedibilità presso tali organismi campani. Fra qualche giorno, quindi, scioglieremo la riserva dando indicazioni più precise.
3) LA CORTE COSTITUZIONALE SUL CASO GRAZIANI.
Ormai quasi tutti i Colleghi sono stati informati della decisione della Corte Costituzionale sulle elezioni di gennaio 2010, in base alla quale l'attuale Consigliere dell'Ordine di maggioranza Alessandro Graziani non era candidabile (leggi l'ordinanza n. 138/11 con particolare attenzione alle parti evidenziate).
Voglio ricordare a tutti come, in modo a dir poco inelegante, Domenico Condello all'epoca scrisse un editoriale dal titolo: I "trombati alle elezioni" non sanno cantare la famosa canzone: "Bisogna saper perdere" (leggi l'editoriale in versione integrale).
Oggi riteniamo di poter rispondere - purtroppo senza la medesima ironia trattandosi di questioni serie e molto gravi - che il Consiglio dell'Ordine dovrebbe essere rappresentato solo da chi sia eletto in modo trasparente.
Perciò ci domandiamo e poniamo a tutti i Colleghi i seguenti quesiti di natura strettamente politica:
- è corretto aver candidato nella propria lista in violazione della legge un componente della Commissione d'esame per avvocato ?
- perché il suo capolista, Antonio Conte, all'epoca Segretario in carica da due bienni e Consigliere dell'Ordine da oltre dieci anni, pur conoscendo perfettamente l'illegittimità della candidatura, ha voluto Graziani nella propria lista?
- senza i voti di Graziani (2.523 - 5° classificato) la lista dell'attuale Presidente Conte avrebbe ottenuto ugualmente la maggioranza di 8 Consiglieri? O forse, in base alla classifica finale, ne avrebbe persi un altro paio?
- senza quella maggioranza da parte di Antonio Conte, sarebbe avvenuto ugualmente il "salto sul carro del vincitore" da parte di tre attuali consiglieri che sono stati eletti con i voti della nostra lista (Murra, Arditi di Castelvetere e Nesta) e che stanno sostenendo una maggioranza che, altrimenti, tale non sarebbe?
E’ chiaro che il Presidente Conte e la sua maggioranza non appaiono rappresentativi dell’Avvocatura Romana e delle sue reali esigenze.
Nonostante queste amare considerazioni, continuiamo per la nostra strada con integrità morale e senza complicità, certi che i Colleghi sapranno valutare correttamente i fatti e le persone che li compiono.
A presto.
Mauro Vaglio, Pietro Di Tosto
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Segnale significativo al ministro dell'(in)giustizia - 12.4.2011
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E noi ci crediamo fino in fondo!
Neanche i poteri forti sono riusciti a fermarci.
Le nostre Associazioni (Agire e Informare e Associazione degli Avvocati Romani) sono state tra i pochissimi ad avere il coraggio di scendere in campo in difesa degli Avvocati contro l’introduzione della Media-conciliazione obbligatoria.
Nel desolante immobilismo di altre Istituzioni forensi, il nostro intervento nel procedimento (introdotto dall'O.U.A.) innanzi al Tar del Lazio per eccepire l'illegittimità costituzionale della normativa sulla mediazione ha prodotto un primo significativo risultato che restituisce, a tutti gli Avvocati, la speranza nel futuro della Professione.
Il Tar, con l'ordinanza n. 3202 del 12 aprile 2011 (leggi le 43 pagine del provvedimento), ha ritenuto rilevanti e non manifestamente infondate, con motivazioni praticamente inconfutabili, le seguenti questioni di legittimità costituzionale da noi sollevate:
- introduzione dell’obbligo del previo esperimento del procedimento di mediazione;
- esperimento della mediazione come condizione di procedibilità della domanda giudiziale;
- previsione che a gestire il procedimento di mediazione possano essere gli enti pubblici e privati, con omissione dell'individuazione di criteri volti a delineare i requisiti attinenti alla specifica professionalità giuridico-processuale del mediatore.
Incassata questa prima, significativa vittoria, non dimentichiamo che la battaglia è ancora lunga.
Un contributo importante per il conseguimento dell'obiettivo finale di far diventare facoltativa la mediazione lo stanno fornendo, oltre ai Consiglieri dell'Ordine degli Avvocati di Roma Mauro Vaglio, Pietro Di Tosto, Donatella Cerè e Alessandro Cassiani, tanti altri Colleghi impegnati nella strenua difesa dei cittadini e della nostra categoria, in particolare Marcello Anastasio Pugliese, Fabrizio Bruni, Antonino Galletti, Carlo Giacchetti, Mauro Mazzoni, Mauro Monaco, Roberto Nicodemi, Matteo Santini, Mario Scialla.
Adesso è giunto il momento per tutti i Colleghi che hanno a cuore la nostra professione di dare un segnale forte alla politica.
Vieni anche tu alla grande manifestazione dell'Avvocatura Italiana giovedì 14 aprile ore 10,00 al Cinema Adriano in Piazza Cavour e comunica la tua adesione con un semplice click (PARTECIPERO' ALLA MANIFESTAZIONE).
Ti aspettiamo.
Mauro Vaglio, Pietro Di Tosto, Andrea Costanzo
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Manifestazione all'Adriano del 14 aprile 2011
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Gentile Collega,
come hai potuto verificare dalle nostre ultime comunicazione, ci stiamo muovendo in modo propositivo per rendere l'istituto della media-conciliazione, nella sua applicazione pratica, meno gravoso per tutti noi e per i nostri clienti.
Abbiamo anche inviato una denuncia al Presidente dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Antonio Catricalà, per richiedere - proprio a lui che tanto si batte contro il ripristino delle nostre sacrosante tariffe minime - un urgente intervento sull'ignobile imposizione delle indennità minime obbligatorie in favore degli organismi di mediazione (leggi la denuncia all'Autority).
Ma affinchè le iniziative presenti e quelle che ci proponiamo di avviare a breve abbiano la massima efficacia, è INDISPENSABILE dimostrare tutti insieme la nostra compattezza nel "rifiutare" questa imposizione che mortifica la nostra Professione pur di favorire i poteri forti. E' importante, quindi, anche il momento della protesta contro questo istituto e contro la cd. "rottamazione dei processi civili", la cui approvazione tanti danni provocherebbe alla Giustizia come la intendiamo noi.
Invitiamo, perciò, tutti i Colleghi ad aderire all'astensione dai processi civili, penali, amministrativi e tributari, proclamata dall'Organismo Unitario dell'Avvocatura per il 14 ed il 15 aprile 2011 (stampa la delibera dell'O.U.A. per portarla in udienza), nel rispetto del codice di autoregolamentazione del 13.12.2007 (leggi con attenzione in particolare quando l'astensione non è consentita).
L'appuntamento è per giovedì 14 aprile alle ore 10,00 al Cinema Adriano in Piazza Cavour 22 a Roma, dove si svolgerà la seconda manifestazione di denuncia e di protesta di tutta l'Avvocatura italiana.
Per una migliore organizzazione dell'evento, che prevede un grande afflusso di Colleghi anche di altri fori, è consigliabile comunicare la propria partecipazione sul seguente link (VOGLIO PARTECIPARE).
Noi ci saremo e tu non mancare.
A giovedì della prossima settimana.
