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  Articolo redatto da:
  Avv. Mauro Vaglio



L'azione per il recupero del compenso professionale è solo quella del decreto ingiuntivo oppure quella del procedimento camerale ai sensi dall’art. 14 D.lgs n. 150/2011

22/07/2018 - Cass. Sez. Un. 23.2.2018 n. 4485


Con la sentenza n. 4485/2018 le Sezioni Unite della Suprema Corte hanno finalmente stabilito quale deve essere la procedura giudiziale da proporre per il recupero dei compensi professionali dell’Avvocato.



In primo luogo ha affermato che è esclusa la possibilità di introdurre l´azione con il rito di cognizione ordinaria (atto di citazione) o con quello del procedimento sommario “ordinario” ex artt. 702 bis e segg. c.p.c..



Gli unici riti utilizzabili sono quindi quelli del ricorso per ingiunzione di pagamento (art. 633 c.p.c.) e dell’art. 702 bis c.p.c..



Tale procedimento è utilizzabile anche nell’ipotesi di contestazione da parte del debitore sull’an debeatur.



L’unica eccezione sorge se il convenuto dovesse svolgere una difesa che si articoli in via riconvenzionale o di compensazione o di accertamento pregiudiziale, nel qual caso, ove tale domanda non possa svolgersi con il rito camerale, il giudice ne dovrà separare la trattazione e procedere con il rito per essa previsto.



Ci auguriamo che anche quei giudici della VII e della XI Sezione de Tribunale di Roma si convincano ad adeguarsi a principi che fin dall’inizio apparivano evidenti per tutti tranne che per loro.




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