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  Articolo redatto da:
  Avv. Mauro Vaglio



In caso di accoglimento dell'appello, le spese di giudizio non possono essere compensate per mancata costituzione dell'appellato né per erroneità della pronucia del giudice di primo grado

01/07/2018 - Cass. 4 maggio 2018 n. 10815


La pronuncia in esame ribadisce vari principi in tema di regolamentazione delle spese nei confronti della parte soccombente.



Nel caso di specie il Tribunale di Velletri aveva accolto l'appello in tema di violazione dei parametri ministeriali nella liquidazione delle spese del giudizio davanti al giudice di primo grado, compensando tuttavia le spese del giudizio di appello.



La Suprema Corte ha annullato con rinvio la sentenza del Tribunale affermando che, nell'ipotesi di accoglimento dell'appello, il giudice non può compensare le spese del grado se non ricorrono le "gravi ed eccezionali ragioni" previste ratione temporis dalla legge.



Peraltro, le "gravi ed eccezionali ragioni" non possono essere illogiche od erronee, altrimenti si configura il vizio di violazione di legge, denunciabile in sede di legittimità (così, tra le altre, Cass. 31 maggio 2016 n. 11222).



Perciò, non riveste alcun rilievo la mancata costituzione in giudizio dell'appellato né, tantomeno, l'erroneità della sentenza di primo grado, così come invece motivato dal Tribunale di Velletri nel compensare le spese del grado di appello.




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