Mauro Vaglio, Pietro Di Tosto, Andrea Costanzo
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Come disinnescare la mediazione obbligatoria (4.4.2011)
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Gentile Collega,
alla prossima adunanza consiliare di giovedì 7 aprile 2011, nella quale si discuteranno le modifiche da apportare al Regolamento dell'Organismo di Mediazione dell'Ordine di Roma, sottoporremo al Consiglio la seguente proposta, elaborata con la consulenza giuridica del Collega Fabrizio Bruni, che puoi leggere aprendo il seguente link (testo della proposta Vaglio/Di Tosto).
Precisiamo che tali proposte non costituiscono una rinuncia alla nostra ferma opposizione all’applicazione della normativa sulla mediazione obbligatoria, ma vogliono essere esclusivamente un modo per rendere inefficaci le norme sull’improcedibilità e sui costi a carico dei cittadini al fine di ottenere un risultato conforme a Giustizia, in attesa che vengano modificate (in via giudiziaria o legislativa) le norme illegittime.
Il Consiglio dell'Ordine dovrà assumersi di fronte ai propri iscritti le proprie responsabilità se la sua maggioranza riterrà di non approvare le nostre legittime richieste.
Si stanno impegnando con noi in questa battaglia, oltre a tanti altri Colleghi e a numerose Associazioni forensi, Donatella Cerè, Alessandro Cassiani, Marcello Anastasio Pugliese, Fabrizio Bruni, Antonino Galletti, Carlo Giacchetti, Mauro Mazzoni, Mauro Monaco, Roberto Nicodemi, Matteo Santini, Mario Scialla.
A presto.
Mauro Vaglio, Pietro Di Tosto
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Al tempo stesso, però, tutti noi dobbiamo anche farci trovare pronti ad affrontare le problematiche pratiche sulla mediazione e dobbiamo sapere che cosa proporre ai nostri clienti.
Per questo motivo abbiamo organizzato un Seminario dal taglio prettamente pratico per l'approfondimento delle varie problematiche relative alla mediazione:
Lunedì 11 aprile 2011 ore 12,30/16,00 (Teatro Manzoni - Via Montezebio n. 14/C): "LA MEDIAZIONE OBBLIGATORIA: istruzioni per l'uso" - 3 crediti formativi. Prenotazioni su www.agireinformare.org a decorrere dalle ore 19,00 di martedì 5 aprile fino all'esaurimento dei posti disponibili. Interverranno: Mauro Vaglio, Pietro Di Tosto, Fabrizio Bruni, Matteo Santini, Marcello Anastasio Pugliese, Roberto Nicodemi.
Cari saluti.
Mauro Vaglio, Pietro Di Tosto, Andrea Costanzo
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La mediaconciliazione ed i suoi effetti nefasti (a cura di Matteo Santini)
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FinanzaeDiritto.it 28 Marzo 2011
La media conciliazione ed i suoi effetti nefasti
E' entrato in vigore il 21 marzo 2011 il decreto legislativo n. 28 del 2010, sulla media conciliazione obbligatoria. Completamente disatteso l’emendamento al decreto Milleproroghe, che contemplava un rinvio di un anno dell’entrata di vigore. E' stato stabilito un rinvio solo in materia di sinistri stradali e di contenzioso in materia condominiale. Ed ora che la media conciliazione è legge, qui prodest? Sicuramente ai conciliatori professionisti come è agevole intuire.
Ma l'aspetto che più mi preme sottolineare è la grave ed ingiustificata violazione dei diritti di chi ne esce certamente sconfitto; ovvero “tutti cittadini” (siano essi avvocati o no). La norma, penalizza in primis, i cittadini, i quali, loro malgrado ignari delle conseguenze drammatiche della norma (e ciò a cagione di una campagna mediatica decisamente “pro – mediazione”), dovranno sostenere maggiori costi rispetto ad oggi, in caso di contenzioso. Non è affatto vero lo slogan pro mediazione, il quale afferma che “i processi costano di più della mediazione!”. Ciò è infatti smentito inequivocabilmente dalla stessa lettera della norma. Infatti, ciascun cittadino dovrà innanzitutto corrispondere all’Organismo di mediazione un corrispettivo proporzionato al valore della controversia. E’ sufficiente leggere gli importi indicati nelle tabelle predisposte dal legislatore, per rendersi conto di quanto sia oneroso il ricorso alla mediazione (ad esempio per una controversia dal valore di euro 600.000 il costo della mediazione, per ciascuna parte, è di quasi 4000 euro !). Ed in caso di fallimento del tentativo di mediazione cosa accadrà? Le parti dovranno affrontare il processo dall’inizio, avvalendosi ovviamente di un avvocato, con evidente duplicazione dei costi. E per comprendere l’altra probabilità di insuccesso della singola mediazione e dell’istituto in genere, è sufficiente fare riferimento all’esperienza fallimentare, maturata negli anni, in riferimento all’obbligatorietà del tentativo di conciliazione nel rito del lavoro. Mutuare istituti giuridici da esperienze fallimentari già applicate ad altri rami del diritto, significa voler imporre, senza criterio, un metodo perdente. Non sarebbe stato meglio prevedere un periodo di "sperimentazione" durante il quale contemplare la facoltatività della mediazione, per poi valutarne risultati e successi (o insuccessi?). La media conciliazione è legge: dal canto mio farò di tutto anche per mezzo delle associazioni forensi che rappresento perchè tale norma venga abrogata.
Avv. Matteo Santini
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Manifestazione dell'Avvocatura contro la mediaconciliazione obbligatoria (a cura di Fabrizio Bruni)
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16 marzo 2011
Manifestazione dell’Avvocatura contro mediaconciliazione obbligatoria e rottamazione giustizia
Al Teatro Capranica di Roma si è svolta la grande manifestazione organizzata dall’Organismo Unitario dell’Avvocatura e sostenuta da molte associazioni forensi, tra cui la nostra, e molti Consigli dell’Ordine. Il Teatro era strapieno di Colleghi di tutti i fori ma deve essere sottolineata la partecipazione in massa, oltre che dei Colleghi Romani, di quelli della Campania e della Puglia. Erano presenti anche tanti Colleghi di altri fori intervenuti privatamente. I contenuti dei discorsi pronunziati dal Presidente dell’OUA, Avv. Maurizio De Tilla, e dai Presidenti dei Consigli dell’Ordine di Firenze, Napoli, Bari e Milano così come quello del nostro Consigliere dell’Ordine Avv. Mauro Vaglio (spicca l’assenza del Presidente del Consiglio dell’Ordine di Roma), del Presidente dell’AIGA, Giuseppe Sileci, del Segretario Nazionale dell’ANF, Ester Perifano, sono stati molto forti e tutti nel segno di un nuovo impegno verso l’unità dell’Avvocatura, che costituisce senza dubbio l’unica possibilità per la nostra categoria di resistere alla pressione dei cd. “poteri forti” che spingono verso la privatizzazione della Giustizia. In particolare, è stato fortemente criticato l’operato del Governo ovviamente per la normativa sulla mediazione obbligatoria, ma anche per l’atteggiamento dimostrato nel corso degli anni nei confronti della giustizia civile e dell’Avvocatura che esercita la professione in questo settore, ovvero la parte più consistente della nostra categoria. E’stato dato indirizzo, e questo ci onora (vedasi il precedente articolo pubblicato su questo sito), di invitare tutti i Colleghi ad informare puntualmente i Clienti, cioè i cittadini, sul contenuto di questa infausta legge, per il momento ignorata da tutti, nonchè sulle modalità tecniche giuridicamente possibili per contrastarne l’applicazione ed impedirne il successo. L’Avv. Maurizio De Tilla ha preannunciato ulteriori numerose iniziative di protesta ed ha informato i partecipanti che presto saranno calendarizzate in Parlamento le discussioni per l’approvazione dei disegni di legge (già licenziati dalle Commissioni) che prevedono l’abrogazione dell’articolo 5 del D. Lgs. 28/2010, in sostanza la norma che sancisce la condizione di procedibilità. Il messaggio uscito dalla manifestazione di oggi è stato chiarissimo: l’Avvocatura sta trovando per la prima volta dopo tanti anni una coesione e una forza che deriva dall’unità di tutte le componenti della base e non è più disposta a lasciar passare senza intervenire riforme legislative che siano deleterie per la categoria e fortemente lesive dei diritti dei cittadini, primo fra tutti quello sancito dall’art. 24 della Costituzione.
Avv. Fabrizio Bruni

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Resoconto sulla manifestazione nazionale dell'Avvocatura del 16 marzo 2011 al Teatro Capranica
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Da destra a sinistra: MAURO VAGLIO (Presidente dell'Associazione Agire e Informare), ESTER PERIFANO (Segretario dell'A.N.F.), PAOLO GIUGGIOLI (Presidente del Consiglio dell'Ordine di Milano), NICOLA MARINO (Vicepresidente dell'O.U.A.), MAURIZIO DE TILLA (Pressidente dell'O.U.A.), STEFANIA CHERUBINI (Presidente dell'Assemblea O.U.A.), GIUSEPPE SILECI (Presidente dell'Aiga), FRANCESCO CAIA (Presidente Consiglio dell'Ordine di Napoli), MARCELLO COLLOCA (Vicepresidente della Cassa Forense), SERGIO TOTARO (Presidente del Consiglio dell'Ordine di Firenze)

Un teatro Capranica, gremito in ogni ordine di posti e con centinaia di altri Colleghi che sono rimasti ad ascoltare dall'atrio, è stato lo splendido scenario nel quale si è svolta mercoledì 16 marzo 2011 l'imponente manifestazione dell'Avvocatura italiana per protestare contro la normativa sulla media-conciliazione obbligatoria e sulla cd. rottamazione dei processi civili.
Si è trattato di un evento epocale, di gran lunga più partecipato addirittura dei famosi "moti dell'Adriano" del 1995: ai tanti Colleghi venuti dagli altri fori (in particolare, Campania, Puglie, Lombardia, Sicilia) si sono aggiunti, infatti, nonostante l'ininterrotta pioggia battente, centinaia di Avvocati romani, che mai prima di oggi in eventi di questo genere erano intervenuti in numero così elevato.
Sul palco si sono alternati i Presidenti delle Associazioni maggiormente rappresentative ed i Presidenti degli Ordini. La voce dell'Avvocatura è stata unanime: "non è utile per il Paese una media-conciliazione come quella che entra in vigore il prossimo 21 marzo che è incostituzionale e che obbligherà i cittadini a un ulteriore filtro per avere giustizia, nonché a subire molte più spese. L’Italia ha bisogno di un sistema giudiziario che funzioni per tutti, non solo per pochi interessi privati. Il governo ascolti gli avvocati e intervenga. Altrimenti continuerà la protesta, fino addirittura al referendum abrogativo".
Il Presidente dell'Organismo Unitario, Maurizio de Tilla, ha chiuso i lavori con un'appassionante intervento, in cui ha evidenziato tutti i motivi per cui questa media-conciliazione è contro la nostra Costituzione e fallirà, chiedendo infine le dimissioni del Ministro della Giustizia, che sta appaltando la giurisdizione ai privati e agli altri Ordini professionali che non appartengono al suo ministero.
Possiamo dire che tutti noi il 16 marzo 2011 abbiamo dato vita ad una «NUOVA AVVOCATURA», che non scende a compromessi, ma agisce con integrità morale e senza complicità. In quella sede ho consegnato simbolicamente al Presidente dell'O.U.A. le 3.553 firme contro la mediazione obbligatoria raccolte in pochi giorni da Agire e Informare, dall'Associazione degli Avvocati Romani e dal Centro Studi e Ricerche sul Diritto di Famiglia.
L'A.N.M., attraverso il proprio Vicepresidente, ha dichiarato la contrarietà alla mediazione obbligatoria, espimendo solidarietà all'iniziativa dell'O.U.A., e la Senatrice Della Monica ha informato i presenti che in questa settimana è già stata calendarizzata in aula del Senato la discussione del disegno di legge Benedetti Valentini, che prevede l'abrogazione dell'obbligatorietà della mediazione.
Non hanno invece partecipato alla manifestazione il C.N.F., aspramente criticato dal sottoscritto e dagli altri oratori, ed i Presidenti di alcuni Ordini, come ad esempio Torino, il Triveneto, Ancona, Roma (verbale su manifestazione).
Ciascuno di noi può farsi la propria obiettiva opinione leggendo le inopportune dichiarazioni del Presidente del C.N.F. (dichiarazioni del Prof. Alpa), le repliche del Presidente dell'O.U.A. (dichiarazione dell'Avv. de Tilla), l'articolo del Presidente dell'Associazione degli Avvocati Romani (articolo dell'Avv. Fabrizio Bruni), le considerazioni molto significative di una nostra Collega (email dell'Avv. Alessia Guerra) e la testimonianza di un altro Collega (vedi email dell'Avv. Gianluca Tucci).
Da oggi lunedì 21 marzo entrerà comunque in vigore la mediazione obbligatoria e dovremo utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione per renderla il meno dannosa possibile: al riguardo l'O.U.A. ha predisposto un vademecum con i primi suggerimenti (vedi vademecum) e una serie di eccezioni sulla illegittimità costituzionale della normativa (vedi questioni di incostituzionalità).
Da parte nostra, ci riserviamo di indicare la strada da seguire dopo che il nostro Consiglio dell'Ordine si sarà espresso sulla proposta di modifica del Regolamento dell'Organismo di mediazione dell'Ordine di Roma, che abbiamo presentato la scorsa settimana e che chiederemo sia nuovamente messa all'Ordine del giorno di giovedì prossimo (leggi proposta Di Tosto / Vaglio).
Cari saluti.
Mauro Vaglio, Pietro Di Tosto, Donatella Ceré, Alessandro Cassiani
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Manifestazione del 16 marzo ed adesione all'astensione dalle udienze dal 16 al 22 marzo 2011
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Gentile Collega,
in questi giorni tutta l'Avvocatura unita, salvo rare eccezioni, si sta mobilitando per protestare contro l'iniquo strumento della media-conciliazione, che - così come concepito - determinerà un danno enorme per i cittadini perché impedirà il libero accesso alla tutela giurisdizionale ed un aumento spropositato dei costi, attraverso la privatizzazione della giustizia che elimina anche il sacro ufficio della difesa, costituzionalmente garantito.
Ma non basta. E' stato proposto al Parlamento il disegno di legge governativo sulla cd. "rottamazione dei processi civili", che costituisce un ulteriore schiaffo alla giustizia (vedi le principali novità), e la nostra categoria vuole fare sentile la propria voce unita anche contro queste ulteriori compressioni del diritto alla difesa ed aumenti dei costi per i cittadini .
Invitiamo, perciò tutti i Colleghi ad aderire all'astensione dai processi civili, penali, amministrativi e tributari, proclamata dall'Organismo Unitario dell'Avvocatura dal 16 al 22 marzo 2011 (stampa la delibera dell'O.U.A. per portarla in udienza), nel rispetto del codice di autoregolamentazione del 13.12.2007 (leggi con attenzione in particolare quando l'astensione non è consentita).
L'appuntamento è stato per mercoledì 16 marzo alle ore 10,00 al Teatro Capranica a Roma in Piazza Capranica 101, dove si è svolta la più imponente manifestazione di tutta l'Avvocatura italiana di tutti i tempi. [AGENZIE DI STAMPA SULLA GRANDE PARTECIPAZIONE ALLA MANIFESTAZIONE]
Noi ne siamo stati protagonisti. [VIDEO DI MATTEO SANTINI SU IL FATTO QUOTIDIANO]
Inoltre, al fine di rendere meno onerosa per i Colleghi ed i loro clienti l’entrata in vigore della mediazione obbligatoria e in attesa che la normativa venga dichiarata incostituzionale, abbiamo proposto al Consiglio dell’Ordine di integrare il Regolamento del proprio Organismo di mediazione con le seguenti agevolazioni, da applicarsi solo quando la parte che avvia la mediazione sia assistita da un Avvocato:
1) Rilascio del verbale negativo di conciliazione con esclusione delle spese di procedimento in caso di mancata partecipazione dell’altra parte;
2) Immediato rilascio del verbale negativo di conciliazione, senza alcun costo, in caso di superamento del termine di quattro mesi dalla presentazione della domanda;
3) Immediato rilascio di verbale negativo, senza alcun costo, nell’ipotesi in cui la parte che avvia la procedura dichiari nell’istanza introduttiva di contestare la legittimità costituzionale della mediazione obbligatoria.
Continueremo le nostre battaglie per l'Avvocatura.
Mauro Vaglio, Pietro Di Tosto, Marcello Anastasio Pugliese, Fabrizio Bruni, Carlo Giacchetti, Mauro Monaco, Roberto Nicodemi, Matteo Santini
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Anche la stampa capisce che la media-conciliazione obbligatoria produrrà solo danni per i cittadini (7/8/10.3.2011)
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Da Il Corriere della Sera del 10/3/2011

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Sondaggio sull'astensione dalle udienze (21.2.2011)
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Iniziative di protesta contro l'entrata in vigore della media-conciliazione obbligatoria (22.2.2011)
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Deliberate dall'Organismo Unitario dell'Avvocatura le prime iniziative di protesta a cui tutti dobbiamo aderire: - mobilitazione e partecipazione innanzi al Tar il 9 marzo 2011, dove si terrà l'udienza di impugnazione del decreto attuativo della mediazione, in cui sono intervenute ad adiuvandum Agire e Informare e l'Associazione degli Avvocati Romani; - astensione dalle udienze dal 16 al 22 marzo 2011; - manifestazione di denuncia e protesta il 16 marzo alle ore 10,00 in luogo da comunicarsi; - organizzazione di assemblee aperte ai cittadini e alla società civile presso i Consigli dell'Ordine e le Associazioni.
La protesta non si limita all'entrata in vigore della media-conciliazione, ma riguarda anche il disegno di legge governativo sulla cd. rottamazione dei processi con: - nomina di 600 ausiliari dei giudici, scelti tra magistrati in pensione ed avvocati dello Stato; - motivazione breve delle sentenze, con obbligo entro 15 giorni di chiedere la motivazione estesa pagando preventivamente il contributo unificato per il giudizio di appello; - aumento della metà del contributo unificato per i giudizi di impugnazione; - necessità di un'istanza di trattazione per le impugnazioni pendenti pena l'estinzione del giudizio.
E' ORA CHE TUTTI, AVVOCATI E CITTADINI, CONTRIBUISCANO A FARE PRESSIONE SULLE ISTITUZIONI PER DIVENTARE PROTAGONISTI DELLA PROTESTA.
PARTECIPA ANCHE TU AL SONDAGGIO SULL'ASTENSIONE DALLE UDIENZE, che trovi qui sopra.
COMUNICACI LA TUA PARTECIPAZIONE ALLA MANIFESTAZIONE DEL 16 MARZO 2011 ore 10,00 a Roma al Teatro Capranica (Piazza Capranica n. 101): basta un click e compilare il form.
VIENI A FIRMARE LA MOZIONE DI PROTESTA INDIRIZZATA AL PARLAMENTO CONTRO LA MEDIA-CONCILIAZIONE E IL DISEGNO DI LEGGE ROTTAMA-PROCESSI: ci troverai dal 1° al 15 marzo davanti al Tribunale Civile, al Tribunale Penale e al Giudice di Pace Civile. Portaci anche le firme dei tuoi Clienti e Colleghi, stampando, compilando e facendo sottoscrivere a tutti il seguente MODULO.
Vai anche a leggere le interessanti e puntuali considerazioni del Collega Fabrizio Bruni, Presidente dell'Associazione degli Avvocati Romani (www.associazionedegliavvocatiromani).
Ti aspettiamo.
Mauro Vaglio, Pietro Di Tosto, Marcello Anastasio Pugliese, Fabrizio Bruni, Carlo Giacchetti, Roberto Nicodemi, Matteo Santini
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Comunicato di adesione all'astensione dell'Associazione dei Giuristi Democratici (2.3.2011)
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Trasmetto il comunicato diramato dall'Associazione nazionale Giuristi Democratici, di adesione all'astensione dalle udienze proclamata dall'OUA per la settimana dal 16 al 22 pp.vv.
Avv. Cesare Antetomaso
Portavoce Ass. Giuristi Democratici di Roma
L'Associazione Nazionale Giuristi Democratici preso atto che in materia di media-conciliazione, il Governo, attraverso la presentazione di un maxiemendamento, ha sostanzialmente impedito al Parlamento di approvare, in sede di conversione in legge del decreto cd. milleproroghe un emendamento (già approvato all’unanimità dalle Commissioni Bilancio e Affari Costituzionali del Senato con il parere favorevole della Commissione Giustizia) che rinviava di un anno l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 28/2010 e del Regolamento attuativo D.M. n. 180/2010; rilevato che l'istituto della media-conciliazione, di per sé anche positivo se considerato aggiuntivo rispetto alle soluzioni giudiziarie delle vertenze, diviene pericoloso e di ulteriore intralcio alla soddisfazione dei diritti dei cittadini, se considerato obbligatorio; considerato che la non previsione della presenza necessaria del difensore, in sede di media conciliazione, in luogo di essere un beneficio per il cittadino, rischia di essere un grave impedimento per la tutela dei diritti dei cittadini meno abbienti e meno provveduti, che si troveranno, magari, a competere con una controparte assistita da un tecnico; rilevato come l'attuale maggioranza, in luogo di provvedere ad affrontare i reali problemi della giustizia, si occupi di risolvere i problemi personali del Presidente del Consiglio, in campo penale e di affrontare questioni marginali, non certo risolutive, in campo civile; considerato, dunque, che appare necessaria la mobilitazione degli avvocati a difesa del diritto alla difesa e del libero accesso alla giurisdizione dei cittadini, pur ritenendo che lo strumento dell'astensione dalle udienze, per le sue caratteristiche peculiari, sia uno strumento da usare con particolare attenzione; ritenuto, infine, che il pericolo per i diritti dei cittadini renda opportuna, se non necessaria l'adesione a forme di protesta incisive INVITA i propri associati ad aderire alla protesta indetta dall'Assemblea dell'OUA, con astensione dalle udienze per il periodo dal 16 al 22 marzo 2011.
Torino-Padova-Roma-Napoli-Palermo 2 marzo 2011 ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIURISTI DEMOCRATICI
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Le ultime sulla media-conciliazione (18.2.2011)
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Carissime Colleghe e Carissimi Colleghi,
ormai un ramo del Parlamento ha approvato il decreto Mille proroghe che, come tutti sapete, prevede la conferma dell’entrata in vigore della legge sulla cd. Mediazione obbligatoria, con il semplice rinvio di un anno per i sinistri stradali e le controversi in materia di condominio.
Si sono scatenati in questi giorni i più disparati commenti su questo argomento, specie da parte di coloro che erano rimasti in un colpevole silenzio al Congresso Nazionale Forense.
Rammento che furono proprio i nostri Delegati ad aver simbolicamente "espulso", con il cartellino rosso, il Ministro Alfano dalla nave congressuale a Genova, dando voce all’indignazione di tutta l'Avvocatura Italiana.
Avevamo proprio ragione, il Guardasigilli ha posto nel nulla l'emendamento al decreto Milleproproghe che faticosamente era stato ottenuto nelle Commissioni parlamentari, le quali avevano valutato necessario un preliminare rinvio di un anno dell'entrata in vigore della mediazione per varie ragioni, tra cui le gravi violazioni costituzionali fatte valere avanti al Tar dall’OUA, da Agire e Informare e dall’Associazione degli Avvocati Romani. Nessuna altra associazione o ente di Roma è intervenuto ad adiuvandum.
Ecco la prova lampante che hanno vinto i cd. “poteri forti” e la lobby dei mediatori professionisti, cioè chi, pur privo del titolo di Avvocato o di Magistrato, ha trovato il modo di arricchirsi sulle spalle dei cittadini appropriandosi di quel sacro baluardo del diritto di difesa che è sempre stato di esclusiva attribuzione della nostra professione a tutela costituzionale dei diritti dei cittadini.
Altro che liberalizzazione delle professioni! Qui siamo alla “svendita” della giustizia e, grazie all'introduzione della mediazione obbligatoria come condizione di procedibilità dell'azione giudiziaria, si impedisce al cittadino un libero accesso alla giustizia civile e si “licenziano” migliaia di Avvocati.
Ormai da mesi i media stanno condizionando la mente dei cittadini con spot pubblicitari mistificatori, ma soprattutto con interventi mediatici ed attacchi inimmaginabili contro la nostra categoria.
"La mediazione costa meno del processo", dicono tutti. E' totalmente falso!!!
Nessuno dice, ad esempio, che per una controversia del valore di 500.000 euro (immaginate una causa di divisione ereditaria tra più fratelli per un appartamento a Roma), ciascuna parte dovrà pagare all'Organismo di mediazione migliaia di euro! In calce è riportata la tabella degli importi da versare agli organismi di mediazione.
E cosa accade se la mediazione non riesce? Chi rimborserà i costi sostenuti dalla parte vittoriosa?
Perché nessuno dice ai cittadini che in questo caso dovranno riaffrontare da capo la causa con tanto di Avvocato e che, se la domanda è stata presentata in modo sbagliato per mancanza di conoscenze tecniche, saranno vincolati ad essa ai fini della procedibilità e non potranno far valere integralmente le proprie ragioni nel successivo processo?
Anche se la mediazione fosse stata gratuita, la situazione non sarebbe cambiata di molto poiché si è già sperimentato il totale fallimento della obbligatorietà in materia lavoristica e di telecomunicazioni (altro regalo fatto alle lobbies del potere).
Da parte nostra confidiamo ancora in una illuminata pronuncia da parte del Tar in risposta alle nostre (e solo nostre) istanze. Ma se così non fosse, siamo pronti ad utilizzare tutti gli strumenti che la legge e le capacità professionali della nostra categoria ci mettono a disposizione e a partecipare a qualsiasi forma di protesta che sarà indetta dall'OUA e dagli altri organismi rappresentativi, mentre ci dissociamo da iniziative individuali formulate a semplice scopo propagandistico da chi, pur presente al Congresso di Genova, salta fuori solo ora per sfruttare il momento particolarmente critico.
Continueremo a tenerVi informati e contiamo sul Vostro attivo sostegno.
Mauro Vaglio, Pietro Di Tosto, Marcello Anastasio Pugliese, Fabrizio Bruni, Carlo Giacchetti, Roberto Nicodemi, Matteo Santini
COSTI DELLA MEDIAZIONE (leggi il D.M. 180/10)
Valore della lite - Spesa (per ciascuna parte)
Fino a euro 1.000 = 65
da euro 1.001 a 5.000 = 130
da euro 5.001 a 10.000 = 240
da euro 10.001 a 25.000 = 360
da euro 25.001 a 50.000 = 600
da euro 50.001 a 250.000 = 1.000
da euro 250.001 a 500.000 = 2.000
da euro 500.001 a 2.500.000 = 3.800
da euro 2.500.001 a 5.000.000 = 5.200
oltre euro 5.000.000 = 9.200
Chi le rimborserà queste spese?
In giudizio chi perde paga! E qui?
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COSTI DELLA MEDIAZIONE: Tabelle a confronto (9.12.2010) - Risposta a Bruno Vespa (27.12.2010)
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In base alla seguente tabella di confronto sui costi della mediazione sarà per tutti molto più semplice far capire ai propri clienti quanto costerà loro da marzo in poi cercare di ottenere un po' di giustizia ...
COSTI DI MEDIAZIONE (Tabella da stampare)
CONFRONTO TRA DECRETO MINISTERIALE E
ORGANISMO DI MEDIAZIONE DEL CONSIGLIO DELL'ORDINE DEGLI AVVOCATI DI ROMA
Valore della lite - Spesa (per ciascuna parte) D.M. 180/10 COA Roma
Fino a euro 1.000 euro 65,00 40,00
da euro 1.001 a euro 5.000 euro 130,00 100,00
da euro 5.001 a euro 10.000 euro 240,00 2 00,00
da euro 10.001 a euro 25.000 euro 360,00 400,00
da euro 25.001 a euro 50.000 euro 600,00 600,00
da euro 50.001 a euro 250.000 euro 1.000,00 1.200,00
da euro 250.001 a euro 500.000 euro 2.000,00 2.500,00
da euro 500.001 a euro 2.500.000 euro 3.800,00 5.000,00
da euro 2.500.001 a euro 5.000.000 euro 5.200,00 8.000,00
oltre euro 5.000.000 euro 9.200,00 10.000,00
Dichiarazioni di Bruno Vespa sulla media-conciliazione e sugli Avvocati
Su Rai Uno nel programma "Porta a porta" delle ore 23,08 di lunedì 20 dicembre 2010, senza alcun contraddittorio e trattando argomenti totalmente estranei all'Avvocatura ed alla mediazione, il conduttore Bruno Vespa ha attaccato tutta la categoria forense, additata come corporazione contraria alla media-conciliazione, istituto che invece a lui personalmente avrebbe permesso all'indomani di risolvere in mezzora una vicenda giudiziaria di anni.
Si tratta evidentemente di un'informazione non completa e fuorviante perché non viene riferito che la contrarietà degli Avvocati dipende in particolar modo dai costi della mediazione, che andranno a gravare esclusivamente sui cittadini (vedi le tabelle comparate sopra trascritte).
Questo però nessuno lo dice. Come mai?
Il giornalista Bruno Vespa invece dovrebbe ben saperlo, in primo luogo perché la normativa sulla media-conciliazione è molto "caldeggiata" proprio dal Capo dell'Ufficio Legislativo del Ministero della Giustizia, Dott.ssa Iannini, e poi perché lui stesso, a suo dire, avrebbe adito l'organismo di mediazione.
E allora ce lo dica quanto denaro ha dovuto anticipare, o forse non è stato lui a pagare la prevista indennità per l'organismo di mediazione e, quindi, non lo sa nemmeno?
In ogni caso bisogna tenere nel dovuto conto che non tutti i cittadini italiani (per non parlare poi degli stranieri) sono nella condizione economica di sborsare centinaia o, anche, migliaia di euro per vedere riconosciuti i propri diritti: si pensi ad esempio ad un soggetto investito da un'autovettura che ha riportato ingenti danni fisici oppure a chi ha avuto problemi per la divisione di un appartamento caduto in successione.
Come faranno? Dovranno forse rinunciare a vedere tutelati i propri diritti per l’impossibilità di adire l’autorità giudiziaria?
Agire e Informare ha immediatamente inviato alla Rai una protesta formale (leggi la lettera inviata al Presidente della Rai).
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Comunicazioni di servizio del 7.2.2011
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IMPORTANTI COMUNICAZIONI DI SERVIZIO
1) Richiesta copie sentenze via email Giudice di Pace e Tribunale
DA QUALCHE GIORNO IL SERVIZIO E' DI NUOVO PERFETTAMENTE FUNZIONANTE.
Ne consiglio l'utilizzo a tutti per evitare inutili file agli sportelli.
2) Precetti nei confronti di Equitalia Gerit S.p.A.
L'Equitalia Gerit s.p.A. ha comunicato al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma che proporrà esposti disciplinari nei confronti degli Avvocati che notificheranno direttamente alla società l'atto di precetto unitamente alla sentenza di condanna quando nel giudizio la stessa è costituita a mezzo difensore (Cass. S.U. 23.12.2009 n. 27214).
Le procedure corrette da seguire per evitare problemi disciplinari sono pertanto in via alternativa le seguenti:
a) inviare al difensore costituito dell'Equitalia Gerit S.p.A., a mezzo lettera raccomandata (senza avviso di ricevimento), fax o email, la richiesta di pagamento con la specifica delle spese successive all'emissione della sentenza, possibilmente allegandola in copia;
b) notificare la sentenza ed inserire la relativa nota spese nell'apposito contenitore dell'Equitalia Gerit situato presso il Consiglio dell'Ordine.
3) Estensione ai familiari della polizza "Grandi Interventi" della Cassa Forense.
In data 28 febbraio 2011 scade il termine per aderire all'estensione della polizza ai famliari. Per maggiori informazioni vai sul sito web della Cassa Forense.
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La mediazione: il punto di vista di un avvocato cittadino (a cura di Matteo Santini)
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La media conciliazione: il punto di vista di un cittadino avvocato di Matteo Santini
Vista la mancata proroga relativa alla data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 28 del 2010, l'Organismo Unitario dell'Avvocatura, appoggiato da alcune tra le più rappresentative associazioni forensi, ha indetto una serie di iniziative di protesta tra cui l’astensione dalle udienze dal 16 al 22 marzo 2011 ed una manifestazione di protesta fissata per il 16 marzo. La protesta è volta altresì alla modifica del disegno di legge, relativo alla cosiddetta rottamazione dei processi. Sorprendentemente, è stato completamente disatteso l’emendamento al decreto Milleproroghe, che prevedeva il rinvio di un anno dell’entrata di vigore della conciliazione obbligatoria. Il rinvio è stato disposto unicamente per i sinistri stradali e per le controversie in materia condominiale. Chi esce vincitore da questa iniziale battaglia ? i mediatori professionisti ? Questo a mio giudizio è l’aspetto meno rilevante. Ciò che mi preoccupa maggiormente è tutelare i diritti di chi ne esce sicuramente sconfitto ! Vale a dire “i cittadini” e la categoria degli avvocati. Tralasciando in questa sede le critiche e le eccezioni, anche di incostituzionalità, sollevate in ordine all’introduzione della conciliazione obbligatoria (specie relativamente alle limitazioni al libero eccesso alla giustizia), mi preme sottolineare che la norma colpisce innanzitutto i cittadini, purtroppo ignari, a causa di una campagna mediatica decisamente “pro – mediazione”, delle drammatiche conseguenze economiche e dei maggiori oneri a cui dovranno andare incontro in caso di contenzioso. Lo slogan è sempre lo stesso: “i processi costano di più della mediazione!”. Slogan smentito inequivocabilmente dalla stessa lettera della norma. Vale la pena sottolineare che ciascuna parte dovrà innanzitutto corrispondere all’Organismo di mediazione un corrispettivo (indicato in apposite tabelle) proporzionato al valore della controversia. E’ sufficiente leggere gli importi indicati nelle tabelle per rendersi conto di quanto sia oneroso il ricorso alla mediazione (ad esempio per una controversia dal valore di euro 600.000 il costo della mediazione, per ciascuna parte, è di quasi 4000 euro !). In un Paese dove la cultura della mediazione, della conciliazione e dell’ADR è ancora scarsamente radicata (a differenza di ciò che avviene nei paesi Anglosassoni), è facile intuire che la non riuscita della mediazione sarà un evento tutt’altro che raro. In tal caso, le parti dovranno affrontare il processo dall’inizio, avvalendosi ovviamente di un avvocato, con evidente duplicazione dei costi. E per comprendere l’altra probabilità di insuccesso della singola mediazione e dell’istituto in genere, è sufficiente fare riferimento all’esperienza fallimentare, maturata negli anni, in riferimento all’obbligatorietà del tentativo di conciliazione nel rito del lavoro. Mutuare istituti giuridici da esperienze fallimentari già applicate ad altri rami del diritto significa voler imporre senza criterio, un metodo perdente. Che bisogno c’è di introdurre un sistema, oltretutto obbligatorio, che si è già rivelato essere fallimentare? La conciliazione è un modello culturale e non un istituto giuridico ed il modo di pensare della gente (avvocati compresi) può cambiare solo attraverso un processo di convincimento consapevole e maturo nel corso del tempo e non mediante odiose imposizioni. Parafrasando Tommaso Moro, concludo: “Signore dammi la forza di cambiare le cose che posso modificare e la pazienza di accettare quelle che non posso cambiare e la saggezza per distinguere la differenza tra le une e le altre”. Ebbene non mi ritengo un grande “saggio” ma lo sono abbastanza da comprendere che è necessario unire le forze di tutti noi avvocati (e non solo) per modificare una legge che non esito a definire la “tomba dell’avvocatura”.
Data: Mercoledi 23 Febbraio 2011
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PUBBLICO E PRIVATO (25.1.2011)
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PUBBLICO E PRIVATO
Continua, purtroppo, da parte dei soliti noti, l’utilizzo delle istituzioni per fini del tutto estranei ai compiti del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma.
A questa disdicevole pratica ha fatto ricorso, di recente, anche il Segretario Rodolfo Murra il quale, in modo davvero gratuito ed immotivato, ha pensato bene di offendere, oltre al sottoscritto, anche quei Delegati Romani che tanto si sono battuti, durante il Congresso Nazionale Forense, per dare voce all’Avvocatura italiana (leggi l'email di Murra)
Del resto, sempre nello stesso “solco”, nel mese di Settembre 2010, la lista del Presidente aveva tenuto analogo comportamento per scopi puramente elettorali (leggi l'email della Lista Insieme proveniente dalla Commissione Giovani del Consiglio dell'Ordine).
L’ultima iniziativa, in ordine di tempo, è stata la sterile quanto inutile polemica personale, nei miei confronti, lanciata dal Presidente Antonio Conte (leggi la comunicazione del 19 gennaio 2011).
Oltretutto, ciò che emerge chiaramente tra le righe della suddetta missiva è come la principale intenzione del Presidente Conte sia quella di coltivare l'alleanza con il C.N.F. e con il Presidente Alpa in particolare, escludendo dagli incontri l'Avvocatura vera. Infatti, senza l’O.U.A. e le Associazioni forensi, viene meno la partecipazione proprio di coloro che hanno originato quelle stesse istanze citate nella comunicazione (leggi la mozione congressuale).
Del resto, durante il Congresso, l'O.U.A. ed il suo Presidente De Tilla hanno abbracciato le mozioni dei nostri delegati (ovvero di riferimento dei Consiglieri Vaglio, Di Tosto, Cerè e Cassiani) ed il Congresso si è espresso democraticamente sulle dette mozioni, approvando per acclamazione quella sulla media-conciliazione.
Come tutti hanno potuto vedere con i loro occhi, sono stati proprio i NOSTRI delegati ad avere protestato e contestato in modo molto efficace la media-conciliazione, come dimostrano le cronache e le immagini di stampa che ritraggono la scelta mediatica del "cartellino rosso", mostrato tra l'altro al Ministro Alfano e soprattutto al Presidente Alpa (vai sul sito www.agireinformare.org).
Perché il Presidente Conte ed i suoi delegati a Genova non l'hanno sottoscritta? (leggi la NOSTRA mozione con tutte le firme).
L'altro elemento, molto preoccupante, che emerge chiaramente dalla lettera del Presidente Conte (basti leggere il punto in cui questi afferma: “Il Ministro Alfano ha subito precisato che la convocazione aveva carattere rigorosamente istituzionale e, per questo, erano presenti solo gli Ordini e le Unioni Distrettuali - oltre al CNF - e non quelle componenti dell’Avvocatura che non hanno una funzione “ordinistica”), è che questa "elite" dell'Avvocatura, che tratta col Ministro Alfano rappresentando soprattutto se stessa, intenderebbe barattare l'approvazione della legge professionale (tra l’altro in molti punti anch’essa assolutamente deleteria per tutti noi) con l'accettazione dell'obbligatorietà della mediazione, senza curarsi del fatto che si tratterà di una catastrofe, oltre che per noi, anche per i cittadini che verranno colpiti dagli enormi costi a loro carico per accedere alla mediazione (vedi tabella di raffronto tra le tariffe degli organismi di mediazione).
A poco servirà, infine, il "contentino" dell'assistenza legale obbligatoria (semmai arriverà), che costringerà in particolare noi Avvocati Romani ad assistere i nostri clienti correndo da Centocelle a Boccea, per poi trovarci a Via Cassia e ritornare al Tiburtino, e così via per tutto il giorno!...Quanto costerà tutto questo?
Di fronte a tali reali ed imprescindibili problematiche, è ora che l'Avvocatura vera, prendendo ad esempio quanto avvenuto al Congresso, voglia esprimersi a favore di chi dimostra tutti i giorni di lottare per gli interessi dei Colleghi e della categoria.
Bisogna abbandonare coloro che si fanno belli con le idee altrui dopo averle contrastate con i fatti e, in realtà, si allineano con i poteri non rappresentativi come il C.N.F. a discapito delle rappresentanze democratiche dell'Avvocatura come l'O.U.A. e le Associazioni forensi. Si tratta di una strategia di comunicazione già attuata in passato, ma che non può più ingannare i Colleghi per quanto è trasparente l’intento che persegue. Sarà mia cura evidenziarla ogni qual volta dovesse essere attuata in futuro.
Manteniamo il controllo su tutto ciò che riguarda il nostro avvenire, dando modo agli Avvocati di intervenire direttamente nella difesa dei propri interessi.
Per questo motivo Ti chiedo di iscriverti all’Associazione Agire e Informare (www.agireinformare.org), per dare più forza a chi ha dimostrato sul campo di battersi nell’esclusivo interesse degli Avvocati.
Un caro saluto.
Mauro Vaglio
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Media-conciliazione: auspicable un rinvio dell'entrata in vigore della normativa (13.1.2011)
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Il giorno 12 gennaio 2011 si è tenuta innanzi al Tar di Roma l'udienza per la sospensiva del decreto ministeriale attuativo della mediazione, nel giudizio proposto dall'Organismo Unitario dell'Avvocatura e nel quale siamo inteventuti con Agire e Informare e con l'Associazione degli Avvocati Romani. In tale sede, vista la disponbilità del Collegio, è stata direttamente fissata a brevissimo l'udienza per il merito (9 marzo 2011), prima quindi dell'entrata in vigore della normativa.
Grazie a questa iniziativa e, soprattutto, agli importantissimi risultati ottenuti al Congresso Nazionale Forense dai nostri Delegati, dalle Associazioni Agire e Informare, A.N.F., Azione Legale, Accademia Forense, e dai Consiglieri Vaglio, Di Tosto, Cerè e Cassiani, oggi 13 gennaio si è svolto un incontro dal Ministro Alfano, dopo il quale è prevedibile che venga disposto un rinvio dell'entrata in vigore dell'istituto.
Auspichiamo che il tempo a disposizione permetta di rivedere la normativa sulla medaconciliazione nel senso da noi più volte suggerito e recepito in pieno nella mozione congressuale:
- facoltatività del procedimento di mediazione;
- obbligo della difesa tecnica;
- elementari e ragionevoli criteri di determinazione della competenza territoriale;
- eliminazione della possibilità per il mediatore di formulare comunque una proposta anche laddove le parti non ne abbiano fatto concorde richiesta;
- abolizione del sistema sanzionatorio di cui all’art. 13.
Ad maiora.
Mauro Vaglio
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UFFICIO NOTIFICHE: Possibilità di controllare via web lo stato dei propri atti (18.12.2010)
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E' ora possibile verificare, tramite il sito web dell'U.N.E.P. di Roma, lo stato delle notifiche e, più in particolare, le informazioni relative alla presenza dell'atto allo sportello per la restituzione, in modo da evitari inutili file.
L'indirizzo internet da utilizzare è il seguente: http://www.giustizia.lazio.it/appello.it/unep/Default.aspx
Ottimo passo in avanti, sosterremo tutte le future iniziative dell'Ufficio in questa direzione.
Mauro Vaglio
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Report di un Congresso vero (2.12.2010)
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XXX CONGRESSO NAZIONALE FORENSE: UN CONGRESSO VERO !
Cosa sarebbe stato il XXX Congresso Nazionale Forense senza l’attivissima presenza dei Delegati di Agire e Informare, A.N.F., Azione Legale e Agifor e senza l’appassionato impegno dei Consiglieri dell’Ordine Vaglio, Di Tosto, Cerè e Cassiani ? La risposta è semplice: Un congresso meno incisivo, con meno risultati.
Meno incisivo perché:
· Il Consiglio dell’Ordine di Roma (il più rappresentativo e rappresentato) ed i delegati riferibili alla maggioranza non avevano neanche proposto la benché minima mozione su un problema così vitale come la Media Conciliazione né avevano sottoscritto la nostra, nonostante oggi attraverso le più varie forme di comunicazione si arroghino il merito dei risultati altrui.
· L’unica preoccupazione che l’attuale Consiglio dell'Ordine di Roma sembra avere è quella di dividere l’avvocatura, anziché unirla, e in tale quadro vengono diffuse (da chi, candidato nella nostra lista, il giorno dopo è passato dall'altra parte) ingiuriose accuse nei confronti di Colleghi che si impegnano da sempre in favore dell’Avvocatura e soprattutto dei delegati di Agire e Informare, paragonandoli a soldatini muti e giuristuristi.
· Senza l’apporto dei delegati di Agire e Informare e dei su citati Consiglieri, al contrario, non si sarebbe aperto quel confronto franco, ricco di discussioni, idee, proposte che tanta attenzione ha destato (e meno male) negli organi di stampa e nel Ministro stesso.
E invece è stato un Successo perché:
· Il gruppo dei delegati di riferimento dei Consiglieri Vaglio, Di Tosto, Cerè e Cassiani predisponeva ben 8 mozioni (vedi il sito www.agireinformare.org), tutte regolarmente presentate, raccogliendo numerosissimi consensi e sopratutto un gran numero di firme fra tantissimi delegati d'Italia per tutte le mozioni, ma in particolare per le mozioni contro la mediazione obbligatoria, il regolamento sulle specializzazioni e per la reintegrazione dei minimi tariffari.
· La mozione contro la mediazione obbligatoria presentata dai nostri delegati, veniva integrata con alcune ulteriori mozioni presentate da altri Ordini e veniva approvata per acclamazione dall'assemblea dei delegati d'Italia (confrontala con quella approvata dal Congresso).
· Gli organi di stampa si interessavano alla vicenda (Sole 24ore, Secolo XIX, Italia Oggi, ecc.) e fotografavano parte dei nostri delegati, con in testa l'Avv. Mauro Vaglio, che agitavano i cartellini rossi (vedere Sole24ore del 26.11.2010 pag. 7 o sito www.agireinformare.org).
· Il Ministro Alfano era costretto ad arretrare dalle sue posizioni e proponeva un tavolo di concertazione tecnico con i rappresentanti dell'Avvocatura per valutare la possibilità di trasformare la mediazione da obbligatoria in facoltativa.
· I delegati di riferimento dei Consiglieri Vaglio, Di Tosto, Cerè e Cassiani chiedevano infine di discutere in assemblea la revoca del regolamento delle specializzazioni. L'assemblea congressuale approvava la richiesta di revoca del regolamento delle specializzazioni emanato dal C.N.F. e già supinamente recepito dalla maggioranza dell'Ordine di Roma (vedere delibera del 14 ottobre 2010)
· Ora tutti ci aspettiamo che l'O.U.A. entri nel tavolo tecnico di concertazione proposto dal Ministro Alfano per trasformare la mediazione da obbligatoria in facoltativa, ed ottenga il risultato voluto dall'Avvocatura italiana.
ABBIAMO GRIDATO CON LA VOSTRA VOCE AL CONGRESSO
E NE SIAMO ORGOGLIOSI !
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25/27 novembre 2010 Congresso Nazionale Forense: Le MOZIONI dei nostri 67 Delegati
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CONGRESSO NAZIONALE FORENSE DI GENOVA
Il Congresso in video con Il Sole 24ore: c'è anche l'intervista a Mauro Vaglio su "Cartellino Rosso alla Media-conciliazione".
Per assolvere nel migliore dei modi il compito che ci avete affidato con il Vostro voto, abbiamo predisposto le seguenti mozioni che presenteremo al Congresso:
Relativamente alle nostre battaglie al servizio dell'Avvocatura, è bene sapere che:
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il Presidente dell'Organismo Unitario dell'Avvocatura, Maurizio De Tilla, ha dichiarato che proporrà ricorso al Tar (leggi l'articolo su Il Sole 24 ore) avverso il Decreto Ministeriale attuativo della media-conciliazione. Noi siamo intenzionati ad intervenire in tale giudizio e ad assumere anche altre iniziative eclatanti contro questo strumento di limitazione dell'accesso alla giustizia a scapito del cittadino (enorme aumento di spese) e della categoria forense: leggi attentamente il D.L.vo 28/10 e il D.M. 180/10;
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Comunicato Stampa delle Associazioni Agire e Informare, Agifor e Azione Legale sulla media-conciliazione per il XXX Congresso Nazionale Forense di Genova (leggi il Comunicato);
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Fabrizio Bruni, Presidente dell'Associazione degli Avvocati Romani, su Italia Oggi del 23.11.2010 (leggi l'intervista).
Vi terremo informati.
Mauro Vaglio, Pietro Di Tosto, Donatella Ceré, Alessandro Cassiani

Grazie!
I seggi elettorali hanno decretato una brillante affermazione dei nostri candidati: 67 sono stati eletti Delegati al XXX Congresso Nazionale Forense, sui 110 posti disponibili (leggi i risultati).
Il merito di questa affermazione è da attribuire all'impegno di tutti i 73 candidati che si sono confrontati con l'altra lista, composta da ben nove Consiglieri dell'Ordine in carica, da svariati ex Consiglieri e da moltissimi altri illustri Colleghi, che hanno scelto di candidarsi in ben 110, confidando di occupare tutti gli spazi disponibili.
La vittoria è di tutti gli Avvocati romani, che hanno premiato la coerenza, l'impegno e lo spirito di servizio, confermando che le idee ed i programmi sono, e devono essere, più importanti della visibilità personale ed apprezzando quindi la nostra scelta di non fare i perenni candidati sempre e dovunque, ma di lasciare spazio a nuove potenzialità per l'Avvocatura romana.
Da parte nostra, manterremo l'impegno di portare al Congresso il programma più volte illustrato (vedi sul sito www.maurovaglio.it) ed in particolare la battaglia contro la media-conciliazione e contro l'ennesima mini riforma del processo civile. Inoltre, continueremo a lottare per restituire la totale indipendenza dell’Avvocatura dalla politica, lavorando esclusivamente per favorire gli interessi della nostra categoria e dei cittadini.
Ad maiora !
Mauro Vaglio, Pietro Di Tosto, Donatella Cerè, Alessandro Cassiani
Da giovedì 25 novembre i nostri 67 Delegati eletti dagli Avvocati romani sono impegnati nel Congresso Nazionale Forense, che si prospetta il più importante degli ultimi anni per i tanti temi da affrontare e che ci toccano tutti direttamente nel lavoro (mediazione, specializzazioni, ecc ...).
